Brickleberry-serie-subtitulada-en-espanol-online

Focus on Brickleberry

Pubblicato il Pubblicato in Musica e Arti Visive, Recenti, Settima Arte
Waco+O+Guin+Xbox+One+Comic+Con+2013+Day+1+rAqPk-jKW1ol
Da sinistra verso destra: Waco O’Guin e Roger Black

Tempo fa vi consigliai una sitcom, che tuttora reputo un piccolo gioiello, dal nome Community. Oggi invece sono qui per parlarvi di un’altra piccola perla: il suo nome è BrickleberryLa serie è stata creata nel 2012 da Roger Black e Waco O’Guin, comici noti al pubblico americano per alcuni show precedenti alla sitcom quali Damn Show su Youtube e Stankervision su MTV2. I due, ispirandosi ad opere animate ben più blasonate come  The Simpsons di Matt Groening, Family Guy di Seth McFarlane e South Park di Matt Stone e Trey Parker, creano la sitcom con lo scopo di narrare le (dis)avventure di un gruppo di ranger all’interno del loro Parco Nazionale, Brickleberry, appunto. La domanda sorge spontanea: perché seguire questa serie animata quando ce ne sono altre che hanno già fatto la storia e ve ne sono altre ancora (come American Dad e Futurama) create da autori ormai nell’olimpo degli showrunner?

La risposta è semplice: perché questa serie si spinge “oltre”. Ma oltre cosa? Qualsiasi barriera, sia essa il buon senso, la morale o la censura, Brickleberry si spinge sempre oltre. Come solo South Park era riuscita a fare precedentemente, la serie offre puntata dopo puntata una comicità nonsense spesso rozza, volgare e senza etica, ma è un tipo che funziona parecchio bene, facendo ridere lo spettatore ogni 30 secondi. Avremo episodi in cui non vedremo il benché minimo rispetto per la vita umana (specie per le classi sociali inferiori), pieni di battute razziste con personaggi volgari e fuori di testa, il che ricorda molto da vicino la comicità tipica di South Park e Drawn Toghether.

 

fa8ad3554d9e48c4d046e9e2068763f5_large
“South Park” (1997) è una serie televisiva satirica statunitense a cartoni animati, creata e doppiata da Matt Stone e Trey Parker

 

La comicità funziona parecchio bene grazie al suo variegato cast di personaggi, ovvero:

1- Woody, il capo dei ranger: uomo di mezz’età, razzista, ex pornodivo e sociopatico ;

2- Malloy, l’orso “adottato” dal capo dei ranger, che ricorda molto il ben più noto Stewie Griffin, in grado di parlare, viziato e parecchio cattivo (tramite azioni e parole) verso tutti gli altri personaggi ;

3- Steve, il ranger del mese, egocentrico e imbranato, spesso sarà il fulcro della trama di ogni episodio ;

4- Ethel, penserete la solita bella ragazza stupida? Esatto, ma non del tutto. Imparerete a conoscerla a fondo nel corso degli episodi e la sua “estetica” sarà protagonista di parecchie scene “erotico-demenziali” ,a volte,con espliciti atti sessuali ;

5- Denzel, ragazzo di colore e consumatore di marijuana, con la passione sfrenata per donne parecchio più anziane di lui (immaginate di rivolgergli la frase <<lascia che il Parkinson faccia tutto il lavoro>> e capirete le scene in cui è protagonista) ;

6- Infine Connie, doppiata da uno degli autori (Roger Black) si presenta come una donna massiccia, lesbica, con una passione sfrenata verso Ethel e parecchio brutta… e spesso vi schiferete e riderete al tempo stesso per ciò che fa durante gli episodi .


La trama presenta, oltre ad un buon cast variegato di personaggi, episodi autoconclusivi con tematiche molto varie. In questi, potremo vedere anche alcune guest star (come Barack Obama) comportarsi in maniera mai vista prima, col solo scopo di far ridere lo spettatore. E di risate in questa serie se ne fanno tante: ma resta sempre una comicità non per tutti. Se amate South Park e la sua comicità o non vi importa di avere una morale ma volete solo passare una ventina di minuti ridendo a crepapelle, questa è senza dubbio la serie che fa per voi. Se invece preferite una comicità più sofisticata e siete sensibili a vari temi (come il razzismo e l’omofobia, qui utilizzati esclusivamente per un uso comico), allora potreste sentirvi offesi dalla serie e trovare il tutto semplicemente volgare.

Il mio consiglio, comunque, è di dargli una possibilità in qualunque caso. Vi esorto quindi a vedere il primo episodio della 1^ stagione. Se non riderete neanche una volta passate oltre, questa serie non fa per voi; se invece vi uscirà una risata dopo anche i primi soli 5 minuti (e fidatevi, sono i minuti iniziali quelli che fanno capire che tipo di comedy abbia la serie) allora continuate pure la visione per tutte e tre le stagioni finora uscite.

Non ve ne pentirete di certo e probabilmente metterete anche Woody, Malloy e compagni dentro il vostro cuore accanto a Peter, Homer e Cartman.

 

 

peter_eric_homer

 

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Martin Ferjani

COLLABORATORE | Classe 1992, siciliano. Studente di Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali presso l’Università degli Studi di Catania. Le sue passioni sono la musica, il disegno e le belle storie.

Un pensiero su “Focus on Brickleberry

  1. Peccato. Per me era fantastica..:( ..Non capisco perché che la gente deve criticare così tanto,sono cartoni volgare è vero.Ma scusate in TV si vede molta più merda di questa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *