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La donna italiana: tra gli stereotipi e la lotta per la dignità

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Little Italy, Recenti

arton217Settembre 2011, proclamato il verdetto: secondo un sondaggio europeo su iniziativa del sito Zoover, le italiane vengono considerate come le donne più seducenti del Continente. Con la loro immagine di femme fatale, così sensuale e testarda, si sono imposte davanti alle regine nordiche della Svezia e le chic francesi. Non è affatto sorprendente se si considera l’immagine della donna del Bel Paese non soltanto dall’industria del cinema, ma anche dalle stesse italiane. Interessiamoci, innanzitutto, al primo dei due fattori: il cinema italiano, grande gloria europea nella sua età dell’oro negli Anni ’60-’80. Dall’insolente sensualità di Gina Lollobrigida e Sophia Loren,  al delizioso candore di Claudia Cardinale e Ornella Muti, fino al totale dominio di Monica Bellucci sul concetto di bellezza senza tempo. Ogni decennio ha sacralizzato ed esportato il fascino della donna italiana come rappresentazione assoluta della femminilità.

Ma cosa definisce, esattamente, questa nozione di “femminilità” che ci viene associata in un modo quasi incosciente e automatico? Scorrendo le diverse descrizioni presenti sul web, contenitore moderno dell’opinione pubblica, mi ha colpita una certa monotonia: dai siti che spiegano  <<I migliori motivi per frequentare un’italiana>> ai forum avidi di pareri sulle nostre prestazioni come girlfriends, quasi tutti rivelano lo stesso stereotipo della nostra identità italiana: saremmo delle donne che affermano ed assumono con fierezza la loro bellezza, pur essendo reginette della cucina e della maternità. Rappresentiamo, insomma, la perfetta equazione voluta da una società che sacralizza tanto il ruolo della madre quanto quello della bomba sexy. Una rappresentazione prettamente maschile, poiché pone l’accento sui diversi sogni sulla donna ideale talora ribella e selvaggia, altre volte obbediente e devota.

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Monica Anna Maria Bellucci (1964) è un’attrice e modella italiana

Non vedo alcun problema nel possedere le qualità che il sesso opposto si aspetterebbe, tanto non considero l’emancipazione dagli ideali maschili come una dimostrazione di libertà. Tuttavia, mi sento in dovere di condannare l’ignoranza – quasi voluta – delle lotte condotte per decenni dalla donna italiana, per farsi riconoscere come seria e degna.

In primo luogo, sono rimasta molto affranta nel constatare che mentre la stessa stampa concede alle nordiche una posizione di donne con le identiche conquiste sociali riservate agli uomini, o alle francesi uno statuto di <<donne indipendenti>>, le italiane debbano vedersi invece accantonate alla propria capacità di rappresentare la buona e bella mamma. Non ritengo sia il caso. Perché far passare in sordina l’importante corrente femminista degli Anni ’70, capace di mobilitare decine di migliaia di donne? Perché dimenticare le grandi manifestazioni del 2011, scatenate dal Rubygate, ed ancora lo sviluppo del Movimento Se non ora, quando?.

Non si tratta di pretendere che questi femminismi agiscano in maniera efficace, poiché l’avvento della TV berlusconiana ha reso tutto questo molto più complicato, com’è dimostrato nell’agghiacciante documentario di Lorella Zenardo, dal titolo Il Corpo delle Donne. Non si tratta neanche di difendere un femminismo che, sempre più spesso, confonde l’emancipazione della donna col mimetismo dell’uomo, che equivale a riconoscerne il dominio. Si tratta, piuttosto, di richiedere una seria ed effettiva considerazione della questione femminile. Non si può accettare, con tale disinvoltura, un divario salariale del 5,26% tra uomini e donne o della presenza del (soltanto) 65% delle italiane nel mercato del lavoro mentre quella degli uomini si attesta all’89% (Fonte: Eurostat 2010).

D’accordo piacere agli uomini, ma non il ritrovarmi ad esser modellata secondo delle aspettative che non sono le mie.

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About Léonor Maridat Belotti

COLLABORATRICE | Viaggiatrice di 21 anni, italo-francese. È cresciuta nei Caraibi, poi nel Sud-Ovest della Francia. Adottata da Parigi, trasporta un po' d'Italia ovunque vada. E' disperatamente appassionata di Politica. Ha vissuto per qualche mese a Montréal.

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