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L’8 Marzo del Gattopardo

Pubblicato il Pubblicato in Human Rights, Politica ed Economia, Recenti

Ogni 8 Marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna e quest’anno vogliamo cogliere l’occasione per ricordarci da dove veniamo, noi donne, e soprattutto per riflettere su dove stiamo andando.

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International Women’s Day – Giornata Internazionale della Donna

Leggenda vuole che la ricorrenza nasca nel 1908 come ricordo delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. In realtà però si tratta solo di una storia nata negli anni successivi al 1945. La Giornata Internazionale della Donna nasce ufficialmente negli Stati Uniti il 28 Febbraio 1909: a istituirla ci pensò il Partito Socialista americano, che in quella data organizzò una manifestazione per chiedere il suffragio femminile. Presto le manifestazioni per il suffragio femminile si unirono ad altre rivendicazioni: tra il mese di Novembre 1908 e il Febbraio 1909 migliaia di operaie newyorkesi scioperarono in blocco per giorno per ottenere un aumento del salario e un miglioramento generale delle condizioni di lavoro. Nell’anno successivo, il 1910, l’8° Congresso dell’Internazionale socialista propose per la prima volta di istituire una giornata dedicata alle donne. La data dell’8 Marzo entrò però per la prima volta nella storia nel 1917, giorno in cui le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra dando vita alla <<Rivoluzione russa di Febbraio>>. Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca, quando scelsero l’8 marzo come data ufficiale in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.

Da quel giorno sono stati fatti numerosi passi avanti nella liberazione ed affermazione del genere femminile, ad esempio secondo le stime dell’Unione Europea il tasso di occupazione femminile è cresciuto negli ultimi dieci anni: si è passati dal 58% del 2002 al 63% del 2014, un incremento di cinque punti percentuali. Tuttavia il divario retributivo tra donne e uomini in campo lavorativo continua ad essere un problema, in quanto a livello europeo esso continua ad attestarsi al 16%. La Commissione Europea si è anche posta l’obiettivo di raggiungere il 40% di amministratori donne entro il 2020 in tutti i Paesi dell’Unione, obiettivo che sembra raggiungere i risultati sperati, in quanto da un iniziale 11% nel 2010 si è giunti al 18% nello scorso anno, progressi decisamente maggiori rispetto a quelli del periodo precedente. L’Unione Europea si è impegnata in particolar modo, negli ultimi anni, a rafforzare l’implementazione di progetti che diano un significativo supporto alle organizzazioni locali per la promozione dell’istruzione tra le donne, attraverso aiuti tecnici e finanziari.

Tuttavia è necessario non perdere di vista le prossime sfide.

We're getting there doll.
We’re getting there, doll

Come detto precedentemente le retribuzioni sono da migliorare, un gap del 16% tra lavoratori uomini e donne è un dato non all’altezza di una realtà come quella europea. Inoltre le donne tendono ancora a lavorare molto a tempo parziale, da ciò consegue un divario pensionistico del 40% che deve essere ridotto nel giro dei prossimi anni. Anche il tasso di occupazione può essere migliorato, in quanto ci sono ancora più di 10 punti percentuali di differenza tra i due sessi.

Questo sarà un anno decisivo per le Nazioni Unite. L’anno in cui i Millenium Development Goals avrebbero dovuto avere una definitiva realizzazione all’interno dei contesti più difficili. Tra i MDG ce n’è uno, quello che si focalizzava sull’Istruzione, che merita un’attenzione particolare: nonostante l’accesso alla scuola primaria diventi sempre meno una chimera, e sempre più una realtà, 61 milioni di bambini ancora non ne possono godere, e la maggior parte di loro è composta da ragazze. Spesso si incolpano le Nazioni Unite di essersi focalizzate solamente sull’istruzione primaria, lasciando poco spazio e poca ambizione ai progetti che invece sostenevano anche l’istruzione superiore: per le donne è difficile diventare manager, avere compiti di alta responsabilità. Negli Stati Uniti, il Paese che tra i più avanzati è quello in cui le donne sono più penalizzate nella competizione sul mercato del lavoro, i manager il cui nome è “John” superano, in quantità, le manager di sesso femminile. Stereotipi da combattere e smentire, discriminazioni, assenza di meritocrazia e pregiudizi che contribuiscono a formare quello che i sociologi chiamano “glass ceiling“: una situazione in cui l’avanzamento di una persona in qualsiasi organizzazione viene impedita per motivazioni razziali o sessuali. Molti Paesi occidentali si impegnano per promuovere l’istruzione tecnica (nell’ambito scientifico o ingegneristico) tra le donne, che, per tradizione, cultura o per stimoli ambientali scelgono professioni differenti, ma la strada dinnanzi a noi è ancora lunga.

In Italia, le donne trovano ancora grandissime difficoltà in tanti ambiti. Si pensi all’accesso al lavoro, al diritto alla maternità spesso negato e al mobbing di cui sono oggetto le donne incinte in ambito lavorativo, all’alto tasso di disoccupazione femminile che tuttora è una delle cause principali dell’arretratezza economica del nostro Paese.

Per questo noi crediamo che da questo punto di vista ci sia ancora moltissimo lavoro da fare sia sul piano legislativo che sul piano culturale e sociale del nostro Paese, ma anche che col tempo si possa arrivare ad ottenere i risultati necessari.

 

<<Le donne sono come i camaleonti. Dove si posano prendono colore>>.

(Alberto Moravia)

 

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Le Donne de “La Voce del Gattopardo”

 

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PROFILO MULTIPLO | Sostenere la cultura, in tutte le sue forme, è per noi fondamentale: per questo scriviamo di arte, musica, libri, filosofia, storia e cinema: è da essa che si parte per cambiare veramente le cose, per argomentare con coscienza la realtà che ci circonda. Il titolo dell’opera del celebre Tomasi di Lampedusa è indubbiamente un punto di inizio - quasi provocatorio - da cui partire per dare una svolta con professionalità, cultura, passione e impegno, ignorando i richiami dei finti Gattopardi che mutano le forme, senza cambiare la sostanza delle cose, pur di sopravvivere.

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