Gisela Mota, new mayor of Temixco takes her oath of office during a swearing-in ceremony in Temixco, south of Mexico City on January 1, 2016. Mota, the newly installed mayor of the Mexican city of Temixco was killed on January 2, 2016, according to a tweet from Morelos state Governor Graco Ramirez. Gisela Mota formally took office with the new year on Friday. Mexico City newspaper EL Universal said she was attacked at her home by four armed gunmen. Picture taken January 1, 2016. REUTERS/Stringer EDITORIAL USE ONLY. NO RESALES. NO ARCHIVE.

Gisela Mota: un sogno di ventiquattro ore

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<<El regalo de año nuevo de la familia. Sin duda el mejor regalo que Dios nos pudo mandar, mi sobrinito.. Feliz año 2016!! Bienvenido Emmanuel!!>>.

Gisela Mota Ocampo (1982-2016) è stata una politica messicana, membro del Partido de la Revolución Democrática (PRD)

Con queste dolcissime parole, Gisela Mota Ocampo stava andando incontro alla sua fine prematura. Nemmeno il tempo di veder nascere il nipote e di indossare la fascia da sindaco, che quattro assassini irruppero nel suo appartamento uccidendola insieme ad altre due persone. La dolcezza delle parole verso il nipote, però, non deve ingannarci sulla tempra di Gisela. Era una guerriera e, di certo, non le son mancate le occasioni per dimostrarlo. Non ultima la scelta di correre per le elezioni a sindaco della città di Temixco, nello Stato di Morelos (uno fra i più pericolosi, per via della criminalità organizzata).

Per rendere veramente omaggio alla donna messicana è giusto tracciarne una breve storia, per farla conoscere anche alle persone che non l’hanno mai sentita nominare, essendo divenuta martire di un ideale: la lotta alla criminalità organizzata. Sicuramente queste parole ci sconfortano parecchio e, forse, ci avvicinano ulteriormente a Gisela che, dopotutto, è morta combattendo una battaglia come tanti altri italiani, vittime od ostaggi delle mafie.

Gisela Mota era una politica: aderì al Partido de la Revolución Democrática (PRD, trad: Partito della Rivoluzione Americana), partito socialista e progressista nato da una costola del Partido Revolucionario Institucional (PRI, trad: Partito Rivoluzionario Istituzionale), il quale governò dalla sua fondazione (1929) fino al 2000, generando un regime monopartitico di ben settantuno anni. Nel 2000 vinsero le elezioni quelli del Partido Acción Nacional (PAN, trad: Partito Azione Nazionale) e facendo terminare, di fatto, la longevità – forzata o meno – della sinistra messicana. Nel 2006, Gisela fu il braccio destro del candidato alla presidenza del PRD, Andrés Manuel López Obrador, battuto clamorosamente da Felipe Calderón Hinojosa, candidato del PAN. Dopo la sconfitta, molti esponenti della Revolución Democrática formarono un Gruppo Indipendente, con a capo Graco Ramírez.

La vicinanza di tanti giovani verso i 43 studenti uccisi dai Narcos
La vicinanza di tanti giovani verso i 43 studenti uccisi dai narcos – Messico

Dopo l’esperienza politica nel PRD (dove ricoprì anche il ruolo di deputato federale), intraprese la nuova avventura da sindaco. Per tutta la campagna elettorale fu esplicitamente giurata guerra ai narcotrafficanti ed alle criminalità organizzate di ogni genere. Come detto poc’anzi, Temixco fa parte dello Stato di Morelos, tristemente conosciuto per un desolante primato: circa 449 omicidi solamente nel 2015, secondo solamente allo Stato federale di Guerrero, con ben 1514 omicidi nel 2014. Gisela, probabilmente, era già conscia dell’epilogo che avrebbe preso la sua vita. Ma è una guerriera e il capo, certamente, non lo chinava. Quella era la sua città natale e quello era il suo ideale. Dalla sua aveva l’affetto dei cari e delle moltissime persone che decisero di darle fiducia.

Purtroppo, la criminalità organizzata non è per nulla gentile e, se occorre, nemmeno troppo silenziosa. A Chilapa, il 1° Maggio del 2014, venne ucciso Ulises Fabiàn Quiroz, candidato sindaco del PRI. Nel Settembre del 2014, quarantatré studenti furono rapiti e uccisi. Nel Marzo del 2015 la politica Aidé Nava Gonzàlez – anch’ella candidata nel ruolo di sindaco – fu decapitata. Un biglietto da visita per nulla incoraggiante, verso chi decide di schierarsi contro i narcos. Con un simile curriculum, chi decide di ambire alla poltrona da sindaco di queste città ha solamente due vie: fare il gioco dei narcos o diventare soltanto l’ennesimo monito verso chi crede ancora nel trionfo della legalità.

Ed ovviamente, Gisela scelse la seconda strada: scelse la lotta. Di lei, oggi, resteranno solo le foto e il ricordo dei suoi comizi, scanditi a tempo sempre dalla medesima frase <<Ripuliamo la città dai narcos>>. Un’eroina moderna, dedita all’ideale e alla lotta, nonostante tutto e tutti. Un sogno, che rischia di essere solamente chimera poiché, probabilmente, gli affari che circolano sotto i tavoli dell’illegalità sono più grandi di qualsiasi uomo, se decide di lottare da solo.

La speranza è che questi martiri non restino solamente un monito per disertare la lotta, ma che diventino essi stessi la linfa per la battaglia alla criminalità, nelle menti di tutti.

 

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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