23-10-2011 CIUDAD// elecciones generales para presidente 2012  colegio Manuel Belgrano gente votando mirando lista foto Francisco Guillen

Elecciones 2015 a Buenos Aires

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eleccionesIn Argentina è tempo di elecciones. Fra pochi giorni, infatti, si voterà nella Capitale federale; in varie Province si è appena eletto o si eleggerà a breve un nuovo Governatore; ad Ottobre si rinnoveranno la metà dei membri della Camera federale e un terzo dei membri del Senato federale; a Dicembre si terranno le molto attese e discusse Elezioni Presidenziali. A Buenos Aires saranno due i passaggi di cariche: il Governo della città autonoma – attualmente in mano a Mauricio Macri – e il Governo nazionale, ora di Cristina Fernández de Kirchner. Entrambi hanno governato per due mandati consecutivi e queste elezioni, dunque, segneranno inevitabilmente un cambio importante.

L’Argentina è una democrazia rappresentativa, repubblicana e federale. Il Governo si situa su due livelli: il Governo federale (detto, comunemente, Governo nazionale) e i Governi provinciali, a cui si aggiunge il Governo della città autonoma di Buenos Aires. Il Presidente e il Vicepresidente della Nazione sono eletti direttamente dai cittadini argentini, con un sistema a doppio turno introdotto da una riforma costituzionale del 1994: al primo turno vincono il Presidente e Vicepresidente che abbiano ottenuto il 45% dei voti, oppure il 40% se superano di 10 punti il candidato al secondo posto; se tali maggioranze non sono raggiunte, si va al cosiddetto ballotage, in cui si vince con la maggioranza semplice. La stessa modifica costituzionale ha introdotto un regime di autonomia speciale per la Città di Buenos Aires. La città si organizza come una Provincia autonoma, basata sulla propria costituzione e sulla divisione dei tre poteri. L’esecutivo, in particolar modo, è a carico di un Capo di Governo, eletto direttamente dai cittadini. Sia per le elezioni del Presidente della Nazione che per l’elezione del Capo di Governo della città di Buenos Aires, sono previste le elezioni primarie, dette PASO (Primarias Abiertas Simultáneas y Obligatorias). Create nel 2009, queste elezioni definiscono quali partiti si potranno presentare alle elezioni successive e quali saranno i candidati in lista.

I cartelli elettorali colorano la città già da molti mesi. E la maggior parte dei cognomi scritti in stampatello vengono dall’Italia. Mentre non figurano cognomi nostrani fra gli aspiranti governatori di Buenos Aires, i candidati favoriti nelle elezioni presidenziali sono Macri e Michetti da un lato, Scioli e Zannini dall’altro, con Massa in ricorsa e Randazzo ormai fuori gara. Fino ad oggi, nessuno di questi ha usato le proprie origini italiane come punto di forza della campagna. E questo nonostante l’appeal di cui potrebbe giovare nel forte e vasto gruppo di italo-discendenti.

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Frente para la Victoria (FPV)

Gli argentini, come gli italiani, hanno poca fiducia nella propria classe politica. L’indice di percezione della corruzione secondo Transparency International, che misura non il livello della corruzione in sé ma il livello della corruzione percepita dalle persone, piazza l’Italia al 69° posto e l’Argentina al 105° gradino nella classifica stilata nel 2014. In Italia, la disillusione dei cittadini si può misurare con il livello di astensione dal voto. In Argentina, invece, il voto è obbligatorio e la mancanza di fiducia si può esprimere con voti nulli o schede bianche. In percentuale, però, sono poche le persone che decidono di non esprimere una preferenza: secondo le statistiche ufficiali, nelle Elezioni Presidenziali del 2011, le schede bianche rappresentavano il 3,5% e le schede nulle lo 0,98% dei votanti.

Le elezioni, tanto della Nazione come della città autonoma di Buenos Aires, si giocheranno probabilmente fra il Frente para la Victoria (FPV), alleanza elettorale di centrosinistra della Presidente uscente Cristina Kirchner, e il Propuesta Republicana (meglio conosciuto come PRO), partito di tendenze liberali e conservatrici, che attualmente governa la città di Buenos Aires.

Il Frente para la Victoria si identifica con il movimento politico di base peronista detto kirchnerismo e che si basa ideologicamente sulla lotta in difesa dei diritti umani, sul rifiuto delle politiche neoliberiste e del libero commercio internazionale, sulla promozione delle libertà sociali e sull’unità latinoamericana. Il Frente para la Victoria presenta – per la città di Buenos Aires – Mariano Recalde, vincitore delle PASO ed attuale Presidente di Aerolíneas Argentinas; per le Elezioni Nazionali, invece, come Presidente Daniel Scioli – attuale Governatore della Provincia di Buenos Aires – e come Vicepresidente Carlos Zannini, Segretario legale e tecnico della Presidenza della Nazione.

Il PRO si propone come il partito del cambiamento, della “buona politica” e gestione della cosa pubblica, all’ascolto del cittadino, aperto al dialogo e con l’obiettivo di aiutare ciascuno a realizzare il proprio potenziale. Il partito è guidato da Mauricio Macri, un imprenditore già Presidente del Club Atlético Boca Juniors. Per la città di Buenos Aires presenta Horacio Rodriguez Larreta, vincitore delle PASO ed attuale capo di gabinetto del Governo della città; per le Elezioni Nazionali, i candidati a Presidente e Vicepresidente devono ancora essere decisi nelle PASO. Spicca fra le proposte quella del già citato Mauricio Macri, Capo di Governo della città di Buenos Aires, come Presidente ed infine Gabriela Michetti, che siede come Senatrice nel Congresso Nazionale, in qualità di Vicepresidente.

Con il passare dei mesi, la tensione cresce insieme alle aspettative. Restiamo in attesa di sapere da che parte andrà l’Argentina dopo il 2015.

 

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Propuesta Republicana (PRO)

 

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About Isabella Cannatà

COLLABORATRICE | 27 anni, laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionata di Diritto Internazionale ed esperta in traslochi. Ha vissuto per qualche anno a Buenos Aires.

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