Borgia (1)

“I Borgia” di Jodorowsky e Manara, tra vizi e perversioni

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Manara-Jodorowsky-BorgiaI Borgia è un fumetto storico-drammatico realizzato dal famoso regista, saggista e fumettista cileno Alejandro Jodorowsky (noto per i suoi film quali La Montagna Sacra, El Topo e L’Incal,opera firmata con la collaborazione di Moebius ai disegni) alla sceneggiature e disegnato dall’italiano Milo Manara (autore di Il Gioco e Le Avventure di Giuseppe Bergman) dal 2004 al 2011, anno in cui l’opera ha visto la sua conclusione. Il fumetto ha già, quindi, la firma di due grandi maestri e nel suo complesso non delude le aspettative, mostrando una bella storia, disegnata magistralmente.

E proprio la storia mostra, nel suo complesso, l’intero periodo in cui la famiglia Borgia governò l’Italia, dalla morte di Papa Innocenzo VIII e la conseguente ascesa di Rodrigo, fino alla morte di tutti i componenti principali della famiglia. La trama non segue per filo e per segno le esattezze storiche ma è molto romanzata, elemento che ha permesso allo scrittore cileno una maggiore libertà nel rappresentare le manie, le perversioni e la perfidia di una delle famiglie più scandalose di sempre. Nell’opera non vi è moralità di alcun tipo, esattamente come nell’atteggiamento della famiglia Borgia: è possibile osservare parecchie scene, disegnate nei minimi particolari, in cui si vedono orge, atti sessuali in Chiesa, sopra gli altari o con delle suore, riprese in cui l’autore si spinge ai limiti della censura e mostrando un’istituzione, la Chiesa, come qualcosa che non è mai stato veramente sacro, bensì oggetto di potere in mano a degli uomini che compivano sacrilegi nei confronti dello stesso.

I caratteri dei personaggi sono ben delineati, sotto il profilo psicologico: in tutti loro è possibile notare una certa ambiguità, due caratteri in una persona, uno verso la famiglia e l’altro verso gli altri. Psicologicamente, il lettore arriva a conoscerli e persino ad affezionarcisi, nonostante la lettura delle loro “azioni” non può far altro che scatenare una naturale reazione repulsivaParecchie sono le scene in cui sembrerà al lettore di leggere una versione cartacea di Salò o le 120 Giornate di Sodoma, in quanto non vi è alcuna censura nel mostrare i vizi e le perversioni della famiglia. E il tutto viene mostrato in entrambi i casi quasi con leggerezza, come se fosse una cosa normaleEmblematico è certamente il personaggio di Michelotto, basato per l’appunto sulla figura storica di Michelotto Corella: egli è il sicario personale della famiglia, abilissimo combattente che non si preoccupa di sporcarsi le mani. Sebbene non sia un effettivo membro familiare, è indissolubilmente legato a questi ultimi. Al punto tale che, quando la famiglia scomparirà, deciderà lui stesso scomparire, quasi fosse la loro “ombra”.

L’opera è quindi parecchio matura e violenta, e la lettura è consigliabile solo a un pubblico di una certa età. Proprio perché è necessaria una certa maturità del lettore per apprezzarla in pieno. Manara dimostra sempre di essere un vero maestro del disegno, modellando personaggi ben riconoscibili e scegliendo delle ottime inquadrature.

Particolarmente simbolica, infine, è la scena della morte di Girolamo Savonarola, la quale vi resterà impressa non soltanto per la capacità dell’autore di saper disegnare gli ultimi istanti terreni di un uomo, ma anche per l’abilità di trasmettere al lettore – con sole due vignette – tutta l’emozione provata da Rodrigo Borgia, suo carnefice.

I Borgia, in definitiva, è un’opera firmata da due grandi maestri, che non vi deluderà. Memorabile.

 

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About Martin Ferjani

COLLABORATORE | Classe 1992, siciliano. Studente di Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali presso l’Università degli Studi di Catania. Le sue passioni sono la musica, il disegno e le belle storie.

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