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Alla riscoperta dei classici: “Cime Tempestose” di Emily Brontë

Pubblicato il Pubblicato in Il consiglio del Libraio, Letteratura e Cultura, Recenti

In questi anni, mi è capitato molto spesso di innamorarmi. Sono sempre state persone diverse l’una dall’altra. E ogni volta, arrivato il momento di lasciarle, è sempre stato traumatico. Come una piccola Emma Bovary, mi sono innamorata di Mr. Darcy e di Romeo, di Vronskij ma anche di Vlad III (meglio noto come Conte Dracula). Alla lista potrei anche aggiungerne altri più moderni. Ma tra tutti quanti, un posto speciale nel mio cuore è occupato da Heathcliff.

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Il dipinto fu messo all’asta dalla JP Humbert il 23 Febbraio 2012, la stessa casa d’aste che nel Dicembre 2011 aveva venduto un altro presunto ritratto di Emily Brontë per la cifra di circa 23.000 sterline

Il mio incontro con questo personaggio è avvenuto quando avevo sedici anni. A scuola avevamo già fatto riferimento alla letteratura inglese, e tra una pagina e l’altra del libro di testo, avevo molto spesso incontrato il nome di Emily Brontë, questa giovane donna con la passione per la scrittura, che in vita sua aveva scritto solamente una raccolta di poesie (in collaborazione con le sorelle Charlotte e Anne) e il romanzo che la consacrò dopo la sua morte: Wuthering Heights ( Cime tempestose). Dal 1847, anno in cui venne pubblicato la prima volta con lo pseudonimo maschile Ellis Bell, Wuthering Heights ha avuto molto successo. Ne sono stati tratti film e serie televisive, e addirittura Kate Bush vi ha dedicato una canzone (nella quale fa riferimento ad una scena in particolare presente nel libro). Naturalmente le edizioni del romanzo sono state tantissime e ancora oggi le case editrici continuano a ripubblicarlo.

La narrazione possiede una certa ciclicità. La vicenda, innanzitutto, è raccontata secondo due punti di vista, la terza persona del signor Lookwood, affittuario di Trushcross Grange e la prima persona della signora Ellen Dean, la governante, la persona più informata sui fatti. Protagonisti assoluti sono gli Earnshaw, famiglia composta all’inizio da padre, madre e i due figli, Hindley e Catherine. Loro sono i proprietari della tenuta di Wuthering Heights, sita nella brughiera dello Yorkshire settentrionale. Già il nome della tenuta fa venire in mente moti tempestosi e grandi tormenti. Ma procediamo con calma.

Mr. Earnshaw, un giorno, tornando da un viaggio di affari, porta con sé un trovatello, di cui non si conoscono le origini, ma solo il nome di battesimo, che lo distinguerà nel corso di tutto il romanzo: Heathcliff. Il bambino non viene preso in simpatia da Hindley, e dopo la morte di Mr. Earnshaw, comincerà a subire le più grandi angherie da quest’ultimo. Dall’altro lato, Heathcliff e Catherine stringeranno, invece, una profonda amicizia che ben presto sfocerà in amore. Altra ambientazione della vicenda è la tenuta di Trushcross Grange (la Brontë aveva sicuramente un debole per i nomi complicati). Qui vive la famiglia Linton che, a causa di un incidente, entrerà ben presto in contatto con gli Earnshaw. Catherine e Edgar Linton, infatti, si conosceranno e finiranno per sposarsi.

Ecco dunque delineata la trama di questo romanzo vittoriano. La critica non ebbe subito giudizi positivi. Il romanzo venne giudicato troppo brutale e solo in un secondo momento, nel XX secolo, venne riabilitato nel panorama letterario. La brutalità era riferita soprattutto alla figura di Heathcliff. Si tratta di un personaggio complicato e difficile da decifrare. Non ha famiglia, è un orfano e per di più è subito odiato dalla maggior parte della famiglia, specialmente da Hindley.

In una descrizione accurata, Heathcliff ci viene così presentato:

<<Ma il signor Heathcliff è in un singolare contrasto con la sua dimora e il suo stile di vita. Il suo aspetto è quello di uno zingaro scuro di pelle, il modo di vestire e le maniere sono quelle di un gentiluomo: cioè, gentiluomo perlomeno quanto può esserlo qualunque signorotto di campagna. Un po’ trasandato, forse, ma la sua trascuratezza non gli nuoce, perché ha una bella figura dritta; ed è piuttosto sulle sue. […] Amerà e odierà ugualmente senza darlo a vedere, e riterrà una specie di impertinenza essere ricambiato nel suo amore o odio>>.

