Gotham

“Gotham”, first impressions

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Bruno Heller (1960) è uno sceneggiatore, regista e produttore televisivo britannico. E’ noto per aver ideato le serie tv “Rome”, “The Mentalist” e “Gotham”

Come molti di voi sicuramente sapranno, il 22 Settembre è iniziata la programmazione della nuova serie di punta del network Fox: Gotham. Ideata da Bruno Heller (già famoso per aver ideato le serie televisive Rome e The Mentalist) la serie propone di raccontare le origini di uno dei supereroi più amati della storia, il cavaliere nero creato da Bob KaneBatman. Per fare questo, si è scelto però di non incentrare l’attenzione sul giovane Bruce Wayne in quanto la storia inizia con l’omicidio dei suoi due genitori e, per chi non lo sapesse, da tale evento fino alla maggiore età il giovane orfano non farà altro che studiare, quindi non avrebbe senso focalizzare tutta l’attenzione su di lui. Il protagonista della serie, dunque, è un giovane Jim Gordon (interpretato da Benjamin McKenzie, noto al pubblico italiano per aver interpretato Ryan Atwood nella serie The O.C.) diventato da poco poliziotto nel distretto di Gotham. La serie doveva inizialmente uscire in contemporanea anche in Italia, ma purtroppo così non è stato, posticipando l’uscita in lingua italiana al 12 di Ottobre.

Noi de “La Voce del Gattopardo” abbiamo visto i primi due episodi finora usciti e siamo qui per darvi una prima impressione sulla serie, basandoci sia su fattori tecnici (regia, recitazione) che fattori quali le somiglianze e le differenze col materiale originale.

 

  • AMBIENTAZIONE:

Probabilmente il fattore più importante per dare un giudizio a questa serie, riguardo l’ambientazione, è proprio la città di Gotham. La Fox doveva affrontare un arduo compito: rispettare l’atmosfera gotica e oscura della città del cavaliere. Come tutti sanno, Batman si muove solo di notte. Nelle trasposizioni delle sue avventure che si sono succedute nel corso degli anni (in particolare la serie animata, i due film di Tim Burton e i tre di Christopher Nolan), realizzare l’atmosfera oscura della città è stato relativamente semplice, dato che quest’ultima era sempre composta da un cielo buio, accompagnata dalla musica di maestri come Danny Elfman e Hans Zimmer. Ma Gordon è un poliziotto, e la polizia si muove di giorno: come riuscire a trasformare Gotham in un luogo in cui non vorresti mai vivere? Semplice, utilizzando la regia. Cercando di focalizzarsi su proprio Gotham, grande città e vera protagonista delle vicende della serie. E’ presente un tipo di regia quasi claustrofobica, piena di zoom sui volti e i corpi dei personaggi (raramente visibili a figura intera) e inoltre vengono privilegiati gli spazi chiusi e poco illuminati, anche quando si vedono dei luoghi più illuminati, sono quasi sempre coperti da luci opache che mirano a focalizzare l’attenzione dello spettatore nuovamente sui personaggi. Da notare, poi, che come cambio da una scena all’altra è possibile osservare un’immagine frontale di qualche vicolo della città, semi diroccato e “chiuso”, limitandosi a mostrare raramente le zone al di fuori della metropoli, come se quest’ultima fosse esclusa totalmente dal mondo esterno. La colonna sonora, attualmente, non ha mostrato alcuna traccia memorabile; sembrerebbe, comunque, strizzare leggermente l’occhio a Zimmer, magari per avvicinarsi alla più recente trilogia di Nolan.

 

 

  • PERSONAGGI: 
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L’attore John Doman, nei panni del boss Carmine Falcone

L’elemento senza dubbio più importante per i fan di Batman, il vero motivo per cui dovrebbero iniziare o meno questa serie è la fedeltà con i personaggi originali. Com’era quasi ovvio, l’attenzione dello spettatore non viene catturata nel vedere i propri eroi in una veste più giovane, bensì nell’osservarne gli antagonisti in tal veste. Scoprirli in luoghi e lavori totalmente opposti a ciò che poi diventeranno, svelarli ancora puri, il chiedersi cosa cambierà le loro vite o sprigionerà le loro ascese, è il vero fattore che attira l’attenzione nei riguardi della serie. Il vedere un giovane Bruce fa sicuramente piacere, ma di certo non attizza come osservare la giovane Selina Kyle (alias Catwoman) in veste di ladruncola di strada, in quanto la “sua” storia inizia con la fine della serie. Il personaggio di Jim Gordon, poi, è carismatico al punto giusto e fedele all’originale: sempre dalla parte dei buoni e della giustizia. Il suo collega Harvey Bullock è anch’egli molto fedele al materiale originario, ma qui risulta ben più carismatico e ciò probabilmente è dovuto al fatto che in questa storia detiene il ruolo principale. Molto più corrotto ed è interessante d’appurare è il rapporto contrastante fra i due: l’uno opposto all’altro, ma costretti a lavorare insieme. In un primo momento, potrebbe ricordare il rapporto altrettanto faticoso dei protagonisti di True detective, ma qui è molto meno approfondito poiché si tratta di un contrasto basato più sulla corruzione degli ideali che sulla persona stessa.

Evito di spoilerarvi molti personaggi per non rovinarvi la sorpresa di riconoscerli, focalizzandomi invece su quelli che sembrerebbero i tre antagonisti principali della serie, ovvero:

1. Carmine Falcone: il più importante boss di Gotham prima dell’arrivo di Batman, risulta qui abbastanza carismatico ed è facile inquadrarlo come principale antagonista, dato che è il maggior responsabile della corruzione della polizia cittadina e probabilmente sarà più approfondito rispetto al materiale originale, dove svolge invece un ruolo secondario ;

2. Fish Mooney: personaggio nato apposta per la serie televisiva, che sembrerebbe tentare di prendere in mano le redini di Gotham ;

3. Oswald Cobblepot: il giovane “Pinguino” risulta il più interessante fra i nemici in veste più giovane e sembra anche essere l’antagonista fumettistico più importante della serie televisiva. Se siete fan di Batman, sorriderete in ogni scena in cui è protagonista. Se invece non lo siete, lo troverete comunque abbastanza interessante ;

Qualitativamente sono tutti degli attori molto bravi. Ma una menzione speciale la merita senza dubbio Cobblepot, interpretato da Robin Lord Taylor.

 

 

  • CONSIDERAZIONI FINALI:

Seppur lentamente, la trama sembra procedere nella giusta direzione. Le premesse iniziali, formatesi nelle prime due puntate, per una trama non eccezionale ma abbastanza godibile, vi sono tutte. Il materiale d’origine viene degnamente rispettato e il poter osservare e studiare dei personaggi conosciuti, ma in un’epoca differente, diverte ed intrattiene non poco gli spettatori. Se cercate insomma una serie televisiva “supereroistica”, come Smallville o Arrow, resterete sicuramente delusi. Qui il protagonista veste i panni di un poliziotto, la struttura della storia è più accostabile ad un film poliziesco che a qualsiasi altro genere di serie televisiva.

Poiché questa mostra la città di Gotham. E il suo salvatore deve ancora arrivare.

 

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About Martin Ferjani

COLLABORATORE | Classe 1992, siciliano. Studente di Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali presso l’Università degli Studi di Catania. Le sue passioni sono la musica, il disegno e le belle storie.

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