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#NiUnaMenos

Pubblicato il Pubblicato in Human Rights, Politica ed Economia, Recenti

#NiUnaMenos

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#NiUnaMenos

Chiara Páez, di Rufino (Santa Fe, una Provincia situata nella zona centrale dell’Argentina) e di soli 14 anni, fu assassinata a botte dal suo fidanzato Manuel di 16 anni e seppellita nel cortile di casa del ragazzo. Si ritiene che alcuni membri della famiglia potrebbero essere stati dei complici, dato che non si spiega come fu seppellita nel cortile e che nessuno abbia visto niente. Al momento dell’autopsia, il risultato fu ancora più agghiacciante: venne accertato che la vittima era incinta di un mese e mezzo e che ciò compariva come uno dei possibili moventi dell’assassinio. Quest’ultimo crimine, portò di nuovo alla luce un problema che la società argentina ripudia nonostante il moltiplicarsi dei casi: il femminicidio e la violenza di genere.

 

  • QUADRO LEGALE E DIRITTI ATTUALI :

Attualmente e per via dei moltissimi casi accaduti in Argentina negli ultimi anni, è stata approvata la legge 26.485 che protegge le vittime non soltanto dalla violenza fisica, ma anche dalle altre caratteristiche citate nel maltrattamento psicologico (violenza psicologica) e l’articolo 4 di questa legge menziona che: <<Si intende per violenza contro le donne ogni condotta, azione od omissione che, in maniera diretta o indiretta, tanto nell’ambito pubblico come nell’ambito privato, basata in una relazione diseguale di potere, ponga in pericolo la sua vita, libertà dignità, integrità fisica, piscologica, sessuale, esconomica o patrimoniale, come anche la sua sicurezza personale. Sono comprese quelle perpretrate dallo Stato o dai suoi agenti>>.

Questa legge, dunque, tipizza che la violenza può essere fisica, piscologica, sessuale, economica e patrimoniale; e simbolica fra le altre cose. Il fatto è che, insieme a questa legge, si trova anche quella sulla violenza economica. Durante gli ultimi anni sono state create organizzazioni come la Polizia della Donna, il Centro di Attenzione alle Vittime di Violenza Sessuale, le Vittime della Violenza Sessuale, il Consiglio Nazionale delle Donne, l’Ufficio Nazionale di Violenza Domestica, le linee telefoniche per denunciare questi casi, tutti pertinenti al Ministero della Giustizia e Diritti Umani, ente del Potere Esecutivo incaricato di occuparsi di questi temi, come anche le ONG che promuovono e aiutano le vittime che patiscono tutto questo giorno dopo giorno, con l’assistenza legale e psicologica.

 

  • LA SOCIETA’ E IL SUO PENSIERO :

Nonostante ciò, sembrerebbe che parlare dei casi inciti a bruciarle, maltrattarle etc. Nella società argentina, i mezzi di comunicazione fanno eco a tutto questo ed incitano la contrarietà, ma le istituzioni che dovrebbero garantire i diritti di migliaia di donne, che reclamano senza essere ascoltate, fanno orecchie da mercante. Reclami alla polizia esigendo che le protegga sono stati negati da questi funzionari dicendo fra le altre cose: <<Ma signora, è suo marito, ha diritto di fare sesso>>, <<Sarai impazzita, lui non ti picchia>> o <<Ma se lei sta così male, perché non se ne va di casa?>> e fra le altre frasi nefaste, sebbene si promuova e si parli tanto di questi problemi, vi è la tanto radicata frase: <<Se le succede qualcosa, è perché se l’è andata a cercare>>, demonizzando la vittima e dando così un ruolo preponderante all’uomo, per il semplice fatto di essere uomo, di seguire i canoni di questa società che si autoproclama “tollerante e aperta” (siamo stati il primo Paese in America Latina ad approvare la legge del Matrimonio Ugualitario – matrimonio tra coppie dello stesso sesso) ma che in fondo sembra ancora essere maschilista e demagogica.

maxresdefaultNon parliamo soltanto delle istituzioni che dovrebbero vegliare sui diritti delle vittime, ma anche degli stessi nuclei familiari, i quali molte volte continuano a giustificare l’aggressore. Frasi come: <<Bimba, se ti ha picchiata qualcosa avrai pur fatto, non essere così tragica, non è come pensi>>, sono conseguenza del fatto che questa pratica è radicata ed istituzionalizzata nell’incoscienza collettiva di parecchi membri della società. Le soluzioni alternative per iniziare a sradicare questo fenomeno devono essere comprensive, non fatte soltanto per propaganda politica. Le scuole parlano poco o nulla di questi temi, alcuni mezzi di comunicazione trattano le donne come pazze o oggetti (mostrandole con pochi vestiti e reificandole di fronte agli spettatori), le famiglie non credono spesso alle vittime.

