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Un salto nella Parigi degli Anni ’20: Simone de Beauvoir e la lotta per la parità dei sessi

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Simone-Lucie-Ernestine-Marie Bertrand de Beauvoir (1908-1986) è stata una scrittrice, saggista, filosofa, insegnante e femminista francese. Fu un'esponente dell'esistenzialismo nonché compagna del filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese Jean-Paul Sartre (1905-1980)
Simone-Lucie-Ernestine-Marie Bertrand de Beauvoir (1908-1986) è stata una scrittrice, saggista, filosofa, insegnante e femminista francese. Fu un’esponente dell’esistenzialismo nonché compagna del filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese Jean-Paul Sartre (1905-1980)

Simone de Beauvoir nasce a Parigi il 9 Gennaio 1908 da una facoltosa famiglia alto-borghese. A seguito della bancarotta, avvenuta per mano del nonno materno, la famiglia è costretta ad abbandonare gli alti borghi parigini per trasferirsi in un modesto appartamento in Rue de Rennes. La vita di Simone e della sua famiglia, fu segnata per molto tempo dai disagi dovuti alle ristrettezze economiche.

La passione di Simone verso gli studi si manifestò fin dalla primissima età: dopo aver frequentato un noto istituto cattolico, decise di proseguire gli studi per dedicarsi, successivamente, all’insegnamento. La giovane, si laureò nel 1926 alla Facoltà di Filosofia della Sorbona, con una tesi sul filosofo Gottfried Wilhelm von Leibniz. Questi, possono essere definiti gli anni migliori della giovane filosofa. Essa entra infatti in contatto con i grandi scrittori, filosofi, pittori del tempo: André Gide, Marcel Proust e Raymond Radiguet sono soltanto alcuni dei grandi noti con cui Simone avrà a che fare durante la sua vita. In quest’ambito culturale (che potremmo definire di anticonformismo) Simone incontra nel 1929 quello che sarà il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre. L’anno successivo, Simone de Beauvoir inizia a insegnare a Marsiglia per passare poi alla cittadina di Rouen e infine concludere la sua carriera accademica a Parigi, nel 1943, a causa della denuncia di corruzione di minore. Attraverso la relazione con una sua alunna ai tempi minorenne, Simone venne bandita dall’albo accademico in via definitiva. Successivamente, nel 1977, la filosofa sottoscriverà – assieme al compagno e agli amici Michel Foucault, Jacques Derrida e Roland Barthes – una Pétition française contre la majorité sexuelle, ovvero una petizione presentata al Parlamento francese per la depenalizzazione di qualunque rapporto si intrattenga tra adulti e minori di quindici anni.

Dal 1930, affiancando il suo compagno, la filosofa inizierà i suoi viaggi per il mondo. Sono gli stessi anni in cui i due giovani innamorati interverranno con partecipazione ai rivolgimenti politici che avvengono in Germania, con la lotta al Nazismo, in Spagna, prendendo parte alla Guerra Civile del 1936, nonché la Seconda Guerra Mondiale vissuta da Parigi, entrando nella Résistance intérieure française. Dal 1947 in poi, Simone compirà altri viaggi, recandosi negli Stati Uniti, in Brasile, a Cuba. Ormai conosciuta in tutto il mondo per le sue forti posizioni assunte che certo, si distinguevano dalla figura femminile degli Anni ’30-’40, la filosofa pubblica il libro Il secondo sesso (1949). La donna diventa così per molti(e) una figura eroica, una guida da seguire e imitare; al contempo, la sua presa di posizione è la causa di numerose polemiche provenienti dal pubblico sia maschile che femminile. Nel 1968, la Beauvoir non può mancare alla contestazione studentesca e operaia che scoppia a Parigi, partecipandovi con entusiasmo e interesse: da questo momento in poi, in particolare, Simone de Beauvoir diventa un simbolo per il femminismo prima francese, poi mondiale. Gli Anni ’70 rappresentano poi per la filosofa la presa di posizione in questioni e tematiche di rilevanza globale: il conflitto arabo-palestinese, il diritto all’aborto, la dissidenza dell’URSS. È nel 1970 che la scrittrice pubblicherà un altro dei suoi libri più noti, La terza età nel quale affronta apertamente il tema della vecchiaia, ancora definito in questi anni un «problema sociale». La donna si spegnerà sei anni dopo la morte del compagno Jean-Paul Sartre, il 14 Aprile 1986.

