GIANLUCA BASILE JUAN CARLOS NAVARRO 5152

Una giornata particolare: il racconto di un tributo

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Una presa di coscienza è necessaria a chi, come me, compie la scelta di raccontarvi delle storie: è davvero raro avere la possibilità di intrecciare il proprio sentiero con i percorsi intrapresi dai protagonisti dei nostri racconti. Essere osservatori informati, imparziali, attenti e scrupolosi è, spesso, sufficiente a dar forma ad una narrazione. Ben più rara è la possibilità di interagire con chi quella narrazione l’ha ispirata, vivendola in prima persona.

 

 

Ho avuto l’enorme fortuna di rompere l’ideale parete che separa lo scrittore dalla storia raccontata. Questo articolo è, come anticipato nel video di presentazione, il racconto di come ho avuto modo di demolire quell’ipotetica parete, passando ventiquattro ore filate con alcuni dei protagonisti dei miei racconti. Il tutto è partito proprio dalle pagine online di questo sito. Era il 29 Novembre 2015 quando veniva pubblicato uno dei miei primissimi articoli per “La Voce del Gattopardo”: Gianluca Basile: il ladro del fuoco da Ruvo di Puglia. Il pezzo raccontava la storia di Gianluca Basile, ex capitano della Nazionale italiana di pallacanestro, esponente di spicco di una generazione d’oro del basket italiano e storico sportivo del mio paese di nascita, Ruvo di Puglia (Provincia di Bari).

Il buon successo dell’articolo tra i miei concittadini ha portato a dei risultati a lungo termine impensabili al momento della pubblicazione. Circa un anno dopo – nell’Ottobre del 2016Paolo Pinto, Direttore di Ruvesi.it e Double P Communication, importanti portale online e agenzia media cittadini, mi ha chiesto se fossi disponibile alla pubblicazione di uno stralcio dell’articolo sulla successiva edizione cartacea del suo giornale. Io, ovviamente, ho accettato di buon grado e da quel momento in poi è sorta la collaborazione che mi ha portato a vivere l’esperienza che son qui a raccontarvi. Nel Febbraio di quest’anno mi giunge una chiamata dallo stesso Paolo Pinto: voleva che lo affiancassi nell’organizzazione del tributo di Ruvo di Puglia a Gianluca Basile, lo sportivo più importante della storia del nostro paese, l’atleta di cui avevo scritto su queste pagine poco più di un anno prima. Mi affida la redazione dei testi, devo redigere una vera e propria sceneggiatura che possa dar l’idea di quanto epica e influente possa esser stata la carriera di Basile. Ancora una volta, non posso tirarmi indietro: già la semplice idea di entrare finalmente a contatto con uno sportivo così importante varrebbe da sola l’assunzione di qualsivoglia carico di lavoro, ma il progetto è ancora più ambizioso.

«Dobbiamo entrare in contatto con i nostri idoli, tanto a livello giornalistico quanto a livello sportivo». È stata questa la frase che mi ha dato i brividi. Mi trovavo per le mani la possibilità di contattare, conoscere e scambiare opinioni con quegli uomini che ho sempre e solo potuto ammirare attraverso uno schermo. L’evento, organizzato da Ruvesi.it e Double P Communication con il patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia e di Confartigianato, doveva restare top secret più a lungo possibile, in modo tale da permetterci di preparare il tutto senza la pressione della cittadina e senza che il protagonista della serata, Gianluca, da sempre notoriamente molto schivo potesse percepire la grandezza di ciò che preparavamo per lui.

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La locandina dell’evento organizzato da “Ruvesi.it” e “Double P Communication”

I mesi successivi sono stati frenetici: l’assoluta dedizione di Paolo e della sua agenzia nel cercare ospiti e sponsor e curare ogni dettaglio mi ha permesso di concentrarmi esclusivamente sulla scrittura e la preparazione al mio ruolo da narratore etero-diegetico. Il racconto sulla carriera di Gianluca prendeva forma e man mano che scrivevo, mi rendevo conto di quanto grande fosse la storia con la quale stavo confrontandomi. I giorni immediatamente precedenti all’evento son stati letteralmente un turbinio di emozioni ed avvenimenti: avevamo il nome di alcuni ospiti ma io stentavo a crederci. Quando mi hanno parlato dell’eventualità che da Barcellona partisse un charter in direzione di Bari, ho sinceramente avuto la pelle d’oca. Nel corso della sua esperienza blaugrana, Basile ha stretto amicizia con delle autentiche leggende della pallacanestro mondiale e io non riuscivo a capacitarmi del fatto che alcune di esse potessero venire in un paesino di circa ventimila anime. E non era tutto: continuavano a giungerci video di saluti di gente davvero fondamentale nella storia dello sport nazionale. Dal C.T. Ettore Messina alla vice caporedattrice di Sky Sport Italia Paola Ellisse, dall’ex interista Nicola Berti al giocatore NBA Marco Belinelli, passando per autentiche leggende del nostro basket come Carlton Myers e Andrea Meneghin, sono stati circa cinquanta i contributi video giuntici: un’enormità, da affiancare al mio racconto. Come capirete, l’emozione di vedere le mie parole intervallate da quelle di gente di un simile spessore, non poteva che farmi una certa impressione.

