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“I professionisti dell’antimafia”

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I PROFESSIONISTI DELL'ANTIMAFIACon questo titolo Leonardo Sciascia, sul Corriere della Sera, il 10 Gennaio del 1987 pubblicava un articolo nel quale criticava aspramente il comportamento di alcuni magistrati palermitani che dell’antimafia, secondo lui, ne avevano fatto una professione. Una referenzialità, quel quid in più che questi magistrati utilizzavano per ottenere trasferimenti e promozioni senza batter ciglio. Nella burrascosa critica fu travolto il giudice Paolo Borsellino, che ai tempi aveva ottenuto il trasferimento presso la Procura della Repubblica di Marsala, non per ragioni di anzianità di servizio, ma per specifiche competenze professionali nel settore della malavita organizzata.

La critica non passò inosservata. Tant’è che nelle settimane successive, parlare di antimafia a comando, o criticare Sciascia, fu il nuovo compito di molti giornalisti. Ma essa non passò inosservata nemmeno ai diretti interessati. Paolo Borsellino non rispose mai pubblicamente a Sciascia. Giuseppe Ayala però, in un suo libro, cita una frase dell’amico Borsellino: <<La risposta sarà il silenzio. Ho sempre ammirato Sciascia, e continuerò a farlo>>. L’amarezza sarà stata tanta. Ma Sciascia non aveva tutti i torti. L’unico sbaglio che fece fu quello di scagliare le accuse a degli uomini che in futuro avrebbero sacrificato realmente la propria vita, per la legalità e per una Sicilia libera dai soprusi della mafia. Anche oggi, dare del professionista dell’antimafia a chi indossa la toga appare scorretto perché quest’espressione, ormai, è comunemente utilizzata per sbeffeggiare chi davvero utilizza l’antimafia come chiave per aprire la porta del successo. Di certo non mi riferisco ai magistrati del pool trattativa, rinchiusi tra le mura del Palazzo di Giustizia di Palermo, per assicurarci la verità sulle stragi del ‘93 e sulla presunta trattativa che lo Stato fece, e quotidianamente fa, con Cosa Nostra.

Il mio “professionisti dell’antimafia” è rivolto a tutti coloro i quali, tramite questa parola, hanno compiuto la scalata nel mondo della politica. Personaggi che, per mezzo di minacce – chissà se, poi, subite per davvero – hanno intenerito il cuore di migliaia di elettori che, per sentirsi parte attiva del cambiamento della nostra terra, hanno fieramente votato chi dell’antimafia ne ha fatto una scala mobile verso l’affermazione politica. Di professionisti dell’antimafia ne esistono davvero tanti e ce ne sono di tutti i tipi. Ma il vero esemplare, il pezzo grosso della collezione, quello di cui voglio parlarvi, è solo uno: si chiama Rosario Crocetta.

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Rosario Crocetta (1951) è un politico italiano. Ex Sindaco di Gela ed eurodeputato, il 28 Ottobre del 2012 è stato eletto Presidente della Regione Siciliana

Da sindaco antimafia, sbalzato ad eurodeputato (rigorosamente in Commissione Antimafia) per arrivare poi a sedere all’ARS. Il Presidente della Regione Siciliana è il volto dei professionisti dell’antimafia. Le poltrone da occupare, rigorosamente ricoperte da altri volti dell’antimafia; come se un cognome o un’ex carriera in magistratura servirebbero a cambiare le sorti di una Regione in un attimo. Ormai in Sicilia, all’udire dell’assegnazione di nuovi incarichi, se non sentiamo un cognome dell’élite dei professionisti dell’antimafia, quasi ci restiamo male. Viceversa, all’udirlo, ci sentiamo anche più sollevati, come se il problema si fosse risolto già al momento della nomina.

Ma non finisce qui. Un buon professionista dell’antimafia è colui che è capace di far passare il messaggio che se non la si pensa come lui, allora si è mafiosi. Crocetta l’ha fatto, e lo fa in continuazione. L’ha fatto coi giornalisti. Chi non la pensa come lui, allora è un giornalista per le cosche. Chi non la pensa come lui non sa dare informazione. Altro trucco del professionista dell’antimafia è quello dello scalpore delle prime ore: revocare gli appalti truccati. “Meraviglia”, penserete. In effetti, un po’ di scalpore nelle prime ore l’abbiamo avuto. L’illusione che le cose stessero cambiando. Macchè. Siamo nel 2014 e ancora gli appalti pubblici sono figli di tangenti ed accordi con Cosa Nostra. L’unica vera cosa che è cambiata in Sicilia, e che cambia in continuazione, è la sua giunta. Al terzo <<rimpasto perché da qui non mi alzo>>, per rialzare i consensi basta in un comizio, in una pubblica piazza, rievocare i valori dell’antimafia (megafono alla mano) e tutto sembra tornare come prima. Nei momenti di poca audience, per i professionisti dell’antimafia è facile tornare a far parlare di sé: basta una tanica di benzina, un proiettile che arriva come un pacco regalo, una lettera di minacce ed il gioco è fatto. Sicuramente sarò vittima di aspre critiche, dopo questo pensiero. Ma il mio discorso tende a generalizzare, ma non a fare di tutta l’erba un fascio. Il che è differente.

Il confine tra la mafia ed antimafia è sottilissimo. Chi si fa scudo con l’antimafia, non può accusare chi pensa contrariamente di essere un mafioso. La vera mafia consiste nell’additare chi la pensa diversamente da te, come una persona sbagliata. Posso affermare, sinceramente, che mai mi troverò favorevole e concorde ai pensieri di questi professionisti dell’antimafia. Io so che c’è gente che fa davvero antimafia e la fa in silenzio, perché la loro è una vita di merda e solitamente non fa scalpore. Se a loro arrivano delle taniche di benzina, proiettili o lettere di minaccia, a nessuno gliene frega davvero. Ce ne sono tanti e ce ne sono stati tanti. Quando Peppino Impastato cercava di sconfiggere la mafia era solo; lui ed i suoi amici. E basta. Quando Libero Grassi denunciava i suoi estorsori era solo, benché non fosse l’unico commerciante di Palermo a cui chiedevano il pizzo. Otto giornalisti siciliani hanno perso la vita per mano di Cosa Nostra, soli nella loro battaglia contro la mafia. Una battaglia fatta di parole e di inchiostro su carta, che ha fatto davvero paura alla mafia.

Mi preme su tutto, infine, sottolineare ciò che veramente voglio dire a questi professionisti dell’antimafia: concentratevi sui giovani. Se credete veramente nei valori che sbandierate in campagna elettorale, fatelo nelle scuole. Fatelo tra la gente. Se è vero che il vostro principale interesse è quello di una rivoluzione culturale e non di un risultato elettorale, fate antimafia tra i piccoli. La Sicilia ha bisogno di tanti Peppino Impastato, Libero Grassi; di molti Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Nino Di Matteo. Se siete così onesti come cercate di far credere, fregatevene del potenziale voto e cominciate ad investire sul futuro. Su di chi un giorno potrà votare una Sicilia davvero libera dalle mafie.

Forse il mio è un sogno. Ma a volte i sogni si confondono con la realtà. Proprio come accade con la mafia e la finta antimafia.

 

Salvatore-e-Nino-Di-Matteo-

 

 

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About Chiara Grasso

COLLABORATRICE | Classe 1991, studia legge presso l’Università degli Studi di Catania ed è militante nei GD. Il suo sogno è una Sicilia dove si possa respirare il fresco profumo della libertà, liberi dalle mafie.

2 pensieri su ““I professionisti dell’antimafia”

    1. Ciao Francesco,innanzitutto ti ringrazio per aver letto l’articolo in questione e perché segui la voce del gattopardo. Mi preme rispondere al tuo commento perché, in esso, sottolinei la mia militanza nei giovani democratici addirittura ipotizzando una mia presunta confusione. Sono orgogliosa di appartenere ad una organizzazione come quella dei giovani democratici. Nessuna confusione. Parlare di legalità penso che oggi debba essere alla base di ogni cosa, al di là di ogni bandiera ed ideale. Senza determinati valori personali è inutile continuare ad andare avanti. Detto ciò, in un momento di particolare tensione del partito di cui facciamo parte, in una vera e propria crisi d’identità strutturale, la confusione potrebbe essere sentimento di qualcun’altro, ma mai mio. Ho imparato a distinguere tra la buona e la mala politica accompagnando le esperienze alla coerenza ed alla dignità, soprattutto personale, quindi non ho mai esitato e mai esiterò a muovere una critica, anche alle persone a me più care, se io la ritengo giusta. Concludo ringraziandoti ancora per aver letto ” I professionisti dell’antimafia”, per aver espresso la tua opinione e per aver dato vita a questo piccolo scambio di idee. Continua a seguirci, un abbraccio!

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