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Raccontami un po’: com’è questa Corea del Sud?

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Seoul, capitale della Corea del Sud

Non passano neanche cinque minuti, che arrivi e vieni già sommerso di messaggi da parenti e amici che ti chiedono com’è sia la Corea del Sud. Un’impresa ardua, visto che fino ad ora di questo Paese conoscevo veramente poco. Proverò comunque a fare un tentativo, riassumendo le mie prime impressioni e dando qualche consiglio a chi si vuole lanciare nella mia stessa impresa.

Mi chiamo Cristoforo Simonetta, sono uno studente di Firenze e mi trovo qui a Seoul per un interscambio di 4 mesi presso l’Università di Hanyang.  Benché l’università sia prestigiosa nonché la più conosciuta a livello internazionale, tra tutti gli studenti stranieri quelli italiani, strano a dirsi, sono decisamente pochi. Siamo soltanto in due: tra gli europei, perfino la comunità lituana è più numerosa. Effettivamente, per un italiano integrarsi non è facile. I primi i giorni sono stati difficili, impiegando la gran parte del tempo in uffici amministrativi sparsi per la città. La lista di cose da fare per uno straniero sono molte: assicurazione, telefono,  ufficio migrazione etc… . A complicare non poco le cose, inoltre, è il fatto che in molti casi nessuno parla inglese, rendendo dei compiti semplici (come fare la spesa) delle imprese epiche. La diversità è tale che perfino gli stessi gesti hanno un significato diverso e quindi, a volte, è stato più utile disegnare le cose di cui avevo bisogno piuttosto che spiegarle. Ciononostante, riconosco ai coreani il merito di essere molto disponibili: quando ti vedono in contemplazione per un’ora di fronte ai barattoli dei sughi, cercano di aiutarti ed a capire cosa stai cercando per interminabili minuti, e senza grande successo.

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Il banchan – molto rinomato, insieme con le bottiglie di Soju – è uno dei contorni principali acquistabili nei negozietti di barbecue coreano

Un altro grande ostacolo, per uno studente italiano, è il costo della vita. La capitale coreana è nella top 10 delle città più care al mondo.  Di conseguenza, oltre alla burocrazia nei primi tre giorni gli studenti devono organizzare vere spedizioni alla ricerca di posti economici dove poter comprare i beni di prima necessità. Anche se comprare il latte e cereali per la colazione può rischiare di diventare un investimento di quindici euro, uno studente d’interscambio può contare ancora su un pilastro fondamentale: l’alcol.  Quest’ultimo, difatti, è una delle poche cose che qui costa incredibilmente meno che in Italia, una bottiglia di Soju (il superalcolico locale) costa solamente tre euro, salvando così le vostre serate. Ma le stranezze economiche non terminano qui. Per ragioni a me sconosciute, è più economico andare a mangiar fuori piuttosto che prepararsi qualcosa a casa! Un grande vantaggio, specialmente i primi giorni, in quanto diventa anche l’occasione per fare le prime conoscenze con gli altri studenti stranieri. I locali, inoltre, spesso fanno orario continuo: dalle otto di mattina fino alle dieci di sera. Ogni momento è buono, quindi, per scoprire il cibo coreano.

Se riuscite a passare indenni i primi giorni, allora siete pronti a scoprire la città che ha molto da offrire ai suoi visitatori. Se riuscite a ritagliarvi un pomeriggio libero, l’offerta culturale è piuttosto ampia: potrete imparare la storia e le tradizioni della Corea, cominciando dalla visita ai Palazzi imperiali del centro fino ad esplorare i villaggi rurali intorno alla capitale. La sera, per divertirsi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Come disse un mio amico che ha fatto lo stesso interscambio l’anno scorso, <<Per gli europei, Seoul è come un grande luna park>>. Pensate ad un locale strano: a Seoul potrete trovarlo! Un bar dove mentre bevi il tuo caffè hai due pecore in cerca d’affetto? Qui c’è! Un locale dove le cameriere sono vestite come i personaggi manga? Qui c’è! Senza dimenticare le migliaia di discoteche e karaoke bar (molto di moda da queste parti) sparse per la città e in distretti come Hongik, Itaewon e l’ormai celebre Gangnam.