In mezzo a tante discussioni su chi abbia la colpa e su come bisognerebbe risolvere il problema, c’è una buona notizia: di tale problematica si sta iniziando a discuterne nelle case, nelle istituzioni e nello Stato (con tutti gli Organi competenti). Il fatto è che bisogna rieducare i futuri cittadini ed i bambini, in modo tale che quando arrivino all’adolescenza non odino o manchino di rispetto alle donne, che le si tratti come uguali e che le donne capiscano che nonostante se la cerchino o qualcosa avranno fatto perché succeda, tutto questo genera danni non solo fisici ma anche psicologici e morali, che magari non si notano a livello cosciente, ma emergono nei pensieri e nelle azioni del proprio inconscio nonché nei comportamenti e nelle interazioni con altri individui della società.

 

  • I NUMERI DELLA VIOLENZA DI GENERE :

Sembrerebbe che in questo Paese più si parla di questi casi, più aumentano il numero delle vittime a riguardo. I numeri sono allarmanti e, di per sé, aberranti:

– Si stima che ogni 30 ore una donna in Argentina muoia a causa di questo tipo di azioni. La maggior parte di quelli che commiserano questo crimine erano coniugi, compagni e/o ex-compagni e si presume che la maggior parte delle denunce non siano state ascoltate ;

– L’anno scorso (2014) ci sono stati 277 casi di femminicidi comprovati ;

1/6 dei crimini si sarebbe potuto evitare: pur avendo denunciato il proprio compagno (come accade nella maggior parte dei casi) per questi modi di agire, non sono state rispettate le misure cautelari per non avvicinarsi alla danneggiata, o evadendo la custodia della polizia (per nominare alcune forme) non fuorono sufficienti per salvare le loro vite ;

– Solamente nella Città Autonoma di Buenos Aires si stima che due donne su dieci vengano picchiate dal proprio compagno/coniuge ;

– Delle 40.000 chiamate che si fanno ogni giorno al 911 in Argentina, circa il 9,3% – 10% riguardano denunce di violenza di genere .

 

  • MARCIA CONTRO IL FEMMINICIDIO, SVOLTASI IL 3 GIUGNO, IN VARI LUOGHI DELL’ARGENTINA :

Il 3 Giugno 2015 c’è stata una marcia contro queste pratiche, per ricordare tutte le vittime che hanno subito violenze, che sono state assassinate e per cercare di scongiurare casi di questo tipo, infondendo coscienza con questa mobilitazione (in maniera simbolica, affinché si continui a discuterne in società), e con il titolo Ni Una Menos (Non Una Di Meno, assassinata per il suo essere donna). Nei giorni precedenti l’hashtag è diventato virale (#NiUnaMenos) proprio per diffondere la notizia della mobilizzazione ed invitare coloro che si trovavano a Buenos Aires a partecipare ed a difendere questa causa: perché le istituzioni potessero ascoltarci, perché le denunce contro i maltrattamenti diventino più efficaci e portate a termine da chi deve vegliare sui nostri diritti, perché le donne e i membri della società imparino a riconoscere queste vittime e sapere come aiutarle, non giudicarle. In vari luoghi delle Province argentine ci sono stati dei punti di partenza per la marcia.

Molti hanno messo la propria foto sui social network, appoggiando questa campagna con l’hashtag #NiUnaMenos e commemorando non soltanto le vittime argentine bensì tutte le donne che ogni 18 secondi, in qualche posto del del mondo, stanno patendo maltrattamenti.

Per questo, e per tutte quelle che non ci sono più, vi ricordo “Non Una di Meno”!

 

 

Si ringrazia Isabella Cannatà, per la stesura e la traduzione dell’articolo in lingua italiana.

 

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#NiUnaMenos

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#NiUnaMenos

Chiara Páez, de Rufino (Santa Fe, una Provincia situada en la zona central de Argentina) y de sólo 14 años, fue asesinada a golpes por su novio Manuel de 16 años y posteriormente enterrada en el patio de la casa de él. Se presume que algunos miembros de la familia podrían llegar a ser cómplices ya que no se explica cómo fue enterrada en el patio de la casa y que nadie haya visto nada. Al momento de la autopsia, el resultado fue más terrorífico, se comprobó que estaba embarazada de un mes y medio y que uno de los posibles móviles de su asesinato fuera ese. Este último crimen volvió a traer a la palestra un tema que la sociedad argentina repudia pero que los casos se siguen multiplicando: Feminicidio y Violencia de Género.

 

  • MARCO LEGAL Y DERECHOS EN LA ACTUALIDAD :

En la actualidad y a raíz de los muchisimos casos que acontecieron en los últimos años en la Argentina se sanciono la ley 26.485 que protege a las víctimas no solo de violencia fisica,  sino que tambien entre otras caracterísiticas se habla del matrato psicologico (violencia psicologica), el articulo 4 de esta ley menciona que <<Se entiende por violencia contra las mujeres toda conducta, acción u omisión, que de manera directa o indirecta, tanto en el ámbito público como en el privado, basada en una relación desigual de poder, afecte su vida, libertad, dignidad, integridad física, psicológica, sexual, económica o patrimonial, como así también su seguridad personal. Quedan comprendidas las perpetradas desde el Estado o por sus agentes>>.

<<Se considera violencia indirecta, a los efectos de la presente ley, toda conducta, acción omisión, disposición, criterio o práctica discriminatoria que ponga a la mujer en desventaja con respecto al varón>>. Por lo tanto esta ley tipifica que la violencia puede ser fisica, psicologica, sexual, economica y patrimonial; y simbólica entre otras. El hecho es que conjuntamente con esta Ley, tambien se encuentra la de Violencia economica. A lo largo de los últimos años se han creado organizaciones como la Policía de la Mujer, el Centro de Atención a las Víctimas de Violencia Sexual, Consejo Nacional de las Mujeres, la Oficina Nacional de Violencia Doméstica, lineas telefónicas para denunciar estos casos, todas ellas pertenecientes al Ministerio de Justicia y Derechos Humanos, ente del  Poder Ejecutivo encargado de tratar estos temas, como así tambien ONGs que promueven y proveen ayuda a las victimas que padecen ésto día a día, ya sea mediante asistencia legal y psicológica, entre otras.

 

  • LA SOCIEDAD Y COMO LA PIENSA :

Aún nombrando todo esto, pareciera que el hablar de los casos incita a quemarlas, maltratarlas, etc. La sociedad argentina, los medios de comunicación hacen eco de esto y promueven que se esté en contra, pero las instituciones que deberían garantizar los derechos de miles de mujeres que reclaman ya que se hacen oído sordos a estos .Reclamos a la policía exigiendo que se las proteja han sido denegados por estos funcionarios diciendo entre otras cuestiones: <<Pero señora, es su marido, tiene derecho a tener sexo>>, o <<No estarás loquita, el no te pega>><<Pero si usted la esta pasando tan mal, ¿Por qué no se va de la casa?>>, entre otras frases nefastas, por que aunque se promueve y se hable de estos temas, está tan arraigada la frase de <<Si a ella le ocurre algo, es por que se lo buscó>>, demonizando a la victima, dandole un lugar preponderante al hombre, por el simple hecho de ser hombre, de seguir los canones de esta sociedad que se auto proclama de ser “tolerante y abierta” (fuimos el primer País de Latinoamerica en aprobar la ley de Matrimonio Igualitario – casamiento de parejas del mismo sexo) pero en el fondo pareciera ser machista y demagoga.

maxresdefaultNo hablemos solamente de las instituciones en que deberían velar por los derechos de las víctimas, también el propio seno familiar, en las escuelas, las amistades de la victimas, muchas veces continuan justificando al agresor. Frases como <<Nena, si el te pegó alguna macana te mandaste, no seas tan trágica, no debe ser tan así como pensas>>, son consecuencias de que está práctica está arraigada e institucionalizada en el inconsciente colectivo de muchos miembros de la sociedad. Las soluciones y alternativas para empezar a erradicar esto, deben ser conjuntas, no solo por divulgación de políticas públicas. Las escuelas hablan poco y nada de estos temas, algunos medios tratan a las mujeres como locas u objetos al mostrarlas con poca ropa y cosificarlas en frente de la audiencia, las familias muchas veces no creen a las victimas.