 

  • “IL SECONDO SESSO”
Le Deuxième Sexe (1949)
Le Deuxième Sexe (1949)

Di Simone de Beauvoir abbiamo letto numerose volte nei testi di storia o filosofia delle scuole superiori. Generalmente, l’idea che ci siamo fatti su questo personaggio storico è quello di un’esponente del femminismo che lotta per i diritti delle donne, in particolar modo durante il Mai 68 (Movimento di Maggio francese) del 1968. In questo articolo mi interessa parlare del libro che l’ha resa celebre per essere non solo una pioniera del femminismo (Nota sul femminismo, definizione presa dall’Enciclopedia Treccani: Movimento di rivendicazione dei diritti economici, civili e politici delle donne; in senso più generale, insieme delle teorie che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove relazioni tra i generi nella sfera privata e una diversa collocazione sociale in quella pubblica) ma anche una filosofa che ha saputo applicare l’approccio esistenzialista al suo stesso sesso. Il libro si presenta come un saggio, composto da introduzione, tre capitoli e conclusione. Nel lavoro scritto da Simone, vengono riportate le risposte a diverse domande concernenti il tema della donna poste a svariate studiosi, senza distinzioni di razza, etnia o classe sociale. La scrittrice passa in rassegna tutti i diversi ruoli che sono ricoperti dalla donna secondo il pensiero predominante maschile: sposa, madre, vecchia, innamorata, prostituta, ecc. La tesi di fondo, in riferimento non solo a questo libro ma a tutto il pensiero portato avanti da Simone de Beauvoir, è che la donna deve determinarsi come altra rispetto all’uomo, andando al di là di una tessera elettorale o di qualche libertà di costume; quella che si deve andare a costruire è l’immagine della femme indépendante, una persona equiparata alla figura maschile che possa disporre del proprio corpo e della sua stessa femminilità alla pari di un uomo. La critica che viene mossa dalla filosofa si riferisce in particolar modo alle restrizioni in campo legale, per quanto riguarda la contraccezione, l’aborto, il matrimonio borghese. Insomma, quella che può essere definita come l’alienazione da un punto di vista sociale, economico e sessuale.

La previsione fatta alla fine di questo libro – un’opera complessa e travolgente di cui vi consiglio la lettura – è quella della fine della subalternità femminile al sesso maschile, attraverso la creazione di una società aperta, che ponga le persone sullo stesso piano sotto tutti i punti di vista. Le donne devono trovare la loro dimensione per potersi relazionare agli uomini in una condizione di parità, con gli stessi diritti e doveri.

Quest’opera è stata pensata e scritta da Simone de Beauvoir come un punto di partenza non per la creazione di una nuova società, ma per la modifica della società borghese di allora, al fine di dare voce anche a quel soggetto percepito solo come altro rispetto all’uomo e sottostante ai pregiudizi e alle norme imposte da una società che vedeva nella figura femminile una mera debolezza, da qualsiasi punto di vista la si voglia osservare. Tuttavia, ritengo che il libro in questione sia (purtroppo) ancora oggi attuale, dato che la condizione femminile è rimasta perlopiù precaria: basti pensare alla differenza nella retribuzione percepita tra uomo e donna. Molte delle considerazioni riportate dalla filosofa potrebbero essere state scritte ai giorni nostri, ma la parte che più mi ha colpita è quella in riferimento alle cosiddette pseudo libertà: alcune donne reputano di aver conquistato certe libertà quando nel concreto quest’ultime si traducono nella semplice licenza di poter agire a modo proprio, ma senza apportare alcun contributo utile al cambiamento della condizione femminile.

Mi rivolgo in particolare alle lettrici, concludendo con una frase della stessa de Beauvoir: «Donna non si nasce, lo si diventa».

 

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About Erica Ceola

REDATTRICE | Classe 1994, veneta. Laureata in Relazioni Internazionali, è iscritta alla magistrale in Storia dei conflitti contemporanei presso l'Università di Bologna. Attualmente vive a Parigi, dove frequenta l'Università "La Sorbona". Topo di biblioteca, appassionata di vini e film Anni '50, ha deciso di dare forma al suo fanatismo per la storia scrivendo per "La Voce del Gattopardo".

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