The 85th Academy Awards® will air live on Oscar® Sunday, February 24, 2013.

Notte degli Oscar: gli “Immeritevoli”

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Statuetta-Oscar-2013
“Academy Award of Merit”

Fra qualche ora inizierà la tanto attesa 87^ edizione degli Oscar, il premio più importante ed ambito della cinematografia mondiale, dal 1929 ad oggi. Vari registi, attori e sceneggiatori ambiscono ovviamente a quel premio, ma solo i migliori vengono premiati. Ecco, ne siamo tanto sicuri? I nostri Academy Awards sono sempre andati all’artista più meritevole? Ovviamente no. Ma prima di andare nel dettaglio di questi vincitori “immeritevoli”, vediamo insieme come si vince un Oscar:

 

  • How to win an Oscar :

La giuria è formata dai membri dell’Academy of Motion Pictures Art and Sciences, organizzazione fondata nel 1927, con l’obiettivo di far progredire la cinematografia. I componenti  che la costituiscono lavorano tutti nel mondo del grande schermo e vanno dai più canonici attori e registi ai compositori e produttori. Ciascun componente ha diritto di voto, ma esclusivamente riguardo la sua categoria di appartenenza – in parole povere, i registi nominano i migliori registi e gli attori nominano i migliori attori, e così via –  e la votazione, inoltre, riguarda i film usciti nel corso dell’anno solare precedente la fatidica Night ed inseriti nella Reminder List of Eligible Releases, ovvero la lista in cui rientrano tutti i film, presentati da produttori e distributori ai membri dell’”Academy”, in lizza per vincere l’ambito premio. La domanda, però, sorge spontanea: come si diventa membri della giuria? La soluzione è semplice ed esistono principalmente tre modi:

1. Aver ottenuto nella propria carriera almeno una nomination agli Oscar (per qualsiasi categoria) ;

2. Aver ricevuto una raccomandazione da, minimo, due membri di un settore (ad esempio da due registi/attori) ;

3. Essersi guadagnata l’approvazione del Comitato a capo di ogni settore, per aver partecipato ad un film di grande successo (commerciale o di critica) .

Da queste “modalità” per entrare nella giuria è possibile scorgere, poi, vari problemi. Difatti, è poco probabile che non vi sia nessun “raccomandato” nella scelta dei vincitori . Il terzo punto, inoltre, è quello che mostra maggiormente il fianco, dato che negli ultimi tempi il successo commerciale non va molto d’accordo con la qualità dei film prodotti. Pensate per esempio a 50 Sfumature di Grigio di Sam Taylor-Wood: sta avendo un ottimo successo (commerciale), ma i membri di questa pellicola hanno la capacità di giudicare il miglior film dell’anno? Infine, è bene ricordare che i membri dell’Academy sono quasi tutti ignoti e che, tramite una recente inchiesta del L.A.Times, il 77% dei componenti è di sesso maschile mentre il 94% è di pelle bianca.

Passiamo adesso agli Immeritevoli:

 

  • THE DEPARTED (2007) – vincitore della categoria “Miglior Film”, Premio al regista Martin Scorsese :
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“The Departed – Il bene e il male”, diretto da Martin Scorsese – 2006

Inizio col mettere le “mani avanti”: il film in questione è bellissimo, l’interpretazione degli attori è magistrale (specie quella di Jack Nicholson) e la regia è stupefacente. Ma allora perché si trova fra gli Immeritevoli? Semplicemente perché si tratta di un remake, e precisamente del film cinese Infernal Affairs. In quell’anno, infatti, si parlava esclusivamente del fatto che era quasi “immorale” che un maestro del cinema come Scorsese non avesse mai vinto un Oscar, sebbene abbia regalato al cinema capolavori come Taxi Driver, Toro Scatenato e Gangs of New York. Detto fatto. Scorsese l’ha vinto la statuetta con un remake, non perché questo si è rivelato il suo miglior film (non sarebbe diventato, altrimenti, uno dei migliori registi esistenti) ma in quanto, più semplicemente, non l’aveva ancora vinto fino a quel momento. E’ come se Alessandro Baricco, insomma, venisse considerato un grande scrittore per la sua riscrittura dell’Iliade e non per le sue opere.

