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“SuperQuark”: l’ultimo baluardo della scienza nella TV pubblica italiana

Pubblicato il Pubblicato in Eureka, Recenti, Scienza e Salute
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Il giornalista, divulgatore scientifico e conduttore televisivo Piero Angela (1928) in compagnia del figlio Alberto (1962), paleontologo ed anch’egli giornalista, divulgatore scientifico e conduttore televisivo

Lo scorso 11 Giugno è andata in onda la prima puntata della 21^ Stagione del programma condotto da Piero Angela. Quest’anno sono previste dodici puntate, trasmesse ogni Giovedì, di cui le prime due (la seconda è andata in onda il 18 Giugno) sono state puntate speciali dal titolo 13 miliardi di anni: un affascinante viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo alla comparsa ed all’evoluzione della vita sulla Terra. La prima puntata di SuperQuark, evoluzione del programma Quark che Angela ha condotto dal 1981 al 1983, è andata in onda il 27 Gennaio 1995 e da allora le stagioni si sono susseguite ogni anno ininterrottamente, mantenendo uno share piuttosto elevato per un programma che parla di scienza.

Se vi chiedessi a cosa è dovuto il successo oramai ventennale di SuperQuark, molti sarebbero concordi nel rispondere che è la semplicità con cui vengono esposti gli argomenti più disparati. E’ indubbiamente vero che, trattandosi di un programma scientifico-divulgativo e dovendo coinvolgere il più ampio pubblico possibile, non è alto il livello di approfondimento dei singoli argomenti (e di questo me ne accorgo inevitabilmente quando si trattano tematiche di biologia), ma è proprio questo che rende fruibile il programma da parte del grande pubblico: esperti di varie materie scientifiche mettono a disposizione le loro conoscenze e rendono l’acquisizione dei concetti quasi immediata, anche per chi la scienza non l’ha mai “digerita”.

A tal proposito, riporto le parole di Piero Angela tratte dalla collana Viaggio nella scienza (De Agostini Editore):

<<La divulgazione deve infatti fare i conti con questi due problemi, che richiedono competenza e immaginazione: cioè da un lato comprendere nel modo giusto le cose, interpretandole adeguatamente per trasferirle in un diverso linguaggio: dall’altro essere non solo chiari ma anche non-noiosi, pur mantenendo integro il messaggio (anzi, non aver paura di esser divertenti: l’umorismo è uno dei compagni di strada dell’intelligenza). Per queste ragioni, paradossalmente, si può dire che è più difficile… essere facili. Tutti, infatti, sono capaci di parlare o di scrivere in modo oscuro e noioso: la chiarezza e la semplicità invece sono scomode. Non solo perché richiedono più sforzo e più talento, ma perché quando si è costretti a essere chiari non si può barare. Sappiamo tutti, per esperienza, che le parole possono spesso servire da cortina fumogena per nascondere i pensieri. O per nascondere la propria ignoranza su certi argomenti. Rimanendo nel vago e nell’ambiguo, si riescono più facilmente a mascherare i buchi. Invece, quando si è obbligati a esser semplici, bisogna dimostrare di aver capito davvero. Anzi di essere arrivati al nocciolo della questione e di averne individuato i meccanismi>>.

superquark-2015L’alfabetizzazione scientifica media in Italia non è molto elevata, probabilmente perché con la scienza non è facile “portare il pane a casa”: basti pensare al fatto che il nostro Paese investe solo l’1,3% del PIL in ricerca e sviluppo, dato al di sotto della media dei Paesi europei che supera il 2%. A questo dato, tutt’altro che positivo, va aggiunta l’innata propensione degli italiani (ma siamo in buona compagnia) nel credere a guaritori, santoni ed a medicine alternative (basti pensare allo scalpore mediatico creato dal caso Stamina), piuttosto che ai risultati di decenni di ricerca scientifica.

Eppure, nell’undicesima edizione dello Annuario Scienza Tecnologia e Società (frutto del lavoro del centro di ricerca Observa Science in Society) viene fuori un dato importante: gli adolescenti sono sempre più interessati sia alla scienza che alla tecnologia, sicuramente grazie anche alla sempre più larga diffusione di internet che permette l’accesso ad una quantità di informazioni indubbiamente più vasta rispetto a quella a cui nei decenni passati era possibile accedere recandosi in biblioteca e consultando decine di libri.

In questo scenario agrodolce non è da sottovalutare il potere della televisione, che rimane ancora il più diffuso tra i mass media. Da questo nasce l’importanza dei programmi scientifici divulgativi, ormai rarità nella TV pubblica italiana, dove invece imperano talk show e reality show di ogni tipo.

Nel titolo ho definito SuperQuark l’ultimo baluardo perché, oltre ad essere rimasto praticamente l’ultimo vero programma scientifico divulgativo (non me ne vogliano i fan del programma condotto da Roberto Giacobbo), continua a riscuotere il successo meritato, nonostante siano passati vent’anni dalla prima messa in onda.

Io non ricordo cosa stessi facendo quella sera di Gennaio del 1995 (avevo solo 4 anni), ma se mi sforzo ad andare indietro con la memoria fin dove mi è possibile, ricordo che con SuperQuark ci sono cresciuta. E posso affermare che Piero Angela è la principale causa della mia passione per la scienza.

 

 

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About Deborah Crifò

COLLABORATRICE | Nata nel Dicembre del 1991, da ragazzina sognava di diventare un'archeologa. Per questo, fu ben lieta di iscriversi al Liceo Classico "Gorgia" di Lentini (SR) per studiare latino e greco. Ma questa scelta, della quale non si è mai pentita, l'ha portata in realtà ad appassionarsi alle scienze, in particolar modo alla Fisica ed alla Biologia. Oggi è laureata in Scienze Biologiche e frequenta il corso di laurea specialistica in Biologia Cellulare e Molecolare presso l'Università degli Studi di Catania.

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