Papa Francesco in viaggio in Turchia

Il Papa che non porge l’altra guancia

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Una foto di Papa Francesco
Papa Francesco

Settimana scorsa, abbiamo tutti assistito alla frase poco cristiana di Papa Francesco. Dopo una discreta serie di domande, un giornalista francese ne pone una abbastanza complessa, citando una predica fata dal Papa la Domenica precedente. In sostanza, chiese fino a che punto la libertà di religione e di espressione potessero convivere, contando che ambedue sono principi umani fondamentali. Il Pontefice sottolinea immediatamente i due sacrosanti diritti di professare liberamente il proprio credo e di poter esprimere le proprie idee, altrettanto liberamente. Sapientemente ricorda la Strage di San Bartolomeo.
Per chi non conoscesse questo evento, deve sapere che avvenne nel lontano 1572 a Parigi (il Papa voleva instaurare un parallelismo con i fatti di Charlie Hebdo) e i colpevoli di tale crimine furono i cristiani cattolici che, in soli due giorni, uccisero un numero colossale di protestanti calvinisti. Si parla di cifre che oscillano fra i 5 mila e i 30 mila omicidi. I protestanti, dopo aver subito tale crimine, definirono il cattolicesimo un credo sanguinario e traditore. Il Pontefice, dopo aver condannato i vari crimini delle guerre religiose, passa al secondo punto della domanda: la libertà di espressione, sottolineando che l’individuo non ha soltanto il diritto di dire ciò che pensa, ma anche l’obbligo. L’obbligo inteso per attuare un miglioramento comune. Infatti, subito giunge il paragone con i politici che, se vengono a meno nel dire ciò che credono possa aiutare per il bene comune, vengono a meno nei loro compiti. Dettò ciò, però, è anche opportuno per il Papa non offendere, ed eccoci alla fatidica frase:

<<E’ vero che non si può reagire violentemente, ma se Gasparri, grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, ma gli aspetta un pugno! Ma è normale!>>.

Ovviamente non siamo qui a far finta di nulla, a giocare con un Papa in versione Fight Club. La frase è chiaramente una metafora, che non legittima la possibilità di uccidere, ma del malmenare sì. “Se venite qui e offendete la nostra Chiesa, non vi si uccide, ma un cazzotto ve lo prendete“. Personalmente, ritengo quindi la frase molto simpatica da un lato e molto tragica dall’altro. Simpatica perché questo Papa ci ha abituato, oramai, ad un lato molto umano (nel senso che pare aver perso quell’aura di santità, a vantaggio di una più umile sembianza umana) della sua figura e, dunque, sentire il Papa parlare così, non può che far sorridere. D’altro canto, se anche il successore di San Pietro smette di predicare il “Porgi l’altra guancia”, possiamo definitivamente constatare la deriva del linguaggio del nostro tempo.

Ebbene sì, non è colpa del Papa, è il mondo che va verso questa direzione. La nostra è un’epoca buia, dove non c’è spazio per articolate discussioni. Alla gente piace sentire discorsi nudi e crudi. Piace sentir parlare persone decise e autorevoli che sappiano sempre cosa  sia giusto fare e che sia un vaffanculo alla Kasta, un dito medio agli immigrati o un pugno a chi offende il Cattolicesimo, poco importa. L’importante è sentire questi bei discorsi da bar.

Una foto di Don Camillo, intento nel disputare un incontro di boxe
Una foto di Don Camillo, intento nel disputare un incontro di boxe

Anche il Papa non si è potuto tirare indietro da questa moda, oppure, ancor peggio, questo Papa esiste solo perché c’era bisogno di una figura come lui in questo momento storico. E’ sempre più chiaro che per chi pretende, o crede, di rappresentare una fazione “popolare”, debba prendere lo stesso linguaggio, chiuso e ottuso, e forse un po’ troppo passionale, per risultare simpatico e credibile. Mi accodo a quanto detto da Massimo Gramellini nel suo Buongiorno. Il Papa, ha ragione lui, è un sottile argomentatore e sa perfettamente quel che vuole dire e quel che vuole intendere e, ancor più tristemente,  sa perfettamente a chi, quella frase, avrebbe generato orgoglio e legittimazione. In sostanza, forse non voleva dire ciò, ma il paragone è lampante. I vignettisti di Charlie Hebdo non meritavano la morte, ma un bel cazzotto sicuramente sì, o quantomeno una punizione esemplare che li allontanasse dalla giusta o sbagliata voglia di prendere in giro con la satira le religioni e tanto altro. Premettendo che non sono un credente, vedo nel Papa la stessa deriva di linguaggio che avviene nella politica, con quei fantocci di carta che, per restare sulla cresta dell’onda, vanno in qualche bar di provincia ad apprendere delle “sagge” massime di persone che oltre il loro naso sicuramente non riescono a vedere.

Certamente, nella vita serve pure un po’ di pepe, ma la violenza è sempre colpevole, sia che questa possa essere la minaccia di un Salvini verso gli immigrati e la sua voglia di salire su una nave della Marina Militare, lasciando al lettore la fantasia di proseguire con il sopraffino ragionamento, o al Santissimo pugno papale sul grugno di chi offende i nostri affetti più cari.

Sì, questa è la deriva del dialogo contemporaneo. Si è abbandonata la voglia di migliorarci con ragionamenti, pensieri e cultura, a vantaggio di una più rapida e diretta sequela di parole che variano dall’offesa alla discriminazione e, più spesso, alla violenza. Se anche il Papa, battagliero per natura (d’altra parte è un gesuita), abbandona la clemenza e la misericordia, allontanandosi dal porgere l’altra guancia per avvicinarsi al “Ora mi alzo le maniche e ti aspetto fuori!” cosa ci resta di positivo?

Ora che un atto forte è stato pure legittimato dalla Chiesa, come possiamo stare tranquilli? Ripeto, il Papa non avrà voluto dare questa idea, ma questo è quanto sia trapelato da tali parole.

 

 

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Si è laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

Un pensiero su “Il Papa che non porge l’altra guancia

  1. salve…. io credo che non si possa vedere tutto bianco o tutto nero…… esistono moltissime sfumatura in mezzo…. e vanno colte. Sono certo che il Papa per se stesso porgerebbe l’altra guancia mille volte. in questo caso, (ecco la sfumatura che voglio cogliere!) , per la sua mamma non la porge….. Infatti Cristo porgeva l’altra guancia per se stesso. non certo per la Madonna.

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