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L’Italia peggiore: le mani della mafia sulla Capitale

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I fatti:

img_6520-0A capo di tutto sembrerebbero esserci Massimo Carminati, nientepopodimeno che ex terrorista dei Nar, e Salvatore Buzzi, nel cui curriculum figura una condanna per omicidio (inspiegabilmente, da sempre presenti nel “giro” romano), i quali gestivano il sistema corruttivo per assegnare appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate con interessi anche (quindi, tra le tante cose) nella gestione dei rifiuti, dei centri di accoglienza per gli stranieri e campi nomadi.I beni confiscati ammontano ad un valore complessivo di oltre 204 milioni di euro.

Sono stati sequestrati bar, ristoranti, pizzerie, locali, decine di appartamenti a Roma e in Provincia, auto, moto, terreni, quote societarie, una Smart, una Mini Cooper e pure la foto del nudo integrale di Salvini (un po’ di ironia ci vuole). Gli arrestati sono 37 e gli indagati più di 100. Tra di essi figurano esponenti del PD, del PDL (ex FI) e di FdL (tra cui l’ex Sindaco Gianni Alemanno).

 

I pensieri:

La prima cosa da chiederci è come sia possibile che due personaggi dal passato controverso come Buzzi e Carminati siano diventati, ancora una volta, protagonisti di un sistema così complesso. Il primo, Buzzi, condannato per omicidio, aveva scontato la sua pena nel carcere di Rebibbia, fondatore, peraltro, della cooperativa 29 Giugno che, teoricamente, doveva occuparsi del reinserimento sociale dei detenuti (teoricamente).  Il secondo, Carminati, ex terrorista, ex Nar, membro della banda della Magliana, era tenuto sotto stretta osservazione.

In qualsiasi altro Paese normale, civile, consapevole, questi due vivrebbero sotto stretta sorveglianza, lavorerebbero come persone normali e, soprattutto, starebbero ben lontani dalla Politica. In Italia no. In Italia massima fiducia, porte spalancate, pranzi e cene a carico di amici di amici.

D’altronde, non possiamo stupirci di quello che è successo: da anni accogliamo in Parlamento condannati, indagati, mafiosi dichiarati e non. Persone di dubbia provenienza a cui, della res publica, importa sostanzialmente poco. Ovvio che il marciume poi si rifletta e si applichi anche e soprattutto dove i soldi da prendere sono tanti, come nel caso dei rifiuti a Napoli, della Terra dei fuochi, dei grandi appalti, dell’EXPO, del Mose e, novità delle novità, dell’emergenza umanitaria dei profughi. Molti si sono chiesti il ruolo della politica in tutto ciò: perdonatemi, ma non riesco a trattenere un sorriso. Di Politica intesa come “polis”, come “agire per il bene comune”, non c’è niente: c’è, semmai, ed è anche protagonista, quella Politica che inizia con Tangentopoli, che è disposta a mercificarsi per qualche spicciolo in più, che è corrotta, corruttiva e corruttibile e che ha contagiato anche noi, umili e onesti cittadini. Basti pensare ai principali indagati: Buzzi, proveniente dall’estrema Sinistra. Carminati, estrema Destra. Alemanno, ex Sindaco di FdL che si  è totalmente disinteressato degli ultimi, dei disagiati, dei disperati (stranieri e non). E poi ancora Luca Odevaine, ex vicecapogabinetto della giunta Veltroni, capo della Protezione Civile con Zingaretti, l’uomo che sedeva al tavolo di Coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo, il “mediatore”.

Il quadro che ci viene presentato  è a dir poco spaventoso. Si è ormai accettata l’idea che senza delinquere non si va da nessuna parte. Se non si stringono accordi segreti, se non ci si scambiano favori, mazzette, telefonate, non si fa carriera in nessun ambito, tantomeno in quello politico. Mi importa poco di chi si appella al garantismo, di chi sostiene che molti indagati tra pochi mesi saranno prosciolti da tutte le accuse e che dunque non possiamo permetterci di giudicare: garantismo è un termine coniato da Fourier (filosofo francese vissuto nell’Ottocento) che, nella sua teoria politica, lo intendeva come un sistema di sicurezza sociale volto a salvaguardare i soggetti più deboli. Non esattamente la stessa cosa, dunque. Bisognerebbe ogni tanto ricordarsi l’origine delle parole, non la loro distorsione. Per lo stesso motivo, mi rifiuto di parlare di “mafia nella politica” o “politica mafiosa”, perché nel mio linguaggio, e nel linguaggio di tutti i milioni di cittadini italiani onesti, questa non è politica. Questi non sono politici.

Da questo punto di vista, arriva tardi anche il Premier Matteo Renzi che commissaria il PD romano e lo affida nelle mani di Orfini (lo stesso che pochi giorni fa dava prioritaria importanza alla delusione dei militanti romani). Possibile che nessuno si accorga mai della bolla che si gonfia? Bisogna sempre aspettare che scoppi? Dovrebbe essere la Politica la prima ad accorgersi che qualcosa non funziona, che c’è puzza, invece è proprio la politica ciò che non funziona, che puzza. Lo dicono in molti, lo dico anche io: Mafia Capitale non sarà l’ultima inchiesta di questo tipo.

In questo momento, in tante altre città italiane, più o meno grandi, ci saranno riunioni segrete in cui insospettabili e sospettabilissimi soggetti si guarderanno negli occhi e si chiederanno per quanto tempo potranno continuare a fare i loro sporchi affari prima che la bolla scoppi anche da loro. Correranno ai ripari ma, prima o poi, verranno stanati.

Le loro storie saranno pubblicate sui giornali e la nostra immagine agli occhi del mondo sarà sempre la solita: quella di un Paese corrotto, dove il sistema si cambia per non cambiare niente, dove ci si lega a chi, in questa famosa terra di mezzo (che Carminati ruba da Tolkien), ci abita agiatamente: <<Ci stanno i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. E allora vuol dire che ci sta un mondo, un mondo in mezzo, in cui tutti si incontrano. Anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non le può fare nessuno. Questa è la cosa… e tutto si mischia>>. Una vera sintesi filosofica contemporanea.

Peccato che poi, nel mezzo, ci sia questo sciagurato Paese. Incapace di alzare la testa.

 

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About Francesca Cimò

COLLABORATRICE | Classe 1991, toscana. Studentessa di Filosofia, le interessa tutto ciò che riguarda la cultura, la politica, la società. Ogni tanto si sente una 24enne spensierata ma poi le passa. Suoi sono diversi pezzi di attualità.

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