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“Soumission” di Michel Houellebecq: l’accettazione del mondo così com’è

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SottomissioneCopertina
“Sottomissione” è un romanzo dello scrittore francese Michel Houellebecq, pubblicato in Europa nel Gennaio del 2015. In Italia è stato pubblicato dalla casa editrice Bompiani

Questa volta ho dovuto combattere contro me stessa. Sì, perché dopo aver finito il romanzo di cui parlerò oggi, mi sono ritrovata davanti un bivio. Parlarvene bene o parlarvene male? Ho sempre avuto paura di dover arrivare a questo punto. Ogni volta che leggo un romanzo, mi domando: e se poi non mi piace? Se la mia decisione stavolta non è quella giusta? Ecco perché, stavolta, non vi consiglierò questo romanzo come ho fatto le altre volte, ma ve ne parlerò con obiettività, senza dare pareri personali.

Il libro che ho scelto e che, tra uno starnuto e l’altro, mi ha tenuto compagnia, è stato Soumission (trad. Sottomissione) di Michel Houellebecq (edito, in Italia, dalla casa editrice Bompiani). Come sappiamo, il romanzo è subito saltato in cima a tutte le classifiche di vendita dopo l’attentato commesso in Francia, ai danni della redazione di Charlie Hebdo. Molti hanno parlato di profezia, come se questo romanzo avesse previsto tutto quello che poi si è verificato. Forse, però, sarebbe meglio parlare di pura coincidenza.

Già il titolo dovrebbe far riflettere: sottomissione infatti è la traduzione esatta di Islam. Molti hanno pensato alla solita pratica di asservimento della donna all’uomo. In realtà non è così. Ma vediamo intanto di cosa parla il testo.

Il romanzo, come ormai è risaputo, è ambientato nel 2022, in una Parigi alla vigilia delle elezioni presidenziali. Il protagonista, di cui conosceremo il nome solo dopo qualche capitolo, è un professore della Sorbona, quarantenne, esperto di Joris-Karl Huysmans. François (questo il nome), è ormai disilluso da tutto quello che lo circonda. Ha perso la slancio dei primi anni accademici, quando preparava la tesi su Huysmans, non ama insegnare all’università, né tantomeno seguire i dottorandi, non ha una vita amorosa stabile, ma passa da una studentessa all’altra seguendo sempre lo stesso schema, non ha progetti per l’avvenire. Potremmo dire che prende tutto così come gli si presenta davanti.

FRANCE-CRIME-MEDIA-SHOOTINGLa sua vita cambia nel momento in cui in Francia si corre alle presidenziali. Un giorno si sveglia e si accorge del fatto che a Parigi le cose stanno lentamente cambiando. Alle presidenziali, infatti, concorrono il Front National di Marine Le Pen, da un lato, e dall’altro la Fratellanza Musulmana, appoggiata dal Partito Socialista. Naturalmente, vari sono gli scontri che avvengono in piazza, fomentati da entrambe le fazioni, ma tutto viene tenuto sotto silenzio da parte dei media nazionali. Proseguendo nella lettura c’è quasi il sentore di un complotto, come se qualcosa venisse tenuto all’oscuro. Oltre questi due partiti vengono anche tirati in mezzo i gruppi identitari e gli jihādisti, forse i veri responsabili della maggior parte degli scontri.

Anche all’università le cose stanno cambiando. François lo comincia a notare quando vengono nominati professori che nella loro vita hanno condotto delle tesi di dottorato mediocri (non paragonabili alla sua), o quando arriva la notizia che il rettore verrà presto sostituito. Decide così di prendersi una vacanza. Abbandona dunque, per la prima volta nella sua vita, Parigi e si reca a Martels ed a Rocamadour (cittadina medievale, meta di pellegrinaggi per la famosa statua della Vergine nera), dove rimarrà fin quando le elezioni presidenziali non saranno concluse. La storia viene raccontata saltando anche diversi giorni, per non dire mesi, e di punto in bianco ci ritroviamo al post-elezioni. François decide allora di tornare a Parigi, dopo questa lunga vacanza, e di riprendere in mano la sua vita. Se infatti in un primo momento aveva quasi temuto che la sua vita venisse sconvolta dalla salita al potere di un presidente musulmano, adesso dovrà fare i conti con la nuova Parigi che gli si presenta davanti.