 

  • SCENT OF A WOMAN (1993) – vincitore della categoria “Miglior Attore Protagonista”, Premio all’attore Al Pacino :

Caso simile a quello analizzato precedentemente, il film è un remake ed il vincitore in questione era stato già candidato allo stesso Premio, senza mai vincerlo. Qui, però, c’è una leggera differenza: Al Pacino, per interpretare il cieco colonnello Frank Slade, chiese udienza a Vittorio Gassman, interprete dello stesso ruolo nel film originale, per chiedergli aiuto. Si narra che Al Pacino fosse emozionatissimo al pensiero di poter conoscere il grande Gassman, uno dei suoi attori preferiti e che amava particolarmente la sua interpretazione in Profumo di Donna. Solo che, beh, Gassman un Oscar non l’ha mai vinto e proprio in quell’anno era candidato come Miglior Attore Protagonista anche Denzel Washington, con il film Malcolm X. Ma si sa, la maggior parte della giuria è composta da americani bianchi: e loro, si sa, sono sempre i migliori attori del mondo.

 

  • SHAKESPEARE IN LOVE (1999) e IL PAZIENTE INGLESE (1997) – vincitori della categoria “Miglior Film”, Premio rispettivamente ai registi John Madden ed Anthony Minghella :
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“Shakespeare in Love”, diretto da John Madden – 1998

Questi film vanno giudicati insieme. Entrambi sono infatti considerati tra le pellicole più sopravvalutate della storia, ma entrambi hanno però vinto il premio come Miglior Film sbaragliando la concorrenza ed entrambi, ancora, hanno riscosso un grande successo al botteghino. Perché però questi film sono considerati quindi “sopravvalutati”, sebbene abbiano battuto film del calibro di Salvate il Soldato Ryan e Fargo? La risposta è semplice: romanticismo. Non vi offendete se amate i due film in questione, ma ambedue peccano di eccessivo romanticismo, con frasi smielate e dialoghi noiosi. Non è difficile ricordarsi, poi, che il successo al botteghino dei film in questione è stato raggiunto soprattutto per le fidanzate/mogli che portavano i loro partner al cinema per vedere un film romantico. Il trionfo all’Oscar è stato quindi una diretta conseguenza del successo nelle sale cinematografiche. Ed è ironico notare il fatto che Ralph Fiennes sia stato candidato come Miglior Attore per Il Paziente Inglese e che quest’anno non abbia ricevuto nessuna candidatura per l’interpretazione di Monsieur Gustave in Grand Budapest Hotel di Anderson.

 

  • FROZEN (2014) – vincitore della categoria “Miglior Film d’Animazione”, Premio ai registi Chris Buck e Jennifer Lee :

<<LET IT GOOOOOOOOOOOOOOOO; LET IT GOOOOOO!!!>>. Bella canzone, ma poi? Che altro? Semplicemente il film che ha ottenuto più incassi (riguardo la sua categoria) nella storia del cinema e, allo stesso tempo, il film d’animazione più sopravvalutato della storia. Perché cosa rimane di questa pellicola, senza la canzone? Semplice, la peggiore trasposizione Disney di una fiaba (fa rabbrividire pensare che viene da La Regina delle Nevi di Hans Christian Andersen). Una sceneggiatura, una storia insensata ed un successo ottenuti anche dal fatto che – non odiatemi, ma è la pura verità: la “bambina” che è in voi sa che ho ragione – le principesse protagoniste risolvono tutto e senza l’aiuto dei maschietti. Inoltre, beh, era ovvio vincesse questo film: chissà quanti della giuria hanno una figlia cosplayer.

 

  • COM’ERA VERDE LA MIA VALLE (1942) – vincitore del “Miglior Film”, Premio al regista John Ford :
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“Com’era Verde La Mia Valle”, diretto da John Ford ed ispirato all’omonimo romanzo del 1939 di Richard Llewellyn – 1941

Infine, ecco a voi il film più sopravvalutato della storia: Com’era Verde La Mia Valle di John Ford. Regista americano, maestro dei film western (fu nei suoi film che John Wayne diventò quel che oggi è) e vincitore per ben quattro volte del Premio Oscar come Miglior Film, record tuttora imbattuto. La carriera di Ford è davvero eccezionale, oltre che è uno dei più grandi registi della storia americana. Ma allora perché il suo premio è immeritato? Semplice, lo stesso anno concorreva Orson Welles con Quarto Potere e quest’ultima pellicola è considerata una delle migliori mai prodotte nella storia del cinema. In qualsiasi classifica cerchiate, lo ritroverete sempre fra i primi posti (specie se cercate quella dell’AFI, in cui si trova al primo posto) e quando potrete sedervi e guardarlo, non vi sottrarrete dall’amarlo. Quarto Potere, insomma, è uno di quei film che ha fatto la storia: ciononostante Welles non ha mai vinto un Oscar, mentre lo stesso anno del suo capolavoro il vincitore fu un melodramma smielato, incapace di far emozionare chiunque sia nato dopo gli anni ’60.

