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La guerra delle Falkland

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Recenti, Sabbie del Tempo

La guerra delle Falkland fu un momento cruciale del mondo occidentale, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Da essa scaturirono due grossi eventi, riassumibili con la fine della dittatura dei generali in Argentina e la consacrazione politica di Margaret Thatcher. Inoltre questa fu l’unica guerra, fra due potenze occidentali, capitaliste e, soprattutto, alleate degli Stati Uniti d’America, ad essere combattuta dal 1945 fino ad oggi. I due Stati che si scontrarono furono, appunto, l’Argentina di Galtieri e l’Inghilterra della Thatcher.

 

 

A causa della nostra cultura europea, ho intitolato questo articolo con il nome usato nel nostro continente, ossia la guerra delle Falkland (Falklands war) ma ci tengo a precisare che, per l’altra parte della barricata, dunque per gli argentini, questo evento prende il nome in guerra de las Malvinas. Stesse isole, ma nomi differenti per i rispettivi Paesi.

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Le Isole Falkland, un arcipelago dell’Atlantico meridionale

Ma cosa sono le Falkland? Questa domanda può sembrare banale, ma così non è, poiché, ai tempi della guerra, la stragrande maggioranza del popolo britannico pensava fosse un arcipelago di isole al largo della Scozia. Ovviamente non è così, precisando dunque che le Falkland sono un grande arcipelago, ma a sud dell’Oceano Atlantico. E il Paese più vicino ad esse è l’Argentina (distante circa 500 km dalla costa). Queste isole sono abitate da una popolazione di origine e di lingua inglese, in possesso della cittadinanza britannica. Nel 1833 la flotta britannica prese possesso delle isole Falkland e, dunque, nel 1983 si sarebbero dovuti festeggiare i 150 anni della loro occupazione. I problemi attorno a queste isole non sorsero però in Gran Bretagna in cui, come abbiamo visto, le persone comuni non sapevano nemmeno dove fossero situate; in Argentina, invece, questo anniversario suscitò un certo nervosismo. L’avvicinarsi di questo 150° anno di occupazione delle Malvinas, in Argentina faceva pensare e discutere. In questa Nazione, fin dal 1833, si indottrinò il popolo a rivendicare, un giorno, le Malvinas e a farle tornare sotto la propria giurisdizione. Questo arcipelago, aveva assunto una importanza simbolica non indifferente per il popolo argentino e l’avvicinarsi dell’anniversario generava tensioni sempre più forti, oltre che una grande apprensione per il riscatto.

Nel Dicembre del 1981, i capi di Governo argentini pensarono di dover fare qualcosa. Chi erano costoro? Non c’è bisogno che impieghi molto tempo per descriverli: erano i generali, i fautori di una delle più sanguinarie dittature contro la sinistra e i comunisti, per esempio. Gli stessi dei Desaparecidos o della Guerra Sucia (Guerra Sporca). Nel 1981 la situazione in Argentina era disastrosa. La dittatura era al suo minimo storico di popolarità, l’economia argentina era al suolo (l’inflazione toccava picchi del 600%). Oltre alla crisi economica, si stava aggiungendo poi una crisi di Governo poiché, nonostante la dittatura reprimesse ogni forma di protesta, i sindacati riempivano le piazze. Vi erano le Madri di Plaza de Mayo che ogni giovedì a Buenos Aires, davanti al palazzo presidenziale, chiedevano dove fossero finiti i loro figli.