Giunti al giorno precedente all’evento, ci raggiunge l’ufficialità più attesa: sarebbero arrivati ben dieci membri del FC Barcelona Bàsquet, di cui sei giocatori o ex compagni di squadra di Gianluca. Se tra i dirigenti spiccava il nome di Pere Francitorra, membro della commissione sportiva del club catalano, i nomi dei cestisti in arrivo a Ruvo erano decisamente capaci di far tremare i polsi: il capitano del Barcelona vincente in Euroleague Basketball nel 2010 Roger Grimau, l’MVP della Copa del Rey 2007 Jordi Trias, un simbolo della generazione dorata spagnola e del barcelonismo come Victor Sada, l’ex MVP del campionato greco Jaka Lakovič, l’ex enfant prodige ed attuale playmaker titolare dei Minnesota Timberwolves Ricky Rubio e una delle più grandi leggende senza tempo della pallacanestro europea come Juan Carlos Navarro.

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La delegazione blaugrana a Ruvo di Puglia (Provincia di Bari), immortalata dal sito ufficiale dell’FC Barcelona

Il parterre ha preso definitivamente forma: oltre ai campioni spagnoli avremmo ospitato anche l’ex C.T. della Nazionale azzurra Carlo Recalcati. un’eminenza della pallacanestro nostrana come Giordano Consolini, l’ex dirigente della Nazionale Claudio Silvestri, il cestista di Serie A Tommy Laquintana ed Enzo Sindoni, Presidente dell’Orlandina Basket. Con dei nomi del genere in ballo, tenere il segreto è stata, forse, la parte più difficile dell’impresa. Immaginate con quale animo mi sia presentato alla conferenza stampa precedente all’evento: la mia città stava per essere invasa da leggende della pallacanestro e io stavo per avere carta bianca sulle domande da porre ad un campione senza tempo come Gianluca Basile, che in quel momento del tutto ignaro della grandezza dell’evento che il suo paese aveva organizzato per lui. La forte emozione non mi ha, però, impedito di porgere all’ex capitano della Nazionale la domanda che più di tutte mi stava a cuore.

 

D: La narrazione giornalistica ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione dell’epica dietro al tuo nome. Qual è il tuo rapporto con l’immagine che i racconti sportivi hanno creato di te? 

Mi interessava afferrare il collegamento tra l’uomo ed il personaggio, tra l’eroe sportivo ed il ragazzo umile. La risposta non si è fatta attendere ed è valsa, forse, da sola, la fatica svolta per l’evento.

R: Io non sono così e non mi ci rivedo. A volte mi capita di riguardare dei miei video e di non riconoscermi. Altre volte mi sarei auto-panchinato per la follia di alcuni gesti.

In un’unica risposta ha condensato l’umiltà dell’uomo e la lucida follia dello sportivo. Che emozione.

 

L’evento arriva. Avrebbe dovuto svolgersi in piazza ma il tempo è inclemente. Il rischio di pioggia è grande: è necessario che il tutto si svolga nel Palasport di Via Cristoforo Colombo di Ruvo, un impianto che di buoni giocatori ne ha sempre visti tanti ma che in quella serata si apprestava a vivere, probabilmente, la sua notte più gloriosa. Arrivo al palazzetto, mi dirigo nel cortile esterno per sfuggire al caldo torrido dell’impianto e mi ritrovo davanti tutti i miei idoli, tutti gli ospiti: gli spagnoli, gli allenatori, i dirigenti. La tentazione di chieder loro delle foto è enorme, non resisto. Mentre scattavo un selfie con Giordano Consolini, la mia attenzione viene richiamata dalla voce trafelata di Paolo Pinto: avevo il compito di aprire la serata e non ero ancora stato microfonato. Avevo perso completamente il senso del tempo. Mi microfonano, parte la serata.

Dopo il mio racconto iniziale è il momento dell’ingresso del protagonista del tributo: sulle note della colonna sonora de Il Gladiatore il PalaColombo accoglie Basile con una lunghissima standing ovation. Se qualcuno tra i presenti dovesse negare di essersi emozionato, vi assicuro che sta mentendo. Entrano gli ospiti, uno ad uno: Gianluca è sempre più emozionato, quasi travolto dall’affetto dei suoi compagni di percorso e della sua città. Ad evento terminato, era arrivato il momento della gloria per tutti noi che avevamo lavorato per l’evento. Andare a cena con quegli uomini è stata l’apoetosi. Io, come un bambino, non ho saputo resistere alla tentazione di farmi autografare una maglia del Barcellona dai presenti e di scambiare due chiacchiere con ciascuno degli ospiti, arrivando anche a scherzarci o a discutere delle prospettive future dei rispettivi club. Molti dei presenti erano increduli quanto me alla vista di certe leggende. Mi sono anche permesso di proporre il nome di un coach che io ritenevo destinato ad allenare il Barcellona prima o poi. La risposta informale che mi è giunta è che era un nome nel novero dei papabili. Gioie finite? No, macché. Il giorno dopo abbiamo accompagnato i nostri idoli per le vie del nostro paese e abbiamo anche goduto di un aperitivo con loro, mentre le TV ed i siti già diffondevano le immagini dell’evento. In poche parole, un sogno.

Un sogno partito dalle pagine online di questo sito, che ringrazio, così come ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di essere un ingranaggio nella macchina dell’organizzazione dell’evento.

Per la prima volta nella mia vita, ho incrociato una storia che credevo di poter solo raccontare.

 

 


 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime. Primo Pianista per "NbaReligion.com".

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