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“Emily Brontë’s Wuthering Heights”, diretto da Peter Kosminsky (1992)

È un personaggio che nel corso del romanzo impareremo ad amare, ma molto spesso ad odiare. Egli incarna alla perfezione l’eroe byroniano, l’eroe maledetto che possiede in sé quel fascino tipico degli eroi romantici o della letteratura gotica. È il protagonista assoluto del romanzo, perché è proprio dalla sua volontà di vendetta e di risarcimento ( sentimenti che cresceranno in lui nel corso degli anni), che prende il via tutta la vicenda. Quando, infatti, Heathcliff tornerà a Wuthering Heights, dopo alcuni anni di “esilio”, lo farà solo per vendicarsi. Vendetta per la quale è disposto ad aspettare anche tutta la vita.

Personaggio complementare ad Heathcliff è sicuramente quello di Catherine Earnshaw. Se non fosse per lei, Heathcliff non architetterebbe alcuna vendetta. Lui la ama probabilmente da sempre e anche lei lo ama, di un amore difficile da definire, un amore che a un lettore poco attento potrebbe sembrare superficiale ma che in realtà è profondo e fuori dal comune. Perché l’amore in Cime tempestose è il tema portante. Un amore trascendentale. L’incontro di due anime. E una delle parti più belle del romanzo, è certamente la dichiarazione di Catherine per Heathcliff:

<<[…] i miei grandi dolori in questo mondo sono stati i dolori di Heathcliff, e li ho osservati e patiti tutti quanti fin dal principio; il mio più grande pensiero nella vita è lui. Se tutti quanti morissero, e non restasse che lui, io continuerei ad esistere, e se tutti gli altri restassero in vita, e lui venisse annientato, l’universo mi diventerebbe completamente estraneo: non me ne sentirei più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo cambierà, lo so bene, come l’inverno cambia gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne sottoterra: ne viene poco piacere visibile, ma è necessario. Nelly, Io sono Heathcliff! Lui è sempre, sempre nei miei pensieri: non è un piacere, come io non sono sempre un piacere per me stessa, ma è il mio stesso essere>>.

Loro due sono uguali, e il loro amore non può essere diviso. Questo incontro di anime gemelle che non può annientare neppure la morte. E vedremo, andando avanti nella lettura, come quello che sto dicendo è proprio vero. La morte per loro non esiste.

All’inizio di questo consiglio di lettura, parlavo di ciclicità. Infatti, ad un tratto, entreranno in scena i rispettivi figli dei vari personaggi: Cathy Linton, Linton Heathcliff e Hareton Earnshaw. Tutti e tre sono personaggi più positivi rispetto ai rispettivi genitori. I tre riusciranno a chiudere, con il loro amore più puro e semplice, più “terreno”, il cerchio aperto da Heathcliff e Catherine. Ho voluto scrivere una recensione su Wuthering Heights (che ho riletto da poco con uno sguardo più adulto),  perché penso che le nuove generazioni abbiano bisogno di conoscere i classici per comprendere meglio i romanzi contemporanei. I classici parlano alle corde dell’anima, sono il nutrimento che può farci crescere.

Wuthering Heights parla d’amore sì, ma è un amore che va oltre il piano puramente fisico. Non è l’amore erotico che in questo periodo storico ci viene propinato in tutte le salse da romanzi che non si eleveranno al livello dei classici. Quello di Heathcliff e Catherine è un amore fatto di passione e gioia, ma è anche un amore che si nutre di vendetta e che può distruggere, con la sua forza impetuosa. Esso corrode la vita. È l’amore romantico per eccellenza. Ecco perché all’inizio ho confessato il mio amore per Heathcliff, perché penso che l’amore debba proprio essere come quello che lui prova per Catherine. In questo mondo in cui si stanno perdendo tutti i valori, credo che l’amare qualcuno più di se stessi, riconoscersi nell’altro, sia l’unica cosa veramente importante.

Per questo consiglio vivamente di leggere Wuthering Heights. Non solo per fare rivivere i classici, ma soprattutto per fare rivivere la parte sentimentale di noi stessi, che in molte occasioni dimentichiamo di avere.

 

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About Rosangela Farina

COLLABORATRICE | Nata ad Augusta (SR) il 28 Gennaio del 1991, si è laureata in Lingue e Culture Europee presso l'Università degli Studi di Catania e ora lavora come libraia alla libreria Mondadori della sua città. Ha un amore incondizionato per i libri. Il suo genere preferito sono i thriller e i fantasy, con qualche eccezione per i romanzi.

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