Un immagine del generale Leopoldo Galtieri
Leopoldo Galtieri (1926-2003) fu un Generale argentino, fra coloro che cospirarono contro il Presidente Isabel Martínez de Perón e che parteciparono al colpo di Stato del 1976

Nel dicembre del ’81, il generale Galtieri prese il potere e si autoproclamò Presidente dell’Argentina a vita, con poteri assoluti. Egli fu benedetto dal Governo americano (come del resto i suoi predecessori) che definì questa dittatura <<un baluardo contro il comunismo>>. Il piano di Galtieri per sistemare la faccenda era molto semplice: occupare le Malvinas. Era un rischio per Galtieri su cui scommettere poiché il popolo argentino, travolto da una pioggia di patriottismo, avrebbe dimenticato ogni cosa (e per un breve periodo questo accadde), ma soprattutto pensava, o sperava che l’Inghilterra non avrebbe avuto la voglia e il coraggio di fermare questa occupazione per svariati motivi, primo fra tutti perché gli anche Stati Uniti erano amici degli argentini. Il Ministero degli Esteri inglesi non aveva previsto nulla e, di fatti, la notizia della possibile presa delle Falkland cadde come un fulmine a ciel sereno sulla capitale britannica. Un giornalista inglese accusò il Ministero di avere troppi arabisti, ossia membri troppo attenti ai fatti del medio-oriente per accorgersi di fatti ben più gravi nell’estremo Sud dell’Occidente.

Il Premier britannico, Margaret Thatcher, nonostante fosse rassicurata dal Ministero degli estri, era inquieta per via delle poche notizie che giungevano dal Sud dell’Atlantico. Oggi la Thatcher è considerata un importantissimo personaggio storico, di grandissimo rilievo. Le sue riforme hanno plasmato questo nostro mondo. Le liberalizzazioni, la lotta ai sindacati e la distruzione del loro potere, oltre che le privatizzazioni. Purtroppo per lei, nel 1982 la Lady di ferro non aveva ancora vinto nessuna delle sue battaglie e, anzi, era schiacciata da molteplici avvenimenti che minavano alla propria “sopravvivenza” politica.  Un evento su tutti e che dette non pochi grattacapi al Primo Ministro, consumatosi pochi mesi prima della guerra delle Falkland: i fatti irlandesi. I detenuti nordirlandesi iniziarono infatti uno sciopero della fame, lasciandosi morire nel tentativo di ottenere condizioni carcerarie migliori ed essere riconosciuti come prigionieri politici. Margaret Thatcher negò questi privilegi. Al termine di questa protesta morirono in dieci, fra cui il celebre Bobby Sands.

Dopo alcuni eventi spiacevoli avvenuti a Marzo nella Georgia del Sud (un altro arcipelago britannico nell’estremo meridione dell’Atlantico), dove alcuni argentini innalzarono la bandiera del proprio Stato, la signora Thatcher decise di aprire un negoziato e lo affidò al Ministro degli Esteri Lord Peter Carrington (che diverrà poi Segretario Generale della NATO). Il 24 Marzo, Lord Carrintong era turbato dal clima argentino. La stampa ispanica continuava ad insultare gli inglesi ed a sbeffeggiarli, creando fortissime tensioni. Per questo dovette informare la Thatcher che la prospettiva di un dialogo era molto lontana, mentre sarebbe stato molto meglio avviare un confronto. Il 26 Marzo, Galtieri diede il via all’invasione delle Malvinas (Operación Rosario). L’evento era segretissimo e lo sbarco fu previsto per il 2 di Aprile. Di tutto canto la Thatcher, insospettita dal clima sempre più teso e con il bisogno di mostrarsi forte agli occhi di Galtieri, il 29 Marzo mandò un sottomarino nucleare, diretto alle Falkland (ci metterà 15 giorni ad arrivare).

Un'immagine del Presidente degli Stati Uniti, Ronald Regan
Il Presidente degli Stati Uniti Ronald Regan (1911-2004), in carica dal 1981 al 1989

