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Mr. Turner: dentro un quadro

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mr-turner-trailer-05152014-082438Fonte di ispirazione di decine di pittori, precursore del percorso Impressionista. William Turner è stato un grandissimo artista, portato con coraggio ed un pizzico di originalità sul grande schermo dal regista inglese Mike Leigh e reso ad ottimo livello dall’inglesissimo Thimoty Spall. Quattro Nominations agli Oscar, un European Awards, un Premio a Cannes come miglior attore protagonista e quattro Nominatios ai prossimi Batfa certificano questo autentico tuffo nell’arte romantica dell’Ottocento. La storia di un genio da cui si scorge l’uomo.

Un gioiellino visivo pieno di colori, firmato Mike Leigh. Il regista inglese Palma D’Oro a Cannes nel 1992 come miglior regia per Naked e nel 1996 come miglior film per Segreti e Bugie ci porta all’interno dell’artista William Turner, interpretato da un grande Timothy Spall (miglior attore a Cannes). Burbero, popolare, involontariamente ironico, affascinato dalla musica e dalla scienza, geniale. Un ruolo che sembra calzare a pennello all’attore inglese (ex Peter Minus nella saga di Harry Potter), azzerando quella mancanza di somiglianza che si nota ma risulta in qualche modo irrilevante nell’economia di un’opera che vuole mostrare, attraverso una meravigliosa fotografia firmata Dick Pope ed una colonna sonora di alto livello targata Gary Yershon, il mondo che sta dietro all’emblema del Romanticismo inglese. Come se volesse educare lo spettatore. Un lezione di arte in piena regola.

Mr.-TurnerUna visione degli ultimi 25 anni di vita del grande artista anglosassone, spesso dimenticato dal pubblico ma come nessuno influente nel XIX secolo. Il rapporto stretto con il padre che gli fa da assistente, con la governante (Dorothy Atkinson) che viene sfruttata per soddisfare le proprie pulsioni sessuali e che segretamente cova per lui sentimenti di amore, quello burrascoso con gli artisti del suo tempo che soffrono le sue capacità e la sua arroganza. Solitario e totalmente devoto al suo talento e al suo lavoro da non considerare minimamente Sara Danby (Ruth Sheen), con la quale ha illegittimamente due figlie, anch’esse ignorate completamente. Il tutto fa da cornice ai momenti veramente intensi della pellicola, caratterizzati da immagini che sembrano riprese completamente dai quadri dello spesso pittore, come se il regista volesse trasportarci dentro La Valorosa Temeraire o all’acquarello Ivy Bridge. Altrettanto intense sono le immagini di Turner solo in mezzo al nulla, come a voler simboleggiare come in qualche modo la solitudine e la natura siano al centro del suo percorso artistico. Cosi come la luce che cerca di “catturare” nella sua purezza fino a, nella parte finale della sua vita, privilegiare l’elemento al soggetto che diventa appena riconoscibile. Questo cambiamento gli porterà critiche anche aspre, oltre che prese in giro. Un membro fuori dagli schemi ma rispettato della Royal Academy of Arts. Un libero pensatore incorruttibile che, nonostante fosse cosciente del valore delle sue opere, alla sua morte donerà tutto ai musei britannici, affinché tutti possano godere gratuitamente del suo genio.

Tutto questo turbinio di luci ed immagini estasianti non riescono però a nascondere i punti deboli di un film che risulta troppo lungo (150 minuti) ed a tratti lento, oltre che fastidioso nei continui ed evitabili grugniti di Timothy Spall. Inevitabilmente il potere attrattivo cala, perdendo quella forza che rappresenta l’anima stessa del lavoro di Leigh. Il regista sembra quasi essere consapevole della durata estesa del film, donando al personaggio di Turner – come un po’ a tutti i protagonisti che gli ruotano attorno – un carattere ironico, anche se quasi sempre con spontaneità, senza ricercatezza. Il tentativo riesce a metà. E la morte poi non lascia emozioni nello spettatore e il quale, storcendo la bocca ed arricciando il naso, ascolta le ultime parole del pittore. Dio è Luce trova sicuramente un senso all’interno del personaggio e nella storia, ma lascia una sensazione di insoddisfazione per la sua banalità.

<<Turner è stato un gigante tra gli artisti del suo tempo: risoluto e intransigente, straordinariamente prolifico, rivoluzionario nel suo approccio, eppure, l’uomo era eccentrico, anarchico, vulnerabile, imperfetto, inaffidabile e a volte rozzo>>. Cosi ha affermato Mike Leigh – regista che si conferma di ottimo spessore – dando spiegazione del perché la scelta di Turner.

Un artista che attraverso la sua pittura ha elevato questa arte più in alto, gettando le basi per il percorso Impressionista e ponendosi all’interno dell’avanguardia inglese.

Un genio pittorico tra i più dimenticati degli Indimenticabili.

 

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About Giacomo Corsetti

COLLABORATORE | Classe 1990, toscano e residente a Pietrasanta, in Provincia di Lucca. Studente di Lettere – Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Blogger di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa. Nutre una grande passione per lo sport, il cinema, il teatro e l'informazione libera. E' amante di tutto ciò che concerne la cultura.

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