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La Democrazia ha fallito

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Alla fine è stato proprio come previsto. Le Elezioni Regionali, se ancora ce ne fosse bisogno, delineano il vero grande partito della Nazione che non è il Partito Democratico, ma l’astensionismo.

22_18_gdv_f1_361_aI dati che sono stati resi noti dal Viminale, infatti, sono a dir poco imbarazzanti per tutta la classe politica italiana: solo il 40% degli aventi diritto sono andati a votare; in Emilia-Romagna ha votato solo il 37.67%, trenta punti percentuali in meno rispetto al 2010. Leggermente migliori, invece i dati che ci arrivano dalla Regione Calabria. Il problema c’è: la sfiducia della gente nei confronti della politica è ormai dilagante. Questi sono tra i più preoccupanti dati della storia della Repubblica e mandano ancora una volta un segnale di forte disaffezione alla cosa pubblica. Dal canto loro, i politici si sono subito presentati davanti ai microfoni a commentare i risultati elettorali ed in particolare il dato dell’astensionismo. Le parole che abbiamo sentito sono state sempre le solite: <<è un dato che fa riflettere; dobbiamo stare attenti; gli elettori ci mandano un segnale>>. Il problema è che era lo stesso segnale che era già stato mandato nella tornata elettorale europea della scorsa Primavera, ovviamente ignorato da una classe politica che vive nel palazzo e che non conosce la vita reale in nessun modo.

In un contesto del genere, in cui un sindacalista è stato ormai eretto a vero leader della Sinistra e in cui il Papa è forse uno dei pochi, per dirla con Nanni Moretti, a dire ancora qualcosa di sinistra, il PD si conferma asso pigliatutto: il partito di Renzi infatti vince in entrambe le Regioni e piazza i suoi candidati alla presidenza. In Emilia-Romagna, infatti, vince Stefano Bonaccini con il 49.05% dei voti mentre il candidato appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord, Alan Fabbri, si ferma al 29.85%. Il dato interessante per quel che riguarda la Regione emiliana non è tanto la vittoria del PD, che era praticamente scontata, ma piuttosto il grande risultato della Lega Nord che quasi doppia Forza Italia e che conferma ancora una volta l’exploit di questo partito e del suo leader Matteo Salvini che probabilmente a breve riceverà le chiavi del centrodestra in un testa a testa con l’altro Matteo, il segretario del PD, in calo nel gradimento ma non abbastanza da impedirgli un quattro su quattro nelle ultime elezioni regionali. In Calabria, come detto, il dato sull’astensionismo è stato leggermente migliore. La vittoria è andata a Mario Oliverio, ex Presidente della Provincia di Cosenza, che si impone con il 61.32%, asfaltando praticamente la candidata del centrodestra Wanda Ferro (23.67%).

 

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Da sinistra verso destra: Mario Oliverio e Stefano Bonaccini, neo Governatori delle Regioni Calabria ed Emilia-Romagna

 

L’unica triste verità, se si vuole cercare di attuare un’analisi lucida su queste elezioni, è che questi due Governatori (a cui ovviamente auguriamo un buon lavoro) in realtà sono i Presidenti di chi? Sei persone su dieci hanno scelto di non partecipare al voto e francamente non si vede nessun vero tentativo di risolvere questa tragica situazione. Si sente piuttosto parlare di “gufi” quando qualcuno non è d’accordo con il “cambiamento” del Governo e una certa sfacciataggine che probabilmente non aiuta di certo a riavvicinare la gente alla politica.

L’altro dato, come accennato, è appunto l’exploit netto della Lega Nord, segno che la campagna elettorale mossa da Salvini (che è stato onnipresente in tutti i media) è riuscita a convincere molte persone, nonostante qualche cosa oscura (vedi il caso della macchina rotta a Bologna). Di contro il calo netto del MoVimento 5 Stelle in entrambe le Regioni. Per alcuni è proprio la Lega che sta beneficiando del calo di consensi dei cinquestelle. Per Grillo, invece: <<il Movimento non ha sofferto l’astensionismo>>. Allora, caro Beppe, è ancora più grave dato il dato fortemente negativo. Probabilmente i grillini hanno ormai perso lo smalto e l’entusiasmo dell’inizio della legislatura e sono forse penalizzati anche da una scarsa presenza all’interno dei media.

In conclusione, queste elezioni regionali ci lasciano in eredità due dati: l’astensionismo record e l’exploit della Lega. Questa tornata elettorale ci dice inoltre che l’effetto Renzi non è bastato a far riavvicinare la gente alla politica e questo lo si vede anche e soprattutto nelle piazze, dove continuano le forti proteste dei lavoratori, studenti e disoccupati che vengono rincuorati a manganellate.

Questi dati non possono essere ignorati: sono un grido d’aiuto da parte della gente che non ce la fa più. Una bocciatura vera e propria, non verso il Governo o Renzi ma verso la democrazia che, invece di produrre grandi statisti che hanno a cuore il bene dell’Italia,  producono quello che vediamo nei talk-show tutti i giorni.

Il voto è  ormai percepito come superfluo e inutile per cambiare le cose  ed è così che viene meno l’elemento fulcro della democrazia: la partecipazione.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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