En medio de tantas discusiones sobre quien tiene la culpa, como debería solucionarse este tema, hay una buena noticia: Se está empezando a debatir en los hogares, en las instituciones y en el Estado (con todos los Organismos que lo competen) está problemática. El hecho es que se  debe re-educar a los futuros ciudadanos, a los niños, para que cuando lleguen a su adolescencia, no le tengan odio o falta de respeto a las mujeres, que se las trate como iguales, que las mujeres entiendan que por más que <<ella se lo busque>>  o <<algo habrá hecho para que ocurra>>, genera daños no solo fisicos tambien psicologicos y morales, que tal vez no se percaten de ellos a nivel consciente, pero si se nota en actos u hechos desde su propio inconsciente hacia como se manejan e interactuan con los miembros de la sociedad.

 

  • LA VIOLENCIA DE GÉNERO EN NÚMEROS :

Pareciera que en este país mientras más se habla de estos casos, aumentan más el numero de victimas por este tipo de violencia. Los números son alarmantes y de por sí aberrantes:

– Se estima que cada 30 hs, una mujer muere en Argentina como consecuencia de este accionar la mayor parte de los que cometieron este crimen fueron sus conyugues, parejas y/o ex-parejas, y se presume que en la mayoría de las denuncias no han sido escuchadas ;

– El año pasado (2014) hubo 277 casos de feminicidios comprobados ;

– Uno de cada seis crimenes pudo haber sido evitado: Aún habiendo denunciado a sus parejas (como ocurre en la mayoría de los casos) estas por diversos accionares, ya sea no acatando las medidas cautelares para no acercarse a la damnificada, o evadiendo la custodia policial (por nombrar algunas de las formas) no fue suficiente para que puedieran salvar sus vida ;

– Solamente en la Ciudad Autonoma de Buenos Aires, se estima que 2 de cada 10 mujeres son golpeadas por su pareja/conyugue ;

– De los 40.000 llamados que se hacen por día al 911 en Argentina, aproximadamente entre el 10% y 9,3% son por denuncias de violencia de género .

 

  • MARCHA EN CONTRA DEL FEMINICIDIO EL 3 DE JUNIO EN DIVERSOS PUNTOS EN ARGENTINA :

El 3 de Junio de 2015 se hizo una marcha en contra de estas prácticas, recordando a todas las victimas que han padecido violencia y han sido asesinadas y para tratar de evitar más casos de esta indole, conscientizando con esta movilización (a modo simbolico y de que se siga debatiendo en la sociedad), bajo la consigna Ni Una Menos, (Ni una menos asesinada por su condición de género). En los días precedentes se ha viralizado ese hashtag (#NiUnaMenos) para difundir la movilización e invitar a el que ande de paseo por Buenos Aires y quiera participar defendiedo esta causa: para que las instituciones nos escuchen, para que las denuncias hacia los maltratos sean efectivas y llevadas a cabo por quien tiene que velar por nuestros derechos, para que las mujeres y los miembros de la sociedad aprendamos a detectar a estas victimas y saber como ayudarlas, no juzgarlas. En distintos puntos de cada provincia Argentina se armaron lugares de encuentro para ir a marchar.

Muchos subieron su foto en las redes sociales comentando esta problemática bajo el hashtag #NiUnaMenos, acompañando no solo a las víctimas Argentinas, si no todas las mujeres que cada 18 segundos en algún lugar del mundo, están padeciendo maltrato.

Por eso, por todas las que no están, que fueron victimas les recuerdo “Ni Una Menos”!

 

 

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About Andrea Julieta Otero

COLLABORATRICE | Classe 1985, di nazionalità argentina. Italiana nel cuore, suo nonno era originario di Vietri di Potenza (PZ). Studentessa di Scienze Politiche, lavora nella Jefatura de Gabinete de Ministros. Ama gli argomenti di geopolitica e spera un giorno di poter diventare una professoressa di educazione civica, per aprire gli occhi ai cittadini del domani.

Un pensiero su “#NiUnaMenos

  1. Excelente y completo artículo! lo recomiendo y espero que de a poco se genere una nueva generación civica y de derechos protegidos!

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