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Vatileaks II: i segreti della curia

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L’8 Dicembre prossimo verrà inaugurato a Roma il Giubileo straordinario della Misericordia, che si chiuderà il 20 Novembre 2016. I pellegrini che arriveranno in città, nel corso dell’anno (stando alle previsioni), saranno più di trenta milioni. Ma, alla vigilia di un evento spirituale così importante, la Città Eterna vive una delle crisi più profonde della sua storia.

Non solo Mafia Capitale. Stando alle recenti cronache, a finire sotto accusa è anche il Vaticano. Con l’arresto del Monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda e della PR italo-marocchina Francesca Immacolata Chaouqui, lo scorso 2 Novembre, è ufficialmente scoppiato il secondo caso Vatileaks. Una fuga di notizie riservate della Santa Sede divenute, via carta stampata, di dominio pubblico. Questa volta, a beneficiarne, sarebbero stati due giornalisti e scrittori italiani: Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, che i documenti riservati li hanno pubblicati in due libri. Rispettivamente Via Crucis ed Avarizia, già disponibili nelle librerie.

Ma di che documenti si tratta? Prove di gestione economica allegra da parte di prelati e membri della curia. L’attico della residenza del Cardinal Bertone, per esempio, sarebbe stato profumatamente pagato con soldi dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. Il Cardinale australiano George Pell avrebbe speso, in un sol colpo, più di mille euro per un volo Roma-Londra in business class, nonché alcune migliaia di euro in abiti firmati. George Pell, appunto. Una figura di rilievo del nuovo corso Bergoglio. Dal 24 Febbraio 2014 infatti, è il primo Prefetto della Segreteria per l’Economia, dicastero voluto dal Papa per armonizzare le spese della Santa Sede e della Città del Vaticano.

Che si sia dunque cercato, con questa fuga di notizie, di screditare il Santo Padre? E’ possibile. Ma, da quanto emerso, il Papa è comunque disegnato come vittima. Qualunque sia il caso, è difficile pensare che i libri siano frutto della sola audacia investigativa dei due giornalisti. Sembrerebbe piuttosto guerra per bande. Proprio come nel primo Vatileaks. Una guerra per bande, tra membri della curia, combattuta con la delegittimazione mezzo-stampa degli avversari.

Ma se il primo Vatileaks aveva finito con l’indebolire molto la figura di Joseph Ratzinger, portandolo poi alle dimissioni, Papa Francesco sembra uscire rafforzato da questo scandalo. La sua risposta, infatti, è stata forte e chiara. L’8 Novembre scorso, con un Angelus senza precedenti, ha commentato Urbi et orbi gli eventi. Rubare i documenti riservati e averli diffusi è stato un reato. Ha detto. Un atto deplorevole che non aiuta la Chiesa. Quei documenti, infatti, lui stesso e i suoi collaboratori li conoscevano bene, da mesi. E avevano già preso delle misure al riguardo. <<Questo triste fatto – ha continuato il Santo Padre – non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti>>.

Da sinistra verso destra: Francesca Immacolata Chaouqui (1981) e Monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda (1961)

Casus belli nella curia romana, dunque, non sarebbero solo le questioni dottrinali; ma anche e soprattutto quelle economiche. Non bisogna trascurare, infatti, il forte impatto riformatore che il Papa ha avuto sull’amministrazione politica ed economica del Vaticano. Non soltanto la Segreteria dell’Economia e la Cosea (la Commissione di Studio sulle Strutture Economiche e Amministrative della Santa Sede, di cui facevano parte la Chaouqui e Monsignor Balda), ma anche lo IOR (l’Istituto per le Opere Religiose). Altrimenti noto come la Banca Vaticana. Quest’ultima, fondata nel ’42 per inviare segretamente soldi alle chiese dell’Asia e dell’Unione Sovietica, col tempo si è trovata a gestire flussi di denaro sempre più importanti. Negli anni della Guerra Fredda, tramite lo IOR, il Vaticano finanziò la polacca Solidarność (trad: Sindacato Autonomo dei Lavoratori “Solidarietà”). Ma i finanziamenti delle opere ecclesiastiche in giro per il mondo divennero più importanti della provenienza del denaro. Come diversi scandali e processi hanno rivelato, lo IOR prese a riciclare somme enormi di denaro sporco, e investì anche in ambigue attività. Ma neanche con Ratzinger le sue transazioni erano trasparenti al 100%, anzi.

Sul problema Papa Francesco è stato ferreo. Da quando è salito al soglio pontificio, nel Marzo 2013, ha rinnovato i dirigenti dell’Istituto e preteso, con l’istituzione di un’apposita commissione di controllo, il viraggio verso trasparenza e legalità. Questo ha portato alla chiusura di tremila conti sospetti. Per la prima volta lo IOR è sotto stretto controllo. Tutti i soldi introdotti nella banca vanno giustificati. I conti sono riservati soltanto a religiosi. Ma il processo di rinnovamento non è concluso, e sono ancora alcune centinaia i conti aperti sospetti. Monsignor Balda e la PR Chaouqui, insomma, potrebbero essere solo pedine di interessi più grandi. Interessi che cercano di arrestare il vento riformatore di Francesco e, non potendo colpire lui, colpiscono chi gli sta intorno, anche a costo di danneggiare la curia.

Anche per questo l’imminente Giubileo straordinario della Misericordia, annunciato a sorpresa da Papa Francesco nel Marzo di quest’anno, è una mossa estremamente lungimirante e strategica. Per acquisire maggiore potere per la riforma vangelo-centrica del Vaticano, il Santo Padre ha optato per un coinvolgimento dell’intera comunità cattolica. Da qui il tema della Misericordia, che si inserirà in un contesto di penitenza e preghiera per spazzare via, con la parola di Cristo, le resistenze di chi, in Vaticano, si occupa solo di mondanità.

Ma perché non sperare, allora, che anche per Roma Capitale l’imminente Giubileo possa rappresentare un’occasione di rinascita spirituale? Dei trentuno cantieri programmati in Agosto per lavori di manutenzione delle strade, in punti nevralgici in vista del Giubileo, solo due sono partiti. La città si presenta in ginocchio, commissariata dopo un Consiglio Comunale auto-sospesosi, con servizi basilari che non funzionano. L’Anno Santo si intersecherà con le udienze del maxi-processo di Mafia Capitale.

Ma, nonostante questo, c’è la speranza che i due prefetti Gabrielli e Tronca, che amministreranno per i prossimi mesi la città, riusciranno a organizzare al meglio l’assistenza all’evento. Non tanto per riabilitare a livello internazionale l’immagine di Roma – ci vorrà del tempo affinché questo accada – ma per dimostrare, agli stessi cittadini romani, che non è utopico pensare ad una sua rinascita.

 

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About Fabrizio Giovanni Vaccaro

COLLABORATORE | Classe 1991, è nato e cresciuto ad Augusta (SR). Diplomatosi al Liceo Classico "Megara" della sua città nel 2010, ha scelto poi di emigrare a Roma, dove studia Medicina e Chirurgia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Nutre essenzialmente tre passioni: l'attualità, la politica, l'Islam ed il Medio Oriente.

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