Le elezioni sono state vinte, infatti, da Mohammed Ben Abbes, leader della Fratellanza Musulmana. Un uomo illuminato, che appoggia il sistema del distribuzionismo e vuole ricreare il Sacro Romano Impero, tutto però in veste islamica. François, dunque, si trova davanti a cambiamenti radicali. Tutto in città è diventato molto più rigoroso: ad esempio, i negozi di intimo femminile sono chiusi, in giro non si vedono più ragazze portare le gonne, tutte indossano i pantaloni. Anche l’università è diventata musulmana. I laici non possono insegnarvi più, ma devono tutti essere convertiti all’Islam. Una vera e propria Sottomissione.

Non continuerò a raccontarvi la trama, nel caso in cui vi venisse voglia di leggerlo. Ma cerchiamo di analizzare alcuni punti.

Houellebecq
Michel Houellebecq (1956) è uno scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese

Houellebecq qualche tempo fa venne accusato di razzismo, proprio per una sua battuta infelice nei confronti della religione musulmana. Naturalmente il suo modo di scrivere e di pensare è molto tagliente e polemico. Dietro il buonismo che utilizza in questo romanzo per descrivere la tradizione islamica, c’è una critica nei confronti dei principi di quest’ultima. Vuole farci aprire gli occhi, metterci in guardia. Profetizza una nuova Francia (anzi, un’intera Europa) comandata dai musulmani. E tutto perché lentamente l’Occidente sta perdendo quei valori che un tempo avevano prodotto la sua gloria.

“Quell’Europa che era il massimo della civiltà umana si è letteralmente suicidata nel giro di qualche decennio […] E allora, da un capo all’altro dell’Europa, ecco i movimenti anarchici e nichilisti, l’appello alla violenza, la negazione di ogni legge morale. Poi, dopo qualche anno, la fine si è compiuta con l’ingiustificabile follia della prima guerra mondiale. Freud non si sbagliava, e Thomas Mann nemmeno: se la Francia e la Germania, le due nazioni più avanzate, le più civili del mondo, potevano abbandonarsi a quella carneficina insensata, significava che l’Europa era morta”.
Queste sono le parole pronunciate dal nuovo rettore dell’università, Rediger, al nostro François, tese proprio a giustificare l’avanzata dell’islamizzazione. Questa, tra le tre Religioni del libro, viene quasi vista (e dico quasi, perché Houellebecq usa sempre un tono ironico) come l’unica in grado di donare una sorta di pace e stabilità. Ecco tornati dunque alla parola sottomissione: Islam come sottomissione:

<<È la sottomissione […], l’idea sconvolgente e semplice, mai espressa con tanta forza prima di allora, che il culmine della felicità umana consista nella sottomissione più assoluta>>, nell’accettazione del mondo così com’è.

In questo romanzo di appena 252 pagine, Houellebecq riesce a parlare di molti temi. Parla di letteratura, donandoci una analisi dei testi di Huysmans, il padre del decadentismo; ci parla di amore, anche se poco e non in modo convenzionale (data la poca fortuna di François in questo campo); ci parla di politica, con una lunga disquisizione sui partiti di Francia e i sistemi economici messi in atto da questi; infine parla di religione, mettendo spesso a paragone il Cristianesimo con l’Islam.

Ammetto che questo libro non mi ha donato profonde emozioni: ho condotto la lettura in maniera lenta e tornando spesso su alcune parti per cercare di capire dei concetti complessi (data la mia ignoranza per quanto riguarda la politica o l’economia). Ho però notato come l’Islam non venga presentato in modo del tutto negativo. E’ anzi vero il contrario. Nel testo, questa religione viene esaltata.

Alla fine ho potuto notare come il mio bagaglio culturale si sia comunque arricchito. E quindi a qualcosa è servito!

 

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About Rosangela Farina

COLLABORATRICE | Nata ad Augusta (SR) il 28 Gennaio del 1991, si è laureata in Lingue e Culture Europee presso l'Università degli Studi di Catania e ora lavora come libraia alla libreria Mondadori della sua città. Ha un amore incondizionato per i libri. Il suo genere preferito sono i thriller e i fantasy, con qualche eccezione per i romanzi.

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