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Parma FC: l’avvelenamento dell’isola felice

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Formazione del Parma FC, durante la stagione 1998/1999 di Coppa Italia

Tre Coppe Italia, Due Coppe UEFA, Una Coppa delle Coppe, Una Supercoppa Italiana, Una Supercoppa Europea. Ha fatto sognare una Provincia intera con la sua generazione d’oro, a cui è mancato soltanto lo scudetto. Quello scudetto che nella stagione 1996/1997 mancò per due punti dietro alla Juventus FC di tal Alessandro Del Piero e Marcello Lippi. Per molti giocatori, ha segnato il punto di inizio per la propria carriera. Mi viene da pensare a Hernán Crespo, Enrico Chiesa, Fabio Cannavaro, Adrian Mutu, Adriano, Lilian Thuram, Juan Sebastián Verón, Gianluigi Buffon e potrei andare avanti ancora per chissà quanto. Perché da quella Emilia sotto i Tanzi e poi dopo ne sono passati tanti di campioni. Faustino Asprilla – un altro grandissimo di quella squadra che fu – l’ha definita un’isola felice. Non è stato il solo a farlo.

Adesso quell’Isola Felice, che di nome fa Parma FC, è stata avvelenata e chissà se riuscirà a salvarsi. Avvelenata dai debiti, gestioni folli e personaggi con una serietà da Banda Bassotti che quasi certamente la porteranno in Serie B al termine del Campionato, essendo i ducali all’ultimo posto in classifica e speriamo che non vada anche più giù. Sarebbe un peccato immenso per il calcio italiano vedere una squadra con un palmarès così prestigioso ripartire dai bassifondi del mondo del pallone. Ma di chi è la colpa di questo dramma sportivo?

Una crisi pesante il Parma l’ha già vissuta circa dieci anni or sono, con il celebre fallimento della Parmalat di Calisto Tanzi che portò sul baratro la società. Da quel primo dramma la squadra si salvò grazie ad un intervento straordinario attraverso la legge Marzano. Una volta acquistata da Tommaso Ghirardi, il club riemerse pian piano dal fango di cui si era ricoperto, nonostante sul campo si registrò la retrocessione nella stagione 2007/2008, che però fu cancellata dall’immediata promozione. Da quel momento a Parma si riparti definitivamente, e in Emilia cominciarono a respirarsi ottime sensazioni per il futuro. Fino alla qualificazione all’Europa League nella stagione 2013/2014, con Donadoni in panchina e Cassano in attacco, che doveva sancire il ritorno europeo dei ducali. Da lì in poi, però, nulla sarà più come prima.

I primi guai arrivano in Estate, con esclusione dall’ex-Coppa Uefa per i mancati pagamenti Irpef che portò Ghirardi alla decisione di vendere la società. In quel momento si aprì un vaso di Pandora che fece fuoriuscire tutte le follie amministrative perpetrate negli anni dall’industriale bresciano e che portarono debiti su debiti fino a raggiungere quota 197 milioni. Stipendi non pagati da mesi a tutti gli addetti ai lavori che ruotano attorno alla società. Attenzione quando si parla di società: perché non vanno intesi soltanto i calciatori (che comunque hanno capacità economiche per resistere a periodo di non pagamento), ma vanno anche – e, forse, sopratutto – considerati tutti gli addetti ai lavori che non dispongono di capacità economiche così copiose come magazzinieri, giardinieri, fisioterapisti etc. Tra i malori da stress di Leonardi e un Ghirardi sempre più pressato, il club viene acquistato dall’imprenditore albanese Taci, assieme ad una cordata che vede alla presidenza il 29 enne Ermir Kodra che appare da subito alquanto fuori luogo all’interno di una situazione che si fa sempre più grottesca.

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Giampietro Manenti, attuale Presidente del club Parma FC

C’era comunque la speranza di un nuovo inizio: e invece ad inizio 2015 si passa ancora la mano a Giampietro Manenti (Amministratore Generale della Mapi Group, società con sede legale in Slovenia) che acquista per “un euro” il Parma FC, dichiarando che assieme a lui ci sono degli importanti investitori russi interessati a investire nella squadra emiliana. Chissà perché, ma a me è subito venuto naturale associare la situazione a quella della Longobarda, nel film Allenatore nel Pallone 2. Il tempo sta dando ragione a queste mie sensazioni. Manenti promette senza mantenere e continuando a non voler svelare chi siano gli investitori dietro al progetto per salvare il Parma. Si vedono gli interventi del Sindaco Pizzarotti e del Presidente della FIGC Tavecchio, cercando di smuovere la situazione in meglio. Intanto la giustizia sportiva fa il suo corso con l’istanza di fallimento, i giocatori si mobilitano in forze rinunciando a scendere in campo per due giornate di Campionato mandando su tutte le furie Sky che ha ripreso ufficialmente la Lega Calcio (un’altra delle colpevoli del disastro Parma), portando quest’ultima a dare una mano per far ultimare quantomeno la stagione ai ducali. Alla fine questo avverrà.

A Parma non c’e più nulla. Nemmeno i soldi per <<prendere un caffè>>, come afferma il socio di minoranza Giuli. Senza gli aiuti esterni che stanno traghettando il club verso la fine della stagione, non ci sarebbero nemmeno i fondi per garantire la sicurezza allo stadio. Mentre Manenti continua a promettere soldi che sembra non avere o che comunque continuano a non arrivare, la data del 19 Marzo per l’udienza di fallimento dei crociati si avvicina ed a Parma tristemente ci si rassegna a quello che appare ormai inevitabile. I due punti di penalizzazione tolti nei giorni scorsi non importano più a nessuno.

Quel che importa, piuttosto, è la situazione di un club che meritava più rispetto. Più serietà. Più gente degna di rappresentare un club che lascerà sempre nei nostri occhi la sua favola più bella. Quella di una squadra che – promossa per la prima volta nella sua storia in Serie A all’inizio degli anni ’90 – per un decennio incantò l’Italia e l’Europa intera, tanto da essere definita una “Isola Felice”.

 

Ennio_Tardini

 

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About Giacomo Corsetti

COLLABORATORE | Classe 1990, toscano e residente a Pietrasanta, in Provincia di Lucca. Studente di Lettere – Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Blogger di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa. Nutre una grande passione per lo sport, il cinema, il teatro e l'informazione libera. E' amante di tutto ciò che concerne la cultura.

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