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Elezioni in Irlanda del Nord: verso un nuovo cambiamento?

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Treaty_CartoonA Belfast, in un angolo della città lungo il fiume Lagan, si innalza una figura femminile di metallo. Ha le braccia levate al cielo e regge un cerchio. È il Beacon of Hope, per ricordare l’Accordo del Venerdì Santo del 1998, la fine dei troubles e l’inizio di un periodo di pace tra cattolici (indipendentisti dal punto di vista politico) e protestanti (rappresentanti dell’unionismo, conservatori). Il 1998 ha anche inaugurato – nel Governo Nord-irlandese – la presenza dell’Assemblea e il suo sistema del consociativismo, ovvero la garanzia di rappresentanza a gruppi politici anche molti diversi tra loro. Mentre il numero di cariche e ministeri affidati a ciascun partito varia a seconda del numero di seggi da esso ottenuti in Parlamento,  le cariche di Premier e vice Premier invece spettano invariabilmente ai due partiti più grandi.

L’ultima legislatura è stata la prima ad essere formata quasi esclusivamente dal Democratic Unionist Party (DUP, trad: Partito Unionista Democraticoprotestante) e Sinn Féin (trad: Noi stessi o Solo noi altri, indipendentista cattolico). La crisi è avvenuta a Gennaio, per via delle dimissioni del vice Premier cattolico nonché ex militante dell’Irish Republican Army (IRA, trad: Esercito Repubblicano Irlandese) Martin McGuinness per contrasti politici con la Premier DUP Arlene Foster a causa di una campagna promossa dalla stessa negli anni precedenti: incentivi sulle energie rinnovabili che però, essendo privi di un tetto massimo, erano completamente sfuggiti al controllo, trasformandosi di fatto in uno scandalo denominato Cash for ash. Diverse aziende e imprenditori, attratti dalla possibilità di ricevere incentivi statali grazie al possesso di caldaie a biomassa e all’utilizzo di queste si erano muniti di tali macchinari, facendone tuttavia un uso smodato (in un’ottica del tipo «più consumi energia “pulita” più la tua azienda riceve dei benefit») e rendendo di fatto tale iniziativa ingestibile oltre che, paradossalmente, dannosa per l’ambiente.

L’impossibilità di giungere ad un accordo ha portato tutti alle urne lo scorso 2 Marzo, in voto per la ricostituzione dell’Assemblea. I risultati del voto sono lo specchio di questi tempi molto delicati dal punto di vista politico per entrambe le isole britanniche. Si è notato, innanzitutto, un guadagno nel numero dei seggi del Sinn Féin a favore del DUP: sui quarantasei seggi totali, ventisette sono quelli ottenuti dagli indipendentisti, solo uno in meno rispetto ai protestanti. Facendo un po’ di statistiche sui consensi, dalle radio e i quotidiani locali si apprende che i membri del Sinn Féin sono saliti dal 25% al 30% in meno di un anno, mentre il DUP ha subito una discesa dal 35% al 31%. Le cause di tale tendenza sarebbero da riscontrare anche nella Brexit in corso, il cui impatto sulle due Irlande potrebbe avere conseguenze di vario tipo, forse imprevedibili. Ma come si sta sviluppando tale situazione? Quali sono le eventuali soluzioni previste?

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Stratificazione identitaria e risultato della Brexit in Irlanda del Nord

Innanzitutto, con l’aumento dei consensi ottenuti dalla parte indipendentista non sarà facile ricostruire un Governo di coalizione com’era stato finora. Resta aperta l’ipotesi di un ritorno alle urne in breve tempo oppure di un direct rule, che riporterebbe il controllo di Londra sull’Irlanda del Nord. Emblematico, oltre che folkloristico, il fatto che alcuni sostenitori del Sinn Féin si siano presentati alle urne travestiti da coccodrillo come forma di provocazione per una battuta del Primo Ministro Arlene Foster. Quando una frangia della popolazione ha reclamato «maggiori diritti per I parlanti gaelico», la premier ha risposto «Se si nutre un coccodrillo che chiede da mangiare, poi tornerà per chiedere sempre di più» (fonte: IrishCentral). E poi c’è, per l’appunto, la Brexit: le paure ad essa legate riguardano il ritorno di un confine visibile tra i due poli irlandesi – di fatto formalmente scomparso – e rappresentano quindi una minaccia ai rapporti economico-sociali  che legano, attraverso continui scambi di merci e di persone, l’Eire con il Regno Unito. Ma non solo: ciò potrebbe esacerbare le tensioni tra i due credi religiosi e le parti politiche ad esse legate, dopo anni in cui risultavano sopiti grazie all’accordo ’98.

Le soluzioni proposte dalla parte indipendentista sono due: la prima prevede l’avvio di un referendum che cambierebbe la storia e che riguarderebbe l’unione definitiva tra dell’Irlanda a Brexit avvenuta. Sappiamo che in Irlanda del Nord il Remain ha avuto la maggioranza dei voti, quindi l’annessione alla Repubblica d’Irlanda e la secessione dall’UK garantirebbe all’Irlanda del Nord  la permanenza nell’Unione Europea e quindi l’abolizione di ogni confine e, si spera, la continuazione della pace tra le due fazioni. L’altra riguarderebbe, invece, previo accordo tra Londra e Bruxelles, uno status speciale esteso alla totalità del territorio irlandese, sempre con l’intento di preservare l’abolizione dei confini e mantenere intatti i rapporti di scambio tra UK, Irlanda e UE. Dal momento che vi sono tre settimane di tempo a partire dalla chiusura delle elezioni per poter costituire un nuovo Governo di coalizione, non ci resta dunque che aspettare.

Provando a capire in prima persona l’evoluzione degli avvenimenti, dal momento che l’Europa insulare si trova di fronte ad un periodo storico molto delicato e di continua trasformazione.

 

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Belfast, Irlanda del Nord

 


 

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About Valeria Martucci

CORRISPONDENTE DALL'ESTERO | Classe 1988, è nata a Brindisi. Sin dall'adolescenza, coltiva la passione per la scrittura. Nel 2007 si trasferisce a Genova per studiare Architettura e "respirare il mondo", sperando di trovare nel capoluogo ligure un'aria cosmopolita e una dimensione "di confine". Qui incontra le altre sue grandi passioni: il cibo, il vino e i viaggi. Nel 2016 ha vissuto a Dublino. La sua vita è in eterno movimento e sempre alla ricerca di una evoluzione. Attualmente si trova a Londra, dove risiede e lavora. Qui spera di coronare il sogno della sua vita: un locale all'insegna del cibo, del vino, della letteratura e dei viaggi.

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