o-LEOPOLDA-facebook

“Leopolda V”: il renzismo all’ennesima potenza

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti

Eccoci pronti. Puntuale come un cinepanettone natalizio, ecco che ritorna la celebre Leopolda, arrivata ormai alla sua quinta edizione, che prenderà il via questo fine settimana alla Stazione Leopolda di Firenze. Sarà un full immersion nel “renzismo” (se mai ce ne fosse ancora bisogno) dato che il premier Matteo Renzi, ideatore di questa kermesse (insieme ad altri rottamatori del PD) è presente più che mai in tutti i mezzi di comunicazione.

civati-cuperlo-renzi
da sinistra verso destra: Gianni Cuperlo, Matteo Renzi, Giuseppe Civati

Questa Leopolda, tuttavia, porta con sé tanti significati, più delle altre quattro edizioni passate. Innanzitutto perché, come ha detto il Ministro Boschi, questa è la “Leopolda di Governo”. E’ infatti la prima edizione in cui Renzi, da rottamatore incallito, si presenterà in veste di Presidente del Consiglio ma è anche la Leopolda del dissenso: da una parte, infatti, troveremo tutti i Ministri del Governo (la maggior parte dei quali, ai tempi delle prime edizioni, erano dichiaratamente anti-renziani e ora, invece,orgogliosamente sul carro dei vincitori) e dall’altra parte l’assordante assenza della cosiddetta minoranza del PD. Una minoranza, appunto, che costituisce comunque un’importante fetta del partito di Governo, dati i nomi eccellenti di Bersani, Fassina (che saranno alla manifestazione della CGIL a Roma) e Civati (renziano della prima ora e grande protagonista della Leopolda I).

In questo clima di tensione, quale sarà l’ambiente per i renziani e per Matteo? Siamo sicuri che Mister 80 euro porterà con sé tutto il suo entusiasmo da giovincello (non più da rottamatore, perché si è dimenticato come si fa), ovviamente farà il suo strepitoso discorso su tutto quello che il Governo ha già ottenuto e siamo sicuri che le parole <<41 per cento>> riecheggeranno più e più volte dentro le stanze della Stazione Leopolda; ovviamente il tutto condito da qualche interessante slide.

Ma di acqua sotto il Ponte Vecchio ne è passata tanta da quando, nel 2011 un giovane Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze, si faceva strada di prepotenza all’interno della politica nazionale a suon di: <<Rottamiamoli senza incentivi!>>. Matteo, ovviamente, era diventato l’incubo della vecchia guardia dei democratici, il nemico che faceva paura perché voleva cambiare il sistema. In quella Leopolda ed in quelle a seguire, salirono sul palco tanti esponenti della politica come Giuseppe Civati, dell’economia come Luigi Zingales, dello spettacolo come Pif, del giornalismo come Giorgio Gori. E devo ammetterlo, era una gran bella iniziativa e tutta quella voglia di fare, di dire e di raccontare che c’era una parte di Italia che voleva cambiare, ed era anche pronta a mettere sul tavole tante idee per farlo, aveva abbindolato anche a me.

ministri-governo-renzi-4-770x513
“Staffetta” tra Enrico Letta e Matteo Renzi, per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri

Poi negli anni Renzi è cresciuto, è diventato il principale competitor alle Primarie, perdendole contro l’allora Segretario Bersani, ma ottenendo comunque un grande risultato e vicendo poi sbancando i suoi avversari Civati (che nel frattempo si era distaccato totalmente dal renzismo) e Gianni Cuperlo; infine è diventato Premier senza passare dal voto e deponendo con una semplicità disarmante il suo predecessore, nonché compagno di partito, Enrico Letta. Poi ha conosciuto la Merkel, Draghi, Barroso e Van Rompuy, che gli hanno spiegato che quello che diceva alle prime Leopolde non poteva di certo applicarsi a quello che l’Europa desidera. Da lì in poi un cambio totale sui programmi e sulle idee: l’articolo 18, difeso a spada tratta prima delle Primarie, cancellato. Il lavoro, adesso totalmente precarizzato dal Jobs Act, l’idea di Europa, diversa da quella che c’era stata fino adesso, cancellata da una cena con Draghi e la Merkel. E poi c’è il patto del Nazareno con cui, di fatto, governa con un partito all’opposizione e di centrodestra.

A questo punto ci chiediamo: cos’era la Leopolda? E cos’è adesso?

E’ ancora necessaria una kermesse di propaganda del movimento renziano, quando ormai in Italia non esistono più anti-renziani? Serve ancora uno spazio adibito a creare visibilità ad un movimento che ormai vede il suo leader parlare da Barbara d’Urso? Probabilmente, servirebbe se fosse ancora un’officina di idee e un luogo di grande confronto come lo era una volta. Si toccheranno temi importanti come il lavoro, l’occupazione e il recente documento economico finanziario (DEF) ma lo si farà, probabilmente, senza l’opposizione. Senza quella idea di base: <<Siamo giovani, arrabbiati e con voglia di fare; adesso voi dovete farvi da parte perché tocca a noi!>>.

E no, Matteo, da noi gli show e le promesse li hanno sempre fatti e non ne possiamo più, né tanto meno sentiamo la necessità delle cover per l’iPhone con marchio “Leopolda”.

 

matteo_renzi_maria_elena_boschi

 

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *