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Vive la Belgique: dieci mesi nella Capitale d’Europa

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Little Italy, Recenti
Il logo del programma Erasmus
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Dieci mesi fa mi trovavo qui a scrivere delle mie prime impressioni su questo Paese, sull‘Erasmus in generale e, soprattutto, sulla città più importante: Bruxelles, quella che viene definita come la Capitale de facto d’Europa. Probabilmente due o tre anni fa non avrei mai immaginato di passare quasi un anno della mia vita in Belgio, ed invece eccomi qua. Da matricola fuori sede piccola e innocente mi ritrovai ad inviare la domanda per partecipare al programma che ha permesso a milioni di persone di vivere in un Paese, a volte, completamente diverso dal proprio.

La prima scelta fu proprio il Belgio, e, nonostante i posti a disposizione fossero solamente due, la mia domanda venne accettata. La mia conoscenza del francese era praticamente pari a quella di un bimbo che si appresta a pronunciare le prime frasi elementari: <<baguette, salut, maman>> ma anche <<bidet>>, il cui mancato uso da parte degli stranieri viene rinfacciato ogni volta che qualcuno fa dei commenti ironici sul nostro Paese, sui suoi abitanti e sul Bunga Bunga. A proposito di Berlusconi, il ricordo delle sue imprese – nel senso di aziende proficue ma anche di azioni memorabili – è ancora fresco nelle menti degli europei, che spesso si chiedono come sia stato possibile averlo votato per vent’anni.

Essere italiani in Belgio, purtroppo, non è particolarmente originale, dato che siamo tra le comunità più numerose, per cui ogni volta che dicevo: <<je suis italienne>>, all’inizio un po’ titubante ma con il passare del tempo sempre più fiera e consapevole, la risposta era quasi sempre: <<anche io!>>, oppure <<lo sono i miei genitori, ma io sono nata qui!>>. Sentirsi a casa qui, per un italiano, è molto facile, basta notare il disordine che si crea ogni volta che c’è una fila, il quale ci riporterà con la mente alle bellezze nostrane e al calore della nostra terra. Al suo perenne caos. Nonostante questo, episodi di razzismo nelle Fiandre sono ancora presenti ed io stessa ne sono stata indirettamente vittima più volte, mentre nella parte francofona sono praticamente inesistenti, sia verso i mediterranei che verso gli immigrati in generale.

elio di rupo
Elio Di Rupo è un politico belga, Primo Ministro del Belgio dal 6 Dicembre 2011 all’11 Ottobre 2014. È presidente del Partito socialista belga dal 1999

Se dovesse capitare anche a voi, dovete sfoggiare un buon inglese per farli sentire in colpa e si acquieteranno lentamente rendendosi conto della chiusura mentale di cui sono affetti. Il Belgio è un esempio perfetto di integrazione ma purtroppo, come miei molti connazionali qui a Louvain pensano, Salvini non è una prerogativa italiana, ma porta avanti un’ideologia che trova consenso anche presso altri Paesi. La differenza, però, è che qui la storia l’ha già spazzata via, facendo rimanere solo un po’ di cenere, che di certo non contagerà il resto della popolazione.

<<E del tempo, invece, che cosa mi dici?>>, mi dicevano tutti preoccupati, dopo qualche mese a Louvain-La-Neuve. Chi è meridionale (<<je suis une italienne du SUD!>>) come me, e ha avuto la fortuna di vivere a pochi minuti da una delle spiagge più belle d’Italia, ha fatto un po’ di fatica ad accettare il fatto di vivere costantemente sotto un inquietante manto di nubi. Le prime settimane sono state difficili, da questo punto di vista, ma poi mi sono accuratamente belgizzata e quando il sole faceva finalmente capolino, mi sentivo quasi disorientata, come se fosse un intruso, quell’ospite che non ti aspettavi, ma che si è precipitato a casa tua senza preavviso.

Mi sono ritrovata ad avere infinite conversazioni con persone del posto sul sistema belga, sul come sia possibile che funzioni così bene nonostante le tre lingue officiali e i differenti livelli di governance che lo caratterizzano. I belgi, un po’ come i nostri cugini d’oltralpe, amano parlare di politica anche per una serata intera ed io, da appassionata, ero felice di avere sempre un argomento di conversazione quando la serata era un pochino lenta. Ho discusso con deputati socialisti del Parlamento Federale, deputati del Parlamento Europeo, compagni di corso del posto e professori, coinquiline e amici, ogni volta arricchendo il mio bagaglio culturale.

Sentivo scricchiolare mano a mano quelle barriere (che nemmeno pensavo di avere) che erano nella mia mente: una sensazione di libertà dai pregiudizi che spero di continuare ad avere per il resto della mia vita.

 

Louvain-La-Neuve

 

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About Alessia Del Vasto

COLLABORATRICE | Classe 1994, di origini partenopee. EU Studies Fair Ambassador per POLITICO Europe, studia Scienze Politiche Internazionali presso l'Università di Pisa. Ha trascorso quest'anno accademico in Belgio, tra gaufres e case con i mattoncini rossi, per vivere quello che le piace definire "il sogno europeo".

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