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Le Crociate: impresa occidentale

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Oggi, per la Rubrica dedicata alla storia, parleremo delle Crociate. È un argomento che si presta a certi paragoni attualizzanti e cercheremo di analizzare questi fatti portandone alla luce alcune tematiche meno conosciute, per via della loro complessità e dei ricordi lacunosi ed imprecisi che ci trasciniamo dai sussidiari scolastici.

Per aver ben chiaro l’argomento, bisogna capire che esse sono una forma molto particolare di pellegrinaggio. In quell’epoca i nostri antenati davano al pellegrinaggio un’importanza enorme. Quello in Terra Santa era equiparabile a ciò che sentono oggi i musulmani per il cammino a La Mecca. Era un momento catartico per eccellenza, dove chi può vive in prima persona tutti i rischi e le passioni profonde del suo Credo. L’immedesimarsi con Cristo, vivere la sua passione, calpestare la terra che egli stesso calpestò, respirare la sua stessa aria. Lì Cristo subì la Passione, e i credenti partivano, lasciando le case per anni, verso un viaggio pericoloso, dove erano consapevoli che avrebbero potuto fare una bruttissima fine.

Non si partiva soltanto per gustare Gerusalemme, compiendo un semplice  atto di penitenza. Si partiva armati, con l’idea di riconquistare la Terra Santa e  aprirne la strada, affinché fosse sicura per i futuri pellegrini cristiani che avessero voluto raggiungere la il Santo sepolcro senza pericolo.

Per molti secoli, l’occidente cristiano, non ha né le forze né la voglia di riprendersi la Terra Santa dai musulmani. I rapporti con essi, che governano questo luogo di culto per eccellenza, sono discreti (già nell’articolo su Carlo Magno abbiamo parlato degli ottimi rapporti con Harun-al-Rashid).

Nell’anno 1095, il Papa Urbano II, decide di lanciare il progetto della liberazione e presa di Gerusalemme dagli infedeli, e con tutta l’autorità che possiede il papato, decide di convincere i cattolici ad andare in Terra Santa, possibilmente in tanti e armati.

Questa non fu l’unica Crociata, ne seguiranno moltissime, proprio perché i musulmani non stettero a guardare e a subire l’invasione di questi “barbari occidentali”, e infedeli per giunta. Anche loro presero le armi per difendere le proprie terre. Ci vorranno due secoli prima che i musulmani prevalgano, rigettando gli occidentali da dove erano venuti.

Comunque sia, la compresenza di entusiasmo religioso, misto ad interessi sociali e politici, portarono all’istituzione del Regno di Gerusalemme, il quale avrebbe garantito nuove possibilità per il popolo europeo, impossibili da trovare nelle terre natie (a causa dell’iimmobilità sociale) .  In questi anni l’Europa sta per vivere una forte rinascita. La popolazione inizia a crescere e pian piano le forze assopite di questo mondo, un tempo glorioso, si stanno risvegliando. Tutto l’occidente sente il bisogno di offrire soldi, forze, vite per questo progetto di riconquista.

Noi abbiamo il vizio di numerare le Crociate in base alla partenza di un Re o di una qualche figura mitica o eroica del tempo. In realtà il flusso di uomini che partiva dall’occidente per andare in Terra Santa era continuo e quasi ininterrotto. Chiunque poteva mettersi in marcia ed andare verso Gerusalemme per dare una mano a chi la stava già difendendo.

Poi per tanti motivi questo sentimento diminuisce. La gente comincia sempre più a credere meno in questa missione. In primis perché le cose stanno andando male. In secondo luogo perché la Crociata diventa quasi subito un’istituzione. Istituzione nel senso che una spedizione diventa Crociata solo quando il Papa lo dice, e tutti quelli che partono, divenendo ufficialmente crociati, saranno soggetti ad uno statuto giuridico nuovo, fatto di privilegi (piccoli, come la dilazione dei debiti e quant’altro). Il problema di tutto ciò è che i papi in questi anni vedono uno dei punti più alti del loro potere. In questi secoli sia i re che l’Imperatore, faticano a non riconoscere una grandissima forza nel Papa, identificato in tutto il loro mondo come un’entità accomunante e potente. Ma i papi hanno anche loro dei nemici. Col tempo alcuni pontefici non resistono alla tentazione. Sanno di avere degli avversari interni (es. l’Imperatore Federico II) e ragionano su questo: i fedeli vanno a farsi ammazzare in Terra Santa contro gli infedeli, e perché non possono fare lo stesso contro gli infedeli dentro i confini europei? Un Imperatore nemico del Papa, o una banda di eretici, erano nemici di Dio tanto quanto i musulmani, per cui era giusto indire anche contro di essi delle Crociate. Abbiamo già sottolineato che essere crociato significa avere uno status giuridico personale, che è possibile guadagnarci da una crociata, e soprattutto che Dio salva l’anima quando si prende parte a questi pellegrinaggi armati. Ma la gente non era più ingenua di noi oggi. Molti iniziavano a percepire una convenienza del Papa nel lanciare crociate contro i suoi nemici e ogni volta che gli faceva comodo. Un conto era andare in Terra Santa a vivere la Passione di Cristo, un altro era andare ad ammazzare eretici di cui non si sapeva nulla, o combattere l’Imperatore, che il Papa diceva essere un “senza Dio”, ma guarda caso l’Imperatore sosteneva di essere il vero custode della fede. Questa svalutazione della Crociata genera, come abbiamo detto, un allontanamento dai veri ed originali motivi che spingevano il popolo cattolico europeo ad andare verso Gerusalemme.