Il 31 Marzo, il Ministro della Difesa britannico ordinò una riunione d’urgenza con tutti i Ministri, poiché un report degli agenti segreti statunitensi confermò di aver visto la flotta argentina navigare verso le Falkland, carica di armi e provviste. Il Ministro della Difesa confermò alla Thatcher che, nel caso gli argentini avessero preso le Falkland, sarebbe stato poi impossibile per la Gran Bretagna poterle riprendere. Al Primo Ministro si rizzarono i capelli. La sua fama era al minimo ed era quasi sicura che avrebbe perso le prossime elezioni. Ciò sarebbe stato un colpo troppo duro e Margaret ordinò tassativamente che l’Inghilterra non avrebbe perso le Falkland e, se gli argentini le avessero conquistate, la Gran Bretagna le avrebbe dovute riprendere con ogni mezzo a disposizione. Margaret, quella sera ordinò all’ammiraglio di riunire la flotta con le componenti idonee per un’eventuale ripresa dell’arcipelago. In seguito mandò un telegramma a Regan. chiedendo di intercedere con l’Argentina, nella speranza di indurli ad abbandonare tali velleità bellicose, o quantomeno di prendere del tempo:

<<Caro Ron, sarai al corrente delle informazioni inquietanti dei nostri e vostri servizi segreti, per cui la marina argentina si starebbe preparando a invadere le Falkland entro 48 ore. […] Puoi parlare urgentemente al presidente argentino e chiedergli di non autorizzare nessuno sbarco? Tanti cari saluti. Margaret>>.

Un'immagine della Lady di ferro, Margaret Thatcher
Margaret Thatcher (1925-2013), soprannominata “The Iron Lady”, è stata una politica britannica. Fu Primo Ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990

A questo punto, fu fatto entrare un nuovo giocatore: la Casa Bianca. Regan telefonò a Galtieri, che non si fece trovare. Dopo svariati tentativi, il Presidente argentino rispose. Grazie al diario di un funzionario della Casa Bianca, che ascoltò la telefonata, oggi conosciamo le parole che Regan disse a Galtieri. Il funzionario annotò che Galtieri era irrispettoso e non lasciava finire di parlare l’interlocutore, usando un accento inglese simile a quello di un boss mafioso. Il Presidente americano, continua a raccontare, parlò con grande eloquenza, ma il macismo degli argentini avrebbe avuto la meglio. Regan, dopo aver visto i suoi sforzi sfumare contro la cocciutaggine di Galtieri, riunì un Consiglio dei Ministri per decidere che posizione avrebbero dovuto assumere gli USA. Buona parte di essi pensò che fosse bene non intromettersi, ma trionfò la linea interventista. Regan scrisse, dunque, un telegramma rivolto a Margaret Thatcher:

<<Cara Margaret, ho appena parlato a lungo con il generale Galtieri sulla situazione nelle Falkland. Gli ho trasmesso la mia preoccupazione personale sulla possibilità di un’invasione argentina. Il generale mi ha ascoltato ma non ha preso nessun impegno. Anzi, mi ha lasciato con la chiara impressione che ormai si sono imbarcati nel conflitto armato. Mentre, la nostra politica, sulla questione della sovranità delle Falkland, è di neutralità, non saremmo neutrali nel caso in cui l’Argentina usi la forza militare. Tante buone cose. Ron>>.

La Thatcher, a quel punto, era consapevole che gli argentini non si sarebbero più fermati, ma che gli americani non li avrebbero coperti, anzi, se questi avessero fatto gli spavaldi, l’America avrebbe aiutato l’Inghilterra. Nelle sue memorie la Thatcher sottolineò, in modo spregevole, la troppa apprensione del proprio Ministero degli Esteri, dato che non le fu mai d’aiuto, anzi si dimostrò sempre la voce troppo tenue in un momento in cui servivano i muscoli.

<<Mi hanno fatto tutta una serie di osservazioni, che dimostravano la flessibilità di principi, caratteristica di quel ministero. Mi hanno parlato: dei rischi per gli inglesi in Argentina, del problema di ottenere il supporto dell’ONU, la poca fiducia della Comunità europea e degli Stati Uniti d’America, il rischio di un coinvolgimento sovietico, il pericolo di essere visti dal mondo come una potenza coloniale. Tutte cose giuste, ma quando sei in guerra non puoi permettere che le difficoltà dominino il tuo pensiero. Devi andare avanti, con la volontà di ferro di superarle. E comunque qual era l’alternativa? Che un dittatore qualunque o un dittatore da operetta dovesse governare i sudditi della Regina? E prevalere con l’imbroglio e la violenza? Non finché io ero Primo Ministro>>.

