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I Pulp: essere inglesi negli anni ’90

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Regno Unito. Un Paese con un capitale umano di proporzioni immani. Ma soprattutto, un Paese che (almeno dal punto di vista musicale) non hai mai deluso. Sarà la Beatlemania che fece innamorare gli Stati Uniti dei quattro caschetti di Liverpool, sarà lo snobismo tipicamente british verso le manifestazioni di stampo continentale (ora anche mondiale) come l’Eurovision Song Contest che non fanno altro che aumentare il magnetismo – nel bene o nel male, ma del resto l’importante è che se ne parli – della monarchia inglese, sarà che la qualità della musica nata nei casolari dai mattoncini rossi, che svettano tra le ciminiere di Manchester o di Southampton, ha raggiunto livelli impareggiabili.

Ancora una volta, ho deciso di puntare i riflettori sugli anni ’90. Questa meravigliosa decade così contraddittoria, che regalò al mondo dei veri e propri capolavori, fu attraversata da tragedie personali come quella di Kurt Cobain, da battaglie a colpi di musica e “frecciatine velenose” come quella tra i Blur e gli Oasis, e dal boom dell’AIDS che entrava a far parte bruscamente delle vite di numerosi artisti indimenticabili. Il Regno Unito degli anni ’90, figlio di Jimmy Page, dei Kinks e di David Bowie faceva sentire ancora una volta, prepotentemente, la propria voce ed il riff delle proprie chitarre, che fossero sul palco di Glanstobury o attraverso gli americanissimi schermi di MTV.

Jarvis Cocker, frontman dei Pulp.
Jarvis Cocker (1963) è un musicista britannico, conosciuto principalmente per essere il cantante dei Pulp. E’ frontman della band in questione

A Sheffield c’erano loro, i Pulp. Quella cittadina, famosa per le fabbriche di posate e per lo spirito operaio anti-Thatcher dei suoi minatori, offriva dello spazio per sognare anche a chi desiderava intraprendere lo stesso percorso delle grandi band del passato. Nascevano ufficialmente nel 1978, ma conobbero il successo solamente a cavallo degli anni ’90, tra il 1992 e il 1996, approfittando dell’onda del Britpop insieme ai Suede ed ai già citati Blur ed Oasis. Il loro frontman era un ragazzo che visse la sua adolescenza negli anni ’70, il pittoresco Jarvis Cocker, il quale aveva solo 15 anni quando diede forma a quel progetto che, inizialmente, aveva l’altisonante nome di Arabacus Pulp.

Se ho utilizzato l’aggettivo “pittoresco”, un motivo c’è. Anzi, ce ne sono tanti. Eccone uno.

Il vivace Jarvis decise di saltare sul palco durante un’esibizione di Michael Jackson, nel 1996, come segno di protesta: l’ex Jackson 5 aveva deciso di dare ancora una volta alla sua performance un tono decisamente particolare, circondandosi di bambini adoranti (sappiamo cosa è successo…) ed un rabbino, come una sorta di Cristo del XX secolo. Il frontman dei Pulp fu interrogato dalla polizia, ma venne poi rilasciato senza alcuna conseguenza sulla fedina penale.

Noel Gallagher, amico di Jarvis Cocker e frontman degli Oasis
Noel Gallagher (1967) è un cantautore e chitarrista inglese, amico di Jarvis Cocker. E’ stato il frontman degli Oasis

E le reazioni? L’orgoglio inglese si fece sentire più che mai e nelle forme più disparate, come se tutti avessero nascosto fino a quel momento un’antipatia non indifferente nei confronti di Michael Jackson. La quale, ora, poteva essere sfogata grazie al coraggioso Jarvis. Le reazioni della stampa guidarono questo andazzo: il magazine musicale più antico al mondo, il Melody Maker, contribuì a fare di Cocker una sorta di eroe, suggerendo di conferirgli il titolo di baronetto. Noel Gallagher, amico dei Pulp e protagonista indiscusso della scena musicale inglese, nella seconda metà degli anni ’90 affermò conciso: <<che credeva di fare Michael Jackson venendo in questo Paese dopo tutto quello che ha fatto (e credo che tutti sappiano di cosa sto parlando), vestito di bianco, cioè, come se fosse il Messia, voglio dire, ma chi si crede di essere? Me?>>.

In ogni caso, la band rimarrà nel cuore di tutti con un singolo che scalò le classifiche europee: Common People, così come il tema trattato che, con un titolo così emblematico e carico di significati, non poteva non suscitare empatia in quegli animi proletari che popolavano la nativa Sheffield e le altre città inglesi. Eh sì, proprio loro. Le persone comuni. I veri campioni, secondo Freddie Mercury. La protagonista di questa canzone è, però, una ragazzina viziata la cui identità, come si saprà successivamente, appartiene alla moglie del Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, vale a dire la ricchissima Danae Stratou. La ragazza, compagna di corso di Jarvis, ha sempre condotto una vita agiata, tra il lusso sfrenato e le scuole di prestigio. Ora, però, manifesta una certa curiosità nei confronti di quelle strane persone che hanno addirittura bisogno di lavorare per poter mantenersi. Chiede dunque al nostro Cocker di aiutarla nel suo intento: vivere, almeno per un giorno, come una di loro. <<Possiamo cominciare dal supermercato!>>, dice l’artista. Lei non comprende l’assurdità della sua richiesta e si limita a sorridere, tenendo la mano di Jarvis.

Danae Stratou, la moglie di Varoufakis, protagonista della canzone "Common People"
Danae Stratou, moglie del Ministro ellenico Yanis Varoufakis, è protagonista della canzone “Common People”

La canzone termina con una verità inconfutabile: la ragazza non sarà mai come le persone normali, non fallirà mai, perché ci sarà sempre suo padre a disposizione, una soluzione a portata di mano. Allora cosa fare? <<Balla con loro, scherza con loro, ridi delle cose stupide che fai, con loro, e allora forse potrai avvicinarti>>.

Common People ottenne un grandioso successo di pubblico e di critica, oltre che note di apprezzamento da parte dei colleghi musicisti. Dopo l’enorme successo di Disco 2000, la band perse a poco a poco la fama che aveva duramente conquistato dopo 17 anni. Jarvis Cocker tentò una carriera da solista, ma senza far parlare molto di sé. Ciononostante noi tutti lo ricorderemo, senza dubbio, come uno di quegli artisti che rese lo scenario musicale inglese degli anni ’90 uno dei più interessanti di sempre, nel suo tentativo di offrire una validissima alternativa alle band provenienti dall’altra sponda dell’Oceano Atlantico.

Essere inglesi, negli anni ’90, significava poter ammirare dal vivo l’esplosione di creatività che da sempre ha caratterizzato quest’isola. Ma che in quegli anni diede il meglio di sé.

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About Mr. Tambourine Man

Chi è Mr. Tambourine Man? Nessuno lo sa con certezza. Intorno a lui aleggia un'aura di mistero: per alcuni è un ex chitarrista dei Nirvana reso nostalgico dall'età, per altri un giovane rapper dal sound elettronico, per altri ancora una cantante di opera lirica con la passione per la pop dance. O forse lo stesso lettore. Mr. Tambourine Man vi guiderà in un viaggio mistico attraverso la musica.

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