Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Camera durante l'nformativa urgente sulle linee di attuazione del programma di Governo, Roma 16 settembre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Italicum: chi ci guadagna?

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E’ stato un iter lunghissimo, non senza tensioni e rotture, ma alla fine il Premier/Segretario ce l’ha fatta: lItalicum è legge.

parlamentoLa legge che manda definitivamente in pensione l’incostituzionale Porcellum, approvata al Senato il 27 Gennaio, è stata nuovamente approvata nella medesima camera con 334 voti favorevoli in un’atmosfera surreale fatta da un’aula semi-vuota, a causa dell’Aventino delle opposizioni a cui si è aggiunto il voto contrario di una parte della cosiddetta minoranza del PDL’Italicum entrerà in vigore da Luglio 2016, data in cui si prevede che il Governo porterà a casa la riforma del Senato, e disporrà un premio di maggioranza  per la lista che supera il 40% dei voti, sbarramento al 3%, capilista bloccati e voti di genere per favorire l’inserimento delle donne all’interno del Parlamento.

In particolare, come ben riassunto da Il Fatto Quotidiano il 04/05, la legge si snoda attraverso diversi punti nevralgici:

– La legge vale solo per la Camera ed entrerà in vigore solo nel Luglio 2016, data in cui si presume approvata la riforma costituzionale che prevede un Senato non più elettivo ;

– L’Italicum è un proporzionale che assegna un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40%. Se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno tra i due partiti più votati, per l’assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla base della percentuale di voti ;

– Entrano alla Camera tutti i partiti che abbiano superato il 3% ;

– L’assegnazione dei seggi della Camera avviene proiettando le percentuali dei partiti ottenuti a livello nazionale su 100 collegi, in ognuno dei quali sono eletti 6-7 deputati ;

– Nei 100 collegi ciascun partito presenta una lista di 6-7 candidati: il capolista è bloccato (cioè viene eletto automaticamente se scatta il seggio), mentre le preferenze valgono solo per gli altri candidati .

Una delle battaglie più importanti che ha determinato la spaccatura all’interno del PD è stata la decisione di bloccare i capilista (che saranno 100), creando una forte disparità all’interno della Camera tra deputati eletti e non eletti. Mentre per il M5S il premio di maggioranza risulta eccessivamente spropositato e crea una sproporzione di grande entità. Il sistema (s)proporzionale che costituisce le nuove regole del gioco per gli elettori diventa un argomento delicatissimo a cui deve essere dedicata un’attenta analisi: in altre parole, chi ci guadagna?

Apparentemente il più grande beneficiario sembra essere solo il Partito di Matteo Renzi, che mira a raggiungere quel 40% già superato alle elezioni europee; in realtà, ad una analisi più profonda, i beneficiari possono essere altri partiti: il M5S che adesso può ambire al ballottaggio e, quindi, ad una chance vera di provare a governare il Paese. Ci guadagnano anche NCD di Alfano e SEL di Vendola, che non rischiano di sparire grazie ad una soglia di sbarramento molto bassa (3%). In fin dei conti, anche Forza Italia ottiene ciò che voleva: le preferenze che permettono a Silvio Berlusconi di mantenere alla Camera alcuni dei suoi fedelissimi. Dall’altra parte, il grande scontento potrebbe risultare Matteo Salvini che, con questo meccanismo, vedrebbe dimezzata la grande forza elettorale della Lega soprattutto al Nord e sarebbe costretto a trovare sempre più consenso al Sud, o a cercare una clamorosa (o forse neanche tanto) alleanza con altri partiti del Centrodestra.

Infine si iscrivono al partito degli scontenti i cosiddetti dissidenti del PD, schiacciati dal decisionismo di Renzi e da un meccanismo, se vogliamo, ancora più ancorato alle segreterie di partito rispetto al passato e, quindi, fortemente negativo per i 38 della minoranzaSembrerebbero guadagnarci più o meno tutte le parti in gioco a questo punto, ma forse c’è chi è soddisfatto più di altri: il Premier Renzi, che di fatto annulla la parte dissidente del suo partito, rende nulle le eventuali opposizioni e può disporre, se la riforma del Senato andrà in porto, di un Senato di rappresentanti della politica locale (quasi tutti praticamente del PD e renziani).

Intanto dal Governo si affrettano a dichiarare che <<questa legge garantirà al Paese di essere governato per cinque anni>>. Sì, da lui.

Matteo-Renzi

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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