Jane with Uruhara pant-hooting, 1996.

Jane Goodall: “radici” e “germogli” di una grande passione

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Fermezza, dedizione, fascinograndi doti comunicative, ma soprattutto un’inesauribile passione accompagnano da sempre la celebre primatologa britannica Jane Goodall. La sua missione, scientifica ed “ambientale”, ebbe inizio sulle sponde del Lago Tanganyika (Tanzania-Africa Occidentale) nell’Estate del 1960 e da quel momento in poi la ricerca sugli scimpanzé – così come la tutela ambientale – non avrebbe più potuto fare a meno di lei.

Dopo aver conseguito la laurea in etologia all’Università di Cambridge (1965) Jane istituì il Gombe Stream Research Centre, grazie al quale le sue importanti scoperte scientifiche poterono gettare solide basi per gli studi futuri sui primati. Inoltre, nel 1977 fondò il the Jane Goodall Institute per favorire e sostenere le ricerche sul campo, legate principalmente ai progetti di conservazione degli scimpanzé e il loro habitat, così come quelli volti all’educazione ambientale e interculturale. Il vasto impegno di ampio respiro di Jane ha fatto sì che Il Jane Goodall Institute diventasse un’organizzazione non-profit internazionale, dislocata in ventuno Paesi del mondo, quali Austria, Australia, Belgio, Canada, Cina, Congo, Francia, Germania, Giappone, Kenya, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Singapore, Spagna, Sudafrica, Svizzera, Taiwan, Tanzania, Uganda, USA.

Le osservazioni sul campo e la vita a stretto contatto con gli scimpanzé rappresentarono il pane quotidiano per Jane Goodall fino al 1986, anno in cui si rese conto che il mondo e la sua realtà stavano cambiando radicalmente: l’intervento umano stava distruggendo ambiente e animali, non solo nella sua Africa, ma anche nel resto del mondo.

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La condizione umana e delle popolazione indigene rappresenta difatti il punto di partenza essenziale per sviluppare ed incentivare attività e progetti orientati principalmente sulla salvaguardia ambientale e sul rispetto degli ecosistemi. Infondere conoscenza e informazione, insieme a dialogo e collaborazione attiva, sono la linfa vitale che alimenta e fa crescere le radici di “Roots and Shoots” in tutte le sue declinazioni

Da allora in poi il suo brillante impegno l’ha portata in giro per il mondo tra conferenze e pubblicazioni, anche in qualità di Messaggero di pace delle Nazioni Unite. Le numerose battaglie che Jane conduce non sono però delle utopiche e retoriche visioni di un mondo migliore, bensì mirano a concretizzare l’impegno attivo delle nuove generazioni in difesa dell’ambiente, sia inteso come habitat naturale, sia come patrimonio storico e culturale. Secondo la scienziata, i bambini ed i giovani rappresentano, pertanto, le <<sole speranze di un’inversione di tendenza che possa salvare il pianeta>>.

E proprio l’inesauribile entusiasmo ed il desiderio di cambiamento insito nei giovani sono le radici del progetto Roots and Shoots (per l’appunto Radici e Germogli), fondato nel 1991 in Tanzania durante un incontro tra Jane ed un gruppo di dodici giovani studenti, appassionati e desiderosi di dare il proprio contributo nella risoluzione di problematiche ed emergenze, non solo ambientali. Da quel momento in poi le radici del progetto si sono rafforzate ed estese, fino ad essere presenti in 130 Paesi del mondo, mentre i germogli fioriscono sotto forma di associazioni guidate da tematiche ed obiettivi comuni, nelle scuole primarie e secondarie e nelle università.

Il rispetto e la salvaguardia di ambiente e specie animali non sono però gli unici punti cardine del progetto, ma procedono di pari passo con la tutela della “biodiversità” storica e culturale. I gruppi ed i progetti di Roots and Shoots hanno infatti alla base tre principi fondamentali che si collegano e si alimentano a vicenda: conoscenza, compassione ed azione.

Nella critica situazione attuale, Jane rappresenta così un esempio luminoso e positivo, non solo per aver aperto le porte, per così dire, del mondo scientifico, da sempre appannaggio degli uomini, alle donne, ma per il costante sostegno a giovani donne e uomini desiderosi di occuparsi di ambiente e di scienza. Per dirlo con parole sue: <<Although the efforts each of us makes may seem small, the result of our combined efforts makes the world a better place for all living things. Together we can make a difference>>. (Sebbene l’impegno di ciascuno di noi possa apparire piccolo, il risultato combinato dei nostri sforzi fa sì che il mondo sia un posto migliore per tutte le cose viventi. Insieme facciamo la differenza).

Il singolo individuo, inserito in un gruppo coeso è, così, ancora una volta, la forza motrice di un cambiamento di rotta verso un futuro più rispettoso dell’ambiente.

Non solo in quanto donna, ma soprattutto in quanto donna appassionata vorrei concludere riprendendo una dichiarazione di Jane riguardo alle donne: <<hanno una marcia in più: hanno la testa, ma anche il cuore e in campo scientifico (e io aggiungerei, non solo in quest’ambito) di questo c’è davvero bisogno>>.

 

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“Roots creep underground everywhere to make a firm foundation. Shoots seem very weak, but to reach the light, they can break open brick walls. Imagine that the brick walls are all the problems we have inflicted on our planet. Hundreds of thousands of roots & shoots, hundreds and thousands of young people around the world, can break through these walls. We CAN change the world” – Jane Goodall Phd, DBE

 

<<When informed and empowered, young people can truly change the world one project at a time!>> (http://english.rootsandshootstz.org/about/)

 

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About Roberta Ghiglietti

COLLABORATRICE | Viaggiatrice, sognatrice, amante della natura ed appassionata di tematiche "ambientali e non". E' nata nel 1990, nel cuore della nebbiosa pianura padana, in Provincia di Lodi. Laureata in Lingue Straniere e Politiche Europee ed Internazionali presso l'Università Cattolica di Milano, grazie al programma di doppia laurea con la Martin Luther Universität di Halle-Wittenberg ha maturato un'esperienza annuale di studio in Germania, che le ha permesso di svolgere un intenso ed appassionante stage di sei mesi nel Parco Nazionale della Foresta Bavarese, a stretto contatto con la natura.

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