Altri motivi meno noti e meno influenti furono moltissimi. Uno su tutti è quando un italiano decide di andare in Terra Santa, supera gli accampamenti cattolici per giungere a quelli musulmani, e chiede di parlare con il Sultano. Quest’uomo era S. Francesco, un uomo che dava molto fastidio quando era vivo, e tra tutte le cose che fece, quella di invitare al dialogo musulmani e cattolici fu tra le più fastidiose. Un invito anti militarista che convinse molte persone del tempo. La stessa cosa fu fatta dall’Imperatore Federico II, che una volta partito contro voglia per la Terra Santa, parlò col Sultano e iniziò ad intavolare trattative per comprarsi Gerusalemme.

La prima Crociata è l’unica a cui non prende parte nessun Re, e nemmeno l’Imperatore. Il potere imperiale era ridotto molto male, era uscito a pezzi dalla Lotta per le investiture (si ricorda l’immagine di Enrico IV a piedi scalzi a Canossa). Non per niente il Papa sceglie quel momento per intraprendere una grossa missione collettiva di tutta l’Europa cristiana.

Il potere ora è gestito su un livello dal Papa e su un altro dai principi locali. Imperatori e re per ora son fuori dai giochi. E son questi che partono, come il Conte di Tolosa, Boemondo D’altavilla, Goffredo di Buglione. Di tutti questi Conti le fonti sono scarsissime o inesistenti, cosa che non sarà per le altre Crociate, dove sapremo moltissime vicende di tanti protagonisti come Luigi IX il Santo. Le uniche notizie maggiormente rilevanti che si hanno della prima Crociata sono inerenti a Goffredo di Buglione, poiché fu il primo sovrano del Regno di Gerusalemme.

La figura di Luigi IX il Santo, portatore del dualismo tra croce e spada, tra fede e militarismo, tra santità e sovranità incarna appieno i sentimenti delle Crociate, e sarà oggetto di un nuovo articolo. Per il momento ci fermiamo qui, a questa prima introduzione che apre l’argomento delle Crociate. Spero di avervi tracciato un riquadro, piuttosto generale, di questa serie di avvenimenti che segnarono la prima e vera prova di forza del mondo occidentale, nei confronti dei paesi esteri. Un forte scontro ideologico, etico e culturale, che segnò un’epoca, generando fortissimi scontri, vivi ancora oggi. E’ proprio in questi anni che venne teorizzata la Guerra Santa cristiana, oppure risvegliata l’ideologia di Jihad, sviluppando e rinvigorendo tale argomento, dimenticato da diversi secoli.

Conoscere a fondo questi eventi è di vitale importanza per capire le origini e le cause di molti mali del nostro tempo. Sicuramente ci possono servire per mostrare una certa somiglianza tra la nostra cultura e quella musulmana, la quale sentiamo così lontana, ma in fondo è più vicina di quanto si possa pensare. E se oggi, tra noi e loro, si percepisce una profonda diversità, come venivano avvertite tali differenze secoli prima? Come venivano visti gli occidentali dal mondo orientale del tempo? A queste domande risponderemo nel prossimo articolo, mostrando proprio l’immagine, i pregiudizi e le differenze che i due popoli sentivano tra loro, ma anche le affinità che, dopo tanti bagni di sangue, affioravano generando del rispetto reciproco, sentimento che manca parecchio invece nei nostri secoli, dove vantiamo una modernità etica e un’apertura mentale mirabolante. Nonostante le Crociate siano uno dei capitoli più neri della storia dell’uomo, che lascia un certo amaro in bocca dopo averle studiate, non possiamo dire, con tutta serenità, di aver concluso tale capitolo, poiché ancora oggi la gente muore per gli stessi futili motivi di un tempo. In questo senso la storia dell’uomo non ha mai fatto passi in avanti, anzi ha soltanto aggiunto benzina sul fuoco.

 

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Fonti

Lezione prof. A. Babrbero

Conferenza prof. A. Barbero

A. Maalouf, Le crociate viste dagli arabi

A. Ducellier/ F. Micheau, L’islam nel Medioevo

 

About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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