In conclusione, la Corea è una sfida. Per il momento, è troppo presto giungere a conclusioni affrettate, ma posso dire che fino ad ora Seoul è un città magnifica, che può dare molto a chi sa approfittarne. Una città sottovalutata da noi italiani, che però consiglio a tutti di provare senza scoraggiarsi ai problemi iniziali che, riconoscono, sono parecchi.

Non mi resta che vedere se alla fine di questa mia esperienza saprò rispondere in maniera completa alla domanda da cui siamo partiti. Nel mentre, vi auguro un magnifico nuovo “Anno della Pecora”.

 

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About Cristoforo Simonetta

COLLABORATORE | Nato a Bagno a Ripoli (FI), il 31 Dicembre del 1991. Frequenta gli Studi Europei-Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Firenze. Ha partecipato in diversi progetti e programmi di interscambio all'estero, per cercare di conoscere e comprendere un mondo sempre più globalizzato e più vicino di quanto si possa credere. E' attivista presso l’organizzazione ambientalista "Amici della Terra".

3 pensieri su “Raccontami un po’: com’è questa Corea del Sud?

  1. Ciao Ella,
    Yonsei come Hanyang prevede corsi di lingua coreana base per studenti stranieri, per il resto dipende cosa vorresti fare. Qualunque progetto della Yonsei che conosco è per studenti universitari ad eccezione della Summer University dove accettano anche studenti di liceo però che abbiano già passato la pre-iscrizione alll’Università http://summer.yonsei.ac.kr/main/contents.asp?mid=s3_1. Per gli alloggi è l’università stessa che ti offre la possibilità di soggiornare nel campus a patto però che la domanda la presenti diversi mesi in anticipo (io la presentai 5 mesi prima della partenza); nel caso tu non riuscissi ad entrare nella waiting list il consiglio è scrivere nei gruppi fb dell’Università di Yonsei e chiedere informazioni. Per quanto riguarda il Visto anche qui dipende da cosa vuoi fare, perchè in Corea si può stare senza visto per un periodo inferiore ai 3 mesi a patto che al confine si mostri il biglietto di ritorno. Per quanto riguarda un periodo più lungo posso dirti nel caso di un visto di studio il periodo è variabile dipende quale programma partecipi (per studio il visto può essere valido fino a due anni), solo dopo un mese che sei stata in Corea puoi chiedere la carta di permesso di soggiorno. Per tutte le informazioni per i documenti necessari ai differenti tipi di visto ti consiglio di consultare questo sito http://ita.mofa.go.kr/worldlanguage/europe/ita/visa/issuance/index.jsp. Non si può chiedere fin da subito un visto per starci per un periodo indeterminato, bisogna ogni volta rinnovare il permesso di soggiorno. E si in Corea chiunque ha un anno in più perchè è tradizione che venga considerato l’età sin dal concepimento e non dalla nascita ^^

  2. Ah sorry…volevo chiedere un’altra cosa. I miei vogliono che sto in una scuola dove ti controllano o in una camera con divisoria o un dormitorio che almeno non sto da sola

  3. Salve …mi chiamo Ella e ho 17 anni e partirò per la corea del Sud alla fine di Luglio come studentessa. Volevo chiedere se è possibile fare Corso di Coreano a Yonsei l’università a 17 anni. Dove alloggiare a Seoul …ma più economico ?. Ma se il tuo soggiorno scade , devi ritornare in Italia o puoi prolungarlo per rimanere e cominciare a lavorare ?. Mi hanno detto che se hai 17 anni in corea avrai 18 anni ???. Chiedo aiuto perché sto preparando il mio viaggio da sola e i miei mi aiutano solo economicamente, visto che non conoscono la Corea. Ah dimenticavo come avere il visto in corea? Se vuoi stare per sempre in core come fai ?

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