Il 2 Aprile, mentre gli argentini presero le Falkland, la Thatcher dovette affrontare il Parlamento britannico. La Camera dei Comuni era affollatissima e la Primo Ministro tenne un grandissimo discorso, nel tentativo di convincere ogni singolo parlamentare ad offrirle la fiducia verso tale missione. Riuscì ad ottenere la maggioranza in Parlamento per far partire la flotta (radunata precedentemente dall’ammiraglio, sotto suo ordine specifico), ma sapeva benissimo che la questione non era ancora fatta. In pochi sarebbero voluti andare fino in fondo, conducendo la Gran Bretagna in guerra. La vera maggioranza avrebbe soltanto mobilitato la flotta, con la presunzione di spaventare Galtieri e, la Thatcher, sapeva che ciò non sarebbe bastato. Ci fu un sondaggio tra il popolo inglese che decretò un risultato sorprendente: l’80% del popolo era favorevole a riprendersi le Falkland con la forza.
Alle numerose richieste, di vari parlamentari, per sapere se l’Inghilterra fosse in guerra o meno e, se lo fosse, si sarebbe dovuta fare una dichiarazione ufficiale, la Thatcher, in linea con il Ministero degli Esteri, disse che non ce n’era bisogno. I tempi erano cambiati. Non siamo più nel 1939, ad esempio, dove era necessaria una dichiarazione (anche zeppa di menzogne), ora si è più cinici e furbi. La dichiarazione ufficiale poteva essere omessa.

Un'immagine di Lord Peter Carrington insieme a Margaret Thatcher
Da sinistra verso destra: Lord Peter Carrington, Margaret Thatcher

Il Ministero degli Esteri, però, non voleva per davvero arrivare ad una guerra, mentre la Thatcher si sarebbe spinta fino al gesto massimo. A questo punto, Lord Peter Carrington si dimise dal suo incarico, poiché se la missione era stata affidata a lui, la Lady di ferro continuava imperterrita ad intromettersi, deviandolo così il percorso pacifico scelto dal Ministero.

Si arrivò ai pochi giorni precedenti allo sbarco inglese e, dai rapporti dei servizi segreti USA, si evinceva che il morale degli argentini  era crollato, nonostante la stampa continuasse a spacciare una ferma e risoluta voglia di scontrarsi con l’Inghilterra. I ceti medio alti e alcuni politici erano, invece, letteralmente nel panico. Si scoprì, sempre dai rapporti USA, che la stragrande maggioranza dei politici riteneva la conquista delle Falkland un colossale errore e che, in ogni caso, l’Argentina avrebbe perso e per Galtieri sarebbe la fine della sua politica. In molti, addirittura, cominciarono a reputare Galtieri e i suoi collaboratori come degli incompetenti ed incapaci.

In poche settimane gli inglesi trionfarono. La guerra costò mille morti (649 argentini, 258 inglesi, 3 civili delle Falkland). La guerra che tra l’altro non fu mai dichiarata, perciò non occorreva nemmeno fare alcun un trattato di pace. Il 14 Giugno, le truppe argentine si arresero e la loro bandiera, nell’arcipelago, venne ammainata. Quattro giorni dopo, Galtieri si dimise. La dittatura tentò di mettere un altro generale, ma non riuscì più a stare in piedi. La dittatura dei generali era finita con le Falkland e il successore di Galtieri fu costretto a concedere delle libere elezioni.

Questa guerra fallimentare distrusse dunque la dittatura argentina, creando il mito della Lady di Ferro: Margaret Thatcher, dopo questo conflitto, diverrà il politico che tutti noi oggi conosciamo.

Stravinse le elezioni del 1983 ed esportò (come detto prima) il thatcherismo per il bene o per il male di questo nostro mondo contemporaneo.

 

falkland

 

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Fonti:

Conferenza prof. A. Barbero

A. Caminiti, La guerra delle Falkland: 1982, Genova, liberodiscrivere, 2007

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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