Solidarnosc è un sindacato fondato in Polonia nel settembre 1980

“Stan Wojenny”: lo stato di guerra polacco

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Quando il governo ricade nelle mani dei militari si parla di legge marziale. Questa riduce i diritti personali dei cittadini,impone un sistema sanzionatorio più severo e in alcuni casi comporta anche l’introduzione della pena di morte. Esempi di questo genere sembrano rievocare passati remoti, qualcosa che non ci riguarda più da lungo tempo. E invece la legge marziale è stata applicata in Polonia dal 1981 al 1983, appena un trentennio fa! Questo dato mi ha colpita particolarmente. Ci si potrebbe domandare il perché, visto che esempi di tale genere non mancano di certo, e ancora oggi vicende che dovrebbero non esistere più invece esistono eccome (basti pensare in quali condizioni di inferiorità e sottomissione molte donne ancora sono costrette a vivere in varie parti del mondo). Eppure mi ha colpita proprio perché questa vicenda rappresenta la divergenza enorme che esisteva fra due mondi in situazioni contrapposte, l’allora stato satellite dell’Unione Sovietica e il mondo occidentale, gli USA in particolare. Mi ha stupito come negli stessi anni si potessero susseguire eventi così diversi. Quali ricordi richiamano gli anni ’80 nella memoria collettiva di noi <<della parte giusta del mondo>>?

Il generale Wojciech Witold Jaruzelski
Il Generale Wojciech Witold Jaruzelski

Sono gli anni dei jeans a vita alta, dei capelli frisè, gli anni dell’esordio di una Madonna che cantava la maliziosa Like a virgin, gli anni dei 45 giri e della nascita della Nintendo che con titoli come Super Mario Bros ha fatto la storia. Sono gli anni del papa polacco, della rielezione della Thatcher…e gli anni in cui la Polonia ha invaso se stessa. Alle prime luci dell’alba i cittadini delle principali città polacche si sono visti invadere da carri armati che giravano per le strade: forse in un primo momento di stordimento si sono chiesti chi fosse l’invasore, l’usurpatore, perché tendiamo a pensare al di fuori, prima di guardare in casa propria. Ma cosa spinge una nazione ad occupare se stessa, ad armarsi nelle proprie città? Questo solitamente avviene durante una guerra in cui esiste un nemico da sconfiggere, ma qui il nemico era interno, quel nemico che gridava democrazia e anti-comunismo. La Polonia, si sa, era uno dei paesi del Patto di Varsavia (Stato controllato dall’allora Unione Sovietica), rappresentante anch’essa di quel comunismo autoritario che presto avrebbe perso ogni slancio grazie alle riforme di Gorbaciov.

Proprio contro il regime l’insofferenza si è manifestata per prima nei grandi movimenti operai, che hanno portato alla nascita del primo sindacato apartitico sotto il nome di Solidarnosc, fondato da quell’elettricista che ne è stato da subito il leader: Walese. Solidarnosc non era solo un sindacato ma un movimento di liberazione che ha sconvolto la Polonia esprimendo una tendenza cattolica e anti-comunista, in totale opposizione al governo centrale. Questa ondata di cambiamento forse non sarebbe stata così forte, così proficua, senza l’appoggio del papa polacco. Un appoggio talmente forte, che secondo alcuni la cortina di ferro non sarebbe mai crollata senza il suo intervento. Giovanni Paolo II ha sempre aspramente criticato il comunismo (nonché, quasi per par condicio, gli eccessi del capitalismo) e offerto aiuti (anche finanziari, come pare) allo stesso Solidarnosc. Ecco che la soluzione venne allora trovata non certo nel compromesso o nelle concessioni, ma nella repressione. Il generale Jaruzelski annunciò nel suo discorso alla televisione polacca: <<Cittadini! Dichiaro che oggi il Consiglio di Stato ha imposto la legge marziale in tutto il paese. Vorrei che tutti capissero i motivi delle nostre azioni. Il nostro obiettivo non è una dittatura militare ma il modo migliore per portare il paese fuori dalla crisi. La Polonia non è ancora perduta, finchè ancora viviamo!>>.

Giovanni Paolo II insieme a Jaruzelski
Giovanni Paolo II insieme a Jaruzelski

Questo elemento salvifico ha comportato tra le altre cose l’applicazione del coprifuoco, la chiusura degli aereoporti, l’interruzione delle linee telefoniche, oltre che l’arresto e l’uccisione di decine di persone in quanto oppositori politici.
Il regime, com’è noto, si è concluso tre anni dopo, ma sempre sotto il controllo del generale.

Molti affermano in effetti che la legge marziale ha salvato la Polonia da un intervento fraterno della madre patria Russia, che naturalmente avrebbe voluto riaffermare il sistema comunista. Ma io ritengo che un’invasione non sarebbe mai avvenuta neppure in assenza di un governo militare. E qui si passa all’ennesima assurdità dell’epoca: la Russia aveva ottenuto dal nemico, gli Stati Uniti D’America, una linea di credito fondamentale per la sussistenza dei propri cittadini e per evitare il crollo economico del paese. Ora, l’invasione di un altro paese sia esso comunista o meno avrebbe comportato come minimo l’interruzione di questa linea di credito, ed ecco spiegato il mancato intervento, poiché alla fine più delle convinzioni ideologiche, siano esse politiche o religiose, è sempre il dio danaro a muovere il mondo (e peggio del demonio della democrazia è soltanto la bancarotta). Nell’anno è appena concluso il generale Jaruzelski è morto. Si era, forse opportunamente, avvicinato alla Chiesa Cattolica, ma ha sempre evitato quelli che ha probabilmente considerato degli eccessi.

Infatti non ha mai espresso delle scuse per la sofferenza alla quale ha sottoposto il proprio popolo sotto l’impero della necessaria (?) legge marziale.

 

Lech Walesa ha vinto nel 1983 il Premio Nobel per la Pace
Lech Walesa ha vinto nel 1983 il Premio Nobel per la Pace

 

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About Chiara Vilardo

REDATTRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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