 

  • CONCLUSIONI :

Sono questi, dunque, gli Immeritevoli: coloro che non meritavano di vincere. Voi cosa ne pensate? Stasera vedrete con occhio diverso la  Night of the Oscars?

In ogni caso, che siate d’accordo o meno con i vincitori, l’importante è riuscire ad osservare ed a giudicare personalmente tutti i film. Non soltanto chi riuscirà a portare a casa la tanto ambita statuetta.

 

83rd Academy Awards, Backstage

 

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About Martin Ferjani

COLLABORATORE | Classe 1992, siciliano. Studente di Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali presso l’Università degli Studi di Catania. Le sue passioni sono la musica, il disegno e le belle storie.

2 pensieri su “Notte degli Oscar: gli “Immeritevoli”

  1. How green was my valley é uno dei film piú eccezionali della storia del cinema e dire che abbia un Oscar immeritato mi sembra quantomeno eccessivo. Quarto Potere é anch’esso un capolavoro, ma é asceso al titolo di “Miglior film della storia” molto dopo. Fra l’altro, lo stesso Orson Welles, in un’intervista dove gli chiesero cosa pensava del fatto che si dicesse che “Citizen Kane” era il miglior film della storia rispose “Mi sembra improbabile, tenendo conto che non é nemmeno il mio miglior film”. E detto questo, gli Oscar sono un premio che LA INDUSTRIA del cinema da a se stessa, non un riconoscimento legato al valore artistico o innovativo dei film in concorso. C’è stata una epoca felice in cui a volte le due cose coincidevano, ma ormai é lontana anni luce.

    1. Se dicessi a Stephen King che è uno dei più grandi e importanti scrittori della letteratura americana egli ti sbufferebbe in faccia, nonostante sia così. Ti direbbe anche la saga fantasy della “torre nera” è il suo più grande capolavoro,ma a meno che tu non sia un amante di questo genere probabilmente non conoscerai quest’opera, ma avrai senza dubbio sentito il nome di molte altre sue opere,molto più conosciute. Ti dico questo per farti capire che il giudizio degli autori sulle proprie opere e quello della critica, vanno spesso in netto contrasto. Esistono difatti tantissimi esempi nella letteratura, nel cinema, nella pittura e in tutti coloro che fanno ARTE , di autori che hanno identificato il loro “capolavoro” in qualcosa che poi ha avuto meno successo di altre opere. “Il paradiso riconquistato” di Milton ne è un esempio lampante. L’artista è pur sempre un essere umano, e può essere più legato ad alcune sue opere che ad altre, ma ciò non ha niente a che fare con le loro qualità oggettive. Detto questo vorrei dirti che non ha alcun senso una frase come ” è asceso al titolo ….molto dopo” in questo contesto, poichè non è stata aggiunta alcuna scena negli anni ed il film è rimasto com’è fino ad ora.Così dicendo hai implicitamente detto che la critica si è accorta dell’errore dopo,ma che comunque un errore c’è stato, un pò come “ladri di biciclette”che fu quasi un flop in Italia ma che adesso adoriamo sbandierare ai quattro venti. Quindi il fatto che il film messo al primo posto in una classifica fra 100 dell'”american film institute” non abbia vinto l’oscar ,andato a favore di un film neanche rientrato fra i primi 100, mi permette di “dire” ciò che ho scritto nell’articolo ( e se cerchi un po’ in giro scoprirai che non sono l’unico a pensarla così). E detto questo vorrei correggere , se mi permetti, la tua penultima frase alquanto incompleta, cioè “gli Oscar sono un premio che l’industria del cinema AMERICANO da a se stessa”. E’ importante correggere questa parte poichè così non rendiamo onore ad attori del calibro di Toshiro Mifune o ad altri artisti dell’industria cinematografica. Ricorda che il premio come “miglior film straniero” è nato nel 1957, ed il nome è già tutto un programma.

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