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La cucina entra nelle TV

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In Italia, oramai da qualche anno, abbiamo visto il proliferare di programmi televisivi inerenti all’ambito culinario. Quasi tutti hanno riscosso un discreto successo, partendo da MasterChef, arrivando a Cucine da incubo, Hell’s Kitchen e chi più né ha più né metta. La gente comune, dunque, ha potuto entrare in contatto con il mondo nudo e crudo della ristorazione, vedendo cosa si nasconde dietro le porte di una cucina. Chef sempre infuriati che urlano, critici culinari furibondi che annientano ogni creazione.

A mio modestissimo avviso, questi programmi TV hanno passato un messaggio un po’ troppo sempliciotto al pubblico, facendo pensare che questo sia un lavoro alla portata di tutti e che tutti possano tranquillamente cucinare o recensire un piatto da Stella Micheline. Ed è proprio qui che si sbagliano.

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MasterChef Italia: la prima edizione è andata in onda dal 21 Settembre al 7 Dicembre 2011, su Cielo

Il lavoro del cuoco è molto duro. Immaginate di vedere tutto quello appreso in televisione e quadruplicatelo, se non di più. Ogni giorno gli chef sono messi a dura prova, dovendo creare sempre menu di buon livello, con un tocco di novità, originali e per giunta buoni. Fate ciò dopo aver sulla schiena una mole di lavoro allucinante (si parla anche di 15 ore al giorno) per sei giorni su sette. Senza contare che un cuoco inizia il suo mestiere sapendo che tutte le feste le passerà fra quattro mura, che perderà i momenti più belli di una famiglia (come ad esempio vedere il proprio figlio crescere) e che la sua salute sarà messa a dura prova (calore, ustioni, tagli e quant’altro).

Provate adesso ad immaginare i piatti visti in televisione. Tutti bellissimi e gustosi, spesso sono un trionfo di colori, di profumi vari, di genialità. Pensate ora di fare uno di questi singoli piatti, ma per cento persone alla carta, che non intendono aspettare alcun ritardo. Il cuoco che resiste a tutto ciò, andrà avanti solo alla sua grande passione per questo lavoro, che lo porterà a compiere traguardi impensabili, se non si è dell’ambiente. Questa passione però si ripercuote sull’umore dell’intera brigata. Le tante ore passiate assieme, la tensione del servizio la passionalità dei membri di una brigata, spesso genera un ambiente tutto che facile da sopportare. Urla, insulti, sproloqui sono all’ordine del giorno.

Ho cercato, insomma, di portarvi una piccola immagine di questo mondo poco conosciuto, che è la cucina. Giustamente la TV mostra ciò solamente in una parte molto infima, facendo risaltare invece una certa semplicità nell’esecuzione di piatti, per non parlare della critica. Oltre a tutti questi programmi, sono nati una serie di siti internet atti a valutare e giudicare ristoranti. Sono un ottimo mezzo, ovviamente, per scambiarsi le informazioni, ma non vengono usati come dovrebbero. Ogni giorno si assiste a critiche dure e veementi, che neppure il celebre Raspelli si sognerebbe di fare. Ad un certo punto tutti sono dei grandissimi critici, poiché hanno visto su MasterChef, come cucinare un filetto di manzo alla Rossini, ma in realtà non sanno nemmeno quando è il momento di buttare in acqua la pasta. E te li vedi lì, al tavolo, senza nemmeno aver iniziato a gustare il piatto, con i loro tablet, smartphone, imbastire una critica distruttiva e desolante, poiché fa figo. I veri critici fanno così : <<piscio di cane, merda di gatto>>.

 

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L’invito che posso darvi è quello di divertirvi a casa guardando questi programmi televisivi, piacevoli e simpatici. Scrivete pure recensioni sui siti di valutazione. Non dimenticate mai, però, il rispetto per chi questo lavoro lo fa con dedizione e passione, resistendo ad una moltitudine di sacrifici. Siate comprensivi, poiché questo non è un lavoro che possono fare tutti, anzi, solo in pochi riescono ad eccellere e quasi sempre grazie alla passione che li spinge a migliorarsi. Quando andrete in un ristorante, dunque, prima mangiate e poi divertitevi, bevete del buon vino e tenete spenti smartphone e tablet, a vantaggio di piacevoli chiacchierate con gli altri commensali e perché no magari direttamente con lo chef, capendo insieme a lui il motivo di certe scelte, discutendo sulle cose buone e su quelle che non vanno. Il rapporto umano non potrà che migliorare, in una società sempre più fredda ed  interattiva.

 

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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