Il lago d'Aral, prosciugato da politiche agricole sbagliate

Il lato oscuro della “fast fashion”

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Ogni nostra azione ha un impatto sull’ambiente ma troppo spesso non ce ne rendiamo conto, finendo con l’ignorare le conseguenze delle nostre scelte: un caso lampante è quello della cosiddetta “fast fashion”, termine che indica la capacