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Elezioni e futuro della Catalunya: il punto di vista di un convinto indipendentista

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Il presidente catalano e leader della coalizione Junts pel si Artur Mas
Il Presidente catalano Artur Mas (1956), leader della coalizione “Junts pel Sì”

Delle elezioni del 27 Settembre in Catalogna si è già parlato. Oggi ritornerò a discuterne attraverso un attivista per l’indipendenza della regione spagnola. Il mio amico Sergi, infatti, crede fermamente che la Catalogna debba liberarsi dal giogo di Madrid e in questa intervista mi spiega i retroscena, i risultati, cosa sta succedendo e cosa succederà dopo queste elezioni.

D: Le elezioni hanno dato la vittoria agli indipendentisti, ma è una vittoria “agrodolce”. Come mai?

R: È  una vittoria agrodolce perché Junts Pel Sì (Juntos por el sì, una coalizione elettorale modello L’Unione di Prodi finalizzata all’ottenimento dell’indipendenza) non ha la maggioranza assoluta. La CUP (Candidatura d’Unitat Popular, una sorta di partita socialista indipendentista) ha già detto che non vuole investire il Presidente Mas (leader di Junts Pel Si), e abbiamo bisogno dei loro voti per formare il Governo. In ogni caso abbiamo la maggioranza dei membri in favore dell’indipendenza!

D: Senza un’alleanza il governo rischia di non formarsi, con la conseguenza di nuove elezioni, o sbaglio?

R: Sono sicuro che raggiungeremo un accordo, ci sarà un altro candidato alla presidenza. Mi hanno detto che vogliono proporre una donna, Neus Munté, ma non c’è niente ufficiale.

D: È vero che il presidente Mas è stato accusato di disobbedienza civile per il referendum a favore dell’autonomia catalana tenutosi nel Novembre 2014?

R: Sì, la democrazia spagnola è così. La Spagna è un Paese pre-democratico. In Spagna oggi mandano  i figli dei franchisti a fare politica. Il Partito Popolare è stato fondato da Fraga, un franchista. C’è una fondazione chiamata Francisco Franco, che riceve sovvenzioni pubbliche! La Spagna è per molti versi, ancora una dittatura. La Corte Costituzionale prende decisioni sulla base di quello che dice il Governo. La separazione dei poteri non esiste.

D: Questa è una delle ragioni per cui chiedete indipendenza dalla Spagna, immagino. Pur essendo una Regione autonoma, siete abbastanza autonomi o il Governo vi controlla?

R: Abbiamo abbastanza autonomia, ma la ragione per cui chiediamo indipendenza è che la Spagna non ha mai dato nessun motivo alla Catalunya per sentirsi integrata al resto del Paese. Neanche con la prima e la seconda Repubblica, la mentalità spagnola verso la Catalunya è stata sempre uguale sia da parte dei Governi di destra sia da parte di quelli di sinistra.

D: Entro l’anno prossimo il Governo catalano dovrebbe approvare la DUI (Declaración Unilateral de Independencia). In cosa consiste?

R: È un documento attraverso cui la Catalunya dichiara di essere indipendente dal governo di Madrid, appellandosi al principio di auto-determinazione attraverso mezzi pacifici, che è garantito dal diritto internazionale. È una via legale per ottenere quello che il Governo spagnolo ci nega con il suo veto.

Una folla di catalani acclama l'indipendenza dopo i risultati delle elezioni
Una folla di catalani acclama l’indipendenza dopo i risultati delle elezioni

D: Se la Catalogna diventasse indipendente, farebbe domanda per entrare nell’Unione Europea?

R: In realtà entrerebbe automaticamente.

D: Il Governo catalano farà delle richieste all’Unione Europea in ambito economico o di politiche migratorie?

R: Provenienti da Africa e Asia passano attraverso il porto di Barcellona, e ora con il corridoio mediterraneo sarà un’enclave del Mediterraneo.

D: Ma è anche vero però che alcuni membri della Commissione Europea e di altri organi UE hanno espresso pareri poco positivi sull’indipendenza catalana, affermando che se la Catalogna si svincolasse dalla Spagna, i trattati europei sarebbero sospesi con essa. Soprattutto i Paesi in cui ci sono Regioni separatiste hanno mostrato questi pareri negativi.

R: Sai bene che la Commissione è un organo con poca forza. E comunque ora non può affermare che la Catalunya fa parte dell’Unione Europea, ma cambierà atteggiamento dopo la DUI. E ci sono esempi analoghi al caso catalano. Il giorno prima della DUI dell’Estonia tutti gli altri Paesi hanno detto che essa non sarebbe mai stata riconosciuta come Stato, ma dopo 24 ore era stata riconosciuta dalle Nazioni Unite. Certo, Paesi come Germania, Stati Uniti e Israele hanno detto dopo le elezioni che rispettano la legge spagnola e si può pensare che rifiuteranno l’indipendenza della Catalogna.

D: Chiaro, non si vogliono mettere contro un alleato come la Spagna, così come hanno fatto durante il referendum scozzese.

R: Certamente, ma la Catalunya non è l’Ossezia. È un contributore netto dell’UE.

D: Parlando di politica interna, pensi ci possa essere una collaborazione tra il Governo catalano e il sindaco di Barcellona Ada Colau?

R: La collaborazione adesso esiste, il sindaco è anche favorevole all’indipendenza, o almeno al referendum, anche se poi è contraria alle politiche economiche promosse dai partiti indipendentisti.

D: È possibile quindi un’alleanza Podemos e il partito di Mas per governare senza dover ricorrere ad un’alleanza con la CUP?

R: Podemos ha fatto un’alleanza con il Partito dei Verdi  e alle elezioni del 27 Settembre non hanno ottenuto un grande risultato. Credo che Podemos volesse solamente creare un clima di odio attorno al Presidente Mas. Come ho già detto prima, dobbiamo fare un patto con la CUP, così Junts + CUP avranno 72 membri parlamentari su 135. Si tratterà  di un Governo di transizione. In un anno, anno mezzo ci saranno le elezioni costituenti per avviare un nuovo processo costituente per il nuovo Stato catalano e Junts non si presenterà come coalizione.

D: Ultima domanda: cosa speri che il prossimo Governo faccia per migliorare la tua Catalunya?

R: Ora che abbiamo avviato un processo di indipendenza mi auguro che il Governo sia coerente e mi auguro che non faccia marcia indietro. Non sarà facile, si tratta di una lotta contro uno stato potente e contra una Corte Costituzionale politicizzata che vuole in carcere il Presidente e il suo Governo. Ma se saremo uniti, ce la faremo.

 

1.-9.-Banderas-esteladas-independistas-en-la-manifestación-catalana.

 

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About Giulia Masciavè

REDATTRICE | Classe 1994, pugliese, laureata in Studi Internazionali a Trento. Attualmente vive in Germania, con cui è stato amore a prima vista, un po' come con i Pink Floyd e i Coldplay. Non ama: sessisti, razzisti, omofobi, formaggio sulla pasta e cime di rapa. Difende la libertà di espressione, ma è consapevole che essa talvolta generi idee del cavolo.

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