Porcupine_tree_in_absentia

La Musica di oggi, tra il piacere e il dovere

Pubblicato il Pubblicato in Agenda, Costume e Società, Recenti
di Martin Ferjani
<<One of the wonders of the world is going down It’s going down I know>>,
Così cantano i Porcupine Tree dal 2002. Per chi non lo sapesse la citazione qui sopra non è altro che il ritornello della canzone The Sound Of Muzak del gruppo citato poco prima.
In questa canzone non si fa altro che parlare di una delle più grandi meraviglie del mondo, amata da tutti ma purtroppo sfruttata da altri, una delle meraviglie che (come viene ripetuto più volte quasi fosse un’accusa) non importa a nessuno, la musica.
Ma è davvero così? Il livello qualitativo della musica sta veramente calando? Euterpe, sua musa, sta effettivamente smettendo di deliziare i nostri cuori con la sua voce, preferendo invece vendersi alle etichette discografiche?
Beh… non ci vuole molto a rispondere a questa domanda, basterebbe accendere la televisione, sintonizzarla su un canale musicale e stare mezz’ora a osservare ciò che viene trasmesso.
Sapete? Io l’ho fatto e ho trovato risposta alla mia domanda.
In quei trenta minuti non ho fatto altro che osservare una sequenza di canzoni uguali fra di loro, i cantanti erano tutti dei bellocci dalla dubbia virilità, i testi delle loro canzoni erano più o meno gli stessi (lui rifiutato, lui che ama una ragazza in particolare, quella ragazza sei tu) e l’accompagnamento musicale era di bassa qualità.
Ma beh, non tutti possono essere dei bravi musicisti o riuscire a scrivere dei testi di canzoni belli e di vario argomento.
Il problema è che chi ho visto in quella mezz’ora non era nulla di tutto ciò, non era un musicista, né compositore, né cantante dalle particolari abilità canore, nulla di tutto ciò.
Era semplicemente un bel ragazzo a cui hanno scritto una canzone e gli hanno detto di cantarla, fine.
Ma la domanda è: perché?
La musica appartiene ai musicisti, se una persona non lo è in nessun campo, come mai lo si ritrova a cantarla? Ciò ovviamente accade perché sopra di loro vi sono le “etichette discografiche” che, dopo un’accurata ricerca sociale in cui si vede cosa “piace ai più”, si impegna a realizzare il frutto della loro ricerca, ma non gioite gente, non stanno veramente realizzando ciò che voi vorreste vedere, miei cari amanti della musica, ma stanno realizzando ciò che piace al vostro vicino, che probabilmente non capisce la differenza fra un basso e una chitarra.
Dunque i produttori discografici plasmano persone “casualmente” di bell’aspetto fisico in modo da farli diventare l’idolo delle masse.
Quindi adesso la musica viene per la maggior parte fatta da automi che non fanno “ciò che gli piace” ma che fanno “ciò che gli dicono di fare”.
Perché scusatemi, ma personalmente non crederò mai che questi “bellocci” davvero vogliano fare quella musica, risulta davvero difficile credere che a qualcuno a cui piace la musica faccia davvero piacere diventare famoso per l’abilità nel comporre e suonare di altri.
Altro grande problema quindi è che la musica sta smettendo di appartenere ai musicisti, perché è davvero strano vedere dei musicisti ritenuti oggettivamente dei Maestri essere sconosciuti ai più.
E’ vero, ci saranno sempre ( per fortuna) musicisti che davvero amano la musica, che vogliono farla perché gli piace farlo e non perché glielo impone una casa discografica, che vogliono suonare i loro pezzi anziché quelli composti da altri.
Però è anche vero che, purtroppo, è sempre il pubblico a decidere tutto.
E se alla maggior parte del pubblico non interessa veramente la musica ma vedere un belloccio che canta dell’amore di una ragazza, allora le case discografiche andranno sempre a cercare costui anziché un bravo e talentuoso musicista.
E se anche si desse spazio al talentuoso musicista egli sarebbe sempre legato da varie restrizioni con chi lo produce.
E credetemi, fa un po’ male sentire musicisti talentuosi e vederli con “le mani legate”, sentirgli fare determinati tipi di musica e vederlo in determinate situazioni in cui non può esprimersi liberamente,o peggio,non vuole ( avete mai visto un’intervista a una qualsiasi band asiatica post’90? Non parlano di musica).
Ma beh, queste sono solo futili lamentele di qualcuno a cui piace la musica, di qualcuno che vuole vederla in mano a musicisti e non a produttori e modelli, di qualcuno che vuole emozionarsi per il testo di una canzone che tratti di vicende personali dell’autore, non di cose mai accadute.
Ma intanto la musica continua a essere nelle mani di costoro e i Porcupine Tree continueranno a cantare:
<<One of the wonders of the world is going down It’s going down I know>>
Porcupine_tree_in_absentia

About Martin Ferjani

COLLABORATORE | Classe 1992, siciliano. Studente di Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali presso l’Università degli Studi di Catania. Le sue passioni sono la musica, il disegno e le belle storie.

Un pensiero su “La Musica di oggi, tra il piacere e il dovere

  1. le argomentazioni sono convincenti…ma vorrei esprimere un pensiero personale: molta gente si sentirà offesa dalle argomentazioni in questione avanzando domande come: ma tu chi sei per giudicare?un musicista?…ah se non sei un musicista che parli a fare…oppure del tipo un bel ragazzo ora non può fare buona musica? e che c’è di male a parlare di sentimenti?…ora confuterò ogni singola di queste domande che verranno poste , perchè si mia cara massa, sei prevedibile! 1-se non sei un musicista PUOI o meglio HAI IL TOTALE DIRITTO di esprimerti in fatto di musica perchè la musica è cultura!!! ed è questa la nozione che si è persa in primis…non vale il “ah ma non sono un/una musicista che ne capisco di quello che sta facendo la batteria o il basso o la chitarra???”…siate maledetti!non vi ricordate che esiste il termine” amatore” ? una persona che non ha particolari competenze in fatto di conoscenza della teoria o della tecnica musicale ma che ascolta per puro piacere o passione la musica e tutto quello che ne fa parte(e quindi voce+strumenti+(per i più maniacali)persino la qualità della registrazione del mixaggio! e con gli ascolti ne acquisisce competenza,per forza!!! 2-un bel ragazzo può fare BELLA musica…avete visto sebastian bach ( skid row) per quante creme e shampi possiate usare non avrete mai capelli come i suoi.punto.
    Se questo ragazzo vuole solo fare successo perchè è belloccio che vada a uomini e donne. 3-non c’è nulla di male a parlare di sentimenti…il problema è COME ne parli.
    Esiste la metrica, esistono allusioni, metafore figure retoriche e moltissimi altri strumenti per scrivere un testo…dato che sono stati tirati in ballo i porcupine farò un esmpio inerente a loro: “hair blowed in a open car, summer dress slip down her arm( capelli soffiati in una macchina aperta, vestiti estivi le scivolano dalle bracia)”…parafrasi: 2 scopano in estate dentro una macchina aperta e i vestiti di lei scivolano via…dal resto del testo si comprende che la canzone è dedicata ad una donna di cui lui è innamorato ma la odia allo stesso tempo, ci scopa e dopo si sente una merda, nello squallora di una scopata in una macchina aperta. Un compositore italiano medio avrebbe scritto: sai quando facciamo l’amore mi si spezza il cuore, tu mi fai stare male e via discorrendo nella monotonia della canzone italiana, ormai tutta uguale da 1 secolo. Qualche domanda?…shut the fuck up e fatevi na cultura.

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