A woman sleeps on the sidewalk as a girl passes by holding an Argentine national flag during celebrations of the bicentennial anniversary of Argentina's independence from Spain in Buenos Aires, Argentina, July 9, 2016. REUTERS/Marcos Brindicci

Il Governo targato Mauricio Macri e l’economia che non decolla

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Mauricio Macri (1959) è un ingegnere, politico e imprenditore argentino, Presidente dell’Argentina dal 10 Dicembre 2015

Domani, in Argentina, si terrà il primo sciopero generale contro il Governo di Mauricio Macri. Eletto nel Novembre 2015 con l’alleanza di centrodestra Cambiemos (trad: Cambiamo), i sindacati gli hanno concesso un anno di prova. In cambio, la promessa che l’economia sarebbe decollata, addirittura già nel secondo semestre del 2016. Ma l’anno è ormai passato e il bottino, fin qui, è magro. La sensazione di gran parte degli argentini, anche di tanti che l’hanno votato come alternativa al kirchnerismo, è che il Governo difende solo l’interesse dei ricchi. Licenziamenti, perdita del potere d’acquisto, crescita della povertà: oggi il Presidente è in difficoltà e la sua immagine è in calo (sul 40%).

Figlio dell’imprenditore Franco Macri, immigrato di origini calabresi e diventato – a cavallo degli Anni Settanta – uno degli uomini più potenti del Paese (poste, rifiuti, autostrade, industria automobilistica), Mauricio diventa popolare negli Anni Novanta come Presidente del CA Boca Juniors. E a suon di scudetti, Coppe Libertadores ed Intercontinentali costruisce, anche per sé, l’immagine del manager che ci sa fare e non più quella del figlio di papà.

Il salto in politica lo compie nel 2003. Nel 2007 si fa eleggere Sindaco di Buenos Aires, città che amministra fino alle elezioni del 2015. A livello politico, propone il superamento della divisione destra/sinistra. Il suo è un partito de-ideologizzato, che fa affidamento al marketing e ai sondaggi di opinione. La Propuesta Republicana (PRO, trad: Proposta Repubblicana), così si chiama la creatura fondata da Macri, promette felicità ed allegria: una concezione della politica che non tiene conto della trascendenza collettiva, ma punta alla realizzazione personale dell’individuo.

ACTO EN LA MATANZA
Il politico argentino Néstor Carlos Kirchner Ostoić (1950-2010) im compagnia della politica, avvocatessa nonché moglie Cristina Fernández de Kirchner (1953)

Insediatosi come Presidente nel Dicembre del 2015, dopo aver battuto di misura il candidato kirchnerista Daniel Scioli, propone fin da subito un Governo che dinamizzi in senso imprenditoriale la Nazione argentina. E così, riempie il gabinetto e le aziende di Stato di amministratori delegati provenienti da multinazionali come LAN, HSBC, JP Morgan, General Motors e via dicendo, non senza evidenti conflitti d’interessi, suoi (il suo migliore amico e suo cugino sono i proprietari delle ditte d’appalto più importanti del Paese) e di alcuni Ministri, come quello dell’Energia, Juan José Aranguren, Presidente di Shell Argentina dal 2003 al 2015. La situazione economica in cui Macri riceve l’Argentina, dopo dodici anni di Governo kirchnerista (quattro di Néstor Kirchner e otto della moglie Cristina Fernández de Kirchner), non è delle migliori: inflazione altissima, PIL bloccato dal 2011, produzione industriale in calo, totale inaffidabilità delle statistiche ufficiali, truffate sistematicamente dal 2007 e corruzione alle stelle. Per questo motivo, lo scorso anno i sindacati e l’opinione pubblica hanno accettato le dure misure proposte dall’esecutivo senza criticarlo né ostacolarlo più di tanto.

L’inflazione – una malattia che l’Argentina si trascina da dieci anni – nel 2016 si è attestata al 40%, addirittura superiore all’ultimo anno di Cristina. Il Governo pronostica che quest’anno si aggirerà sul 20% (prevede di portarla al 6% entro il 2019) ma i sindacati, che hanno visto diminuire del 6% il loro potere d’acquisto nel 2016, non si fidano di queste cifre ed esigono aumenti che il Governo non è disposto a concedere. La povertà, che nel 2015 si aggirava sul 29%, è salita di tre punti (un milione e mezzo di persone) in un anno. L’attività industriale è diminuita del 6% e i licenziamenti sono stati duecentotrentamila.

Ma quali sono state le misure adottate fino adesso? Con un copione di stampo neoliberista, la proposta di Macri è quella di creare posti di lavoro e attirare investimenti dall’estero, tagliando la spesa pubblica e abbassando tasse e dazi doganali. Così, da un lato il Governo ha concesso un condono fiscale per rimpatriare capitali, ha abbassato le tasse al settore agricolo e alle multinazionali minerarie e ha svalutato la moneta del 47%; e dall’altro, ha abbassato i sussidi ai trasporti, al gas, alla luce e all’acqua, con aumenti delle bollette che hanno oscillano tra il 200 e il 500%. L’opposizione, dal canto suo, non se la passa neanche tanto bene. Senza nuovi volti da proporre, la grande antagonista di Macri è ancora l’ex Presidente Cristina Fernández che però, da quando ha lasciato il Governo, è stata processata quattro volte nel giro di pochi mesi per casi di corruzione, frode e associazione a delinquere.

A livello sudamericano, quella kirchnerista è stata una delle tante esperienze sorte negli Anni Duemila come alternativa al neoliberismo che aveva caratterizzato gli Anni Novanta. Dal 2003 al 2007, si è assistito ad un periodo in cui il prezzo internazionale delle materie prime ha permesso  all’Argentina di crescere e di far uscire dalla povertà ampi settori storicamente emarginati. Ma dal 2007 in poi, l’economia è cresciuta sempre meno, è cominciata l’inflazione e finalmente, dal 2011, si è stagnata l’attività, è aumentata nuovamente la povertà, è cresciuta a dismisura la spesa pubblica e la corruzione è diventata sempre più evidente e insopportabile.

Adesso tocca a Macri e alle sue misure lacrime e sangue. Lo spauracchio è il Venezuela, un po’ come la Grecia per i Paesi dell’Unione Europea.

 

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About Federico Fraioli

COLLABORATORE | Classe 1990, italo-argentino. Nato a Savona, ha vissuto a Córdoba e Parma, prima di trasferirsi a Buenos Aires nel 2002. Studia Lettere presso l'UBA. Giornalista, insegnante di italiano, juventino.

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