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Godetevi l’Arte

Pubblicato il Pubblicato in Letteratura e Cultura, Recenti
di Martin Ferjani

 

Secoli fa gli artisti erano delle figure di spicco all’interno della società, venivano loro commissionate varie opere da ricchi o clericali, avevano le proprie botteghe, i propri assistenti e la possibilità di farsi un nome, di dimostrare all’interno della società quanto valevano e soprattutto di divenire immortali e ricordati eternamente per via delle proprie opere.
Chi di noi infatti non conosce grandi artisti come Michelangelo o Raffaello? Nessuno direi, conosciamo tutti, più o meno, i più grandi artisti del passato.
Questo perché le loro opere si sono impresse nella mente umana lasciando un segno indelebile, che le ha permesso di superare il cambio di gusti della società attraverso il tempo e che le ha permesso di poter essere amate anche da noi.
Ma questo concetto vale solo per gli artisti del passato.
E i nostri contemporanei? Avranno anche loro la possibilità di diventare immortali nell’era della digitalizzazione e della globalizzazione?
Siamo sinceri: chi conosce questi artisti? Qualcuno di noi può dire attualmente di conoscere un artista che verrà sicuramente studiato in futuro? Qualcuno che metterà un segno indelebile in questa pagina di storia dell’arte ? Se anche qualcuno rispondesse positivamente a queste domande, ci sarebbe sempre qualcun altro a controbattere. Perché se prediamo per esempio un “vecchio artista” come Caravaggio ci sarà qualcuno che, benché riconoscendone il talento, potrà dire una frase come <<a me però non piace>>, ma se lo mettiamo a paragone con un “nuovo artista” come Lucio Fontana ci sarà qualcuno che ne apprezzerà totalmente il lavoro ma anche qualcuno che non solo non lo apprezzerà, ma non lo considererà neanche un artista dicendo una frase come “anche io posso fare un taglio in una tela”.
Ma perché accade questo? Perché adesso il concetto stesso di “arte e artista” viene messo in discussione? Eppure in passato bastava avere un minimo di fama per poter essere considerato un grande artista, mentre ora? Artisti come Fontana, Mirò e Piero Manzoni hanno raggiunto picchi molto alti di notorietà e sono considerati dei grandi artisti, eppure ci sarà sempre qualcuno che non sarà d’accordo.
Per caso stando a stretto contatto con le opere del passato siamo diventati tutti dei grandi critici d’arte, capaci di poter dire cosa sia arte o cosa no? Oppure siamo ancorati al passato e non consideriamo arte ciò che è diverso? Non vi è una vera e propria risposta a questa domanda, al perché solo gli autori moderni vengono messi in discussione.
La verità va cercata nel fatto che il gusto artistico non solo è cambiato, ma ha addirittura perso un’identità.
Non fraintendetemi, la perdita d’identità dell’arte è un fattore più positivo di ciò che sembri.
Se prima non tutti potevano essere artisti, essendo costretti a viaggiare o a lavorare come dipendente in qualche bottega (sempre se la famiglia poteva permetterselo) adesso chiunque può alzarsi una mattina, decidere per esempio di diventare un pittore, comprare gli attrezzi necessari e magari iscriversi a qualche corso d’arte.
Chiunque quindi può diventare un artista.
Ma di fronte alla società egli ha perso quella sua posizione privilegiata e, anzi, si trova nelle posizioni più basse, visto come reietto o nullafacente.

 

Questo accade perché nella società odierna ci viene sbattuta così tanta “arte” in faccia che ci siamo talmente abituati da non farci neanche caso. Con l’ampliamento della parola “arte” anche ad altri settori relativamente “nuovi” (come la fotografia) e con la facilità dei nostri giorni di “poter fare arte” si è persa totalmente l’effetto magico che quelle poche opere davano ai nostri antenati, ed essendo perso questo effetto mistico risulta persa anche l’adorazione che lo spettatore provava di fronte all’opera, l’adorazione ingenua e innocente provocata dai pensieri <<mi piace perché non lo so fare, perché è bello, perché mi trasmette delle emozioni>>.
Ormai ci sentiamo tutti critici di un’arte che ha perso la sua identità, poiché da qualcosa di “unico ed elitario” essa è diventata alla mercé di chiunque.
Ma come ho detto prima, questa perdita d’identità non è del tutto un fattore negativo.
Se da un lato ormai chiunque si permette di definire ciò che è arte e ciò che non lo è, odiando ogni cosa che non appartenga alla classica tripartizione di “arte visiva”(pittura, scultura, architettura) dall’altro vi sono sia i “modernizzatori dell’arte visiva” sia le nuove arti contemporanee.
E’ vero che attualmente non si sa più cosa sia arte e cosa non lo sia,è vero che le nuove correnti di distaccano nettamente da quelle classiche, ma è anche vero che questi cosiddetti modernizzatori hanno dipinto cerchi anziché persone, scolpito gabinetti anziché delle divinità e costruito strane strutture architettoniche anziché classiche piazze, per non sfidare i “vecchi artisti” del loro passato e fare qualcosa di nuovo, proprio come fecero molti degli artisti che apprezziamo, che anziché dipingere scene bibliche spostarono l’attenzione sull’uomo e anziché dipingere in maniera uniforme scelsero di farlo in maniera puntinista.
Ed è anche vero che le nuove forme d’arte, come la fotografia e l’arte concettuale, “creano qualcosa” proprio come le forme d’arte classica.
Dunque l’arte moderna esiste? Sì, è un tipo d’arte che è nata ed è espressione del nostro periodo, che può piacere o non piacere.
La crisi d’identità dell’arte continuerà? Sì, poiché l’arte in futuro verrà sempre messa in discussione, dalle nuove correnti e dalle nuove tecnologie e noi continueremo sempre ad avere varie forme d’arte “sbattute in faccia” così tanto da far diventare lo stesso concetto di arte un qualcosa di “naturale” all’interno della vita dell’uomo come mangiare o respirare.
L’arte farà parte di noi, l’arte saremo noi e la metteremo in discussione, l’ameremo, l’odieremo ma non l’ignoreremo, non ci riusciremmo, farà sempre parte di noi dandoci la possibilità, molto più che in passato, di ammirarla o di crearla.
Infine a tutti coloro che si ostinano a pensare che l’arte in epoca moderna sia morta e che le sue nuove forme non siano in realtà tali, riservo un consiglio: aprite gli occhi, l’arte non è mai morta.
Le classiche pitture, sculture ed architetture continuano ancora oggi seppur in modo differente.
Non pensate che i classici disegnatori siano morti e attualmente tutti dipingano figure umane come cubi, loro ci sono ancora, solo che adoperano la propria abilità per forme d’arte nuove, come fumetti e art work designer, non snobbate queste forme d’arte, cercate un po’ in internet, andate in siti indipendenti come “deviantart” e osservate i nuovi artisti.
Non criticate sempre l’arte.
Godetevela.
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About Martin Ferjani

COLLABORATORE | Classe 1992, siciliano. Studente di Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali presso l’Università degli Studi di Catania. Le sue passioni sono la musica, il disegno e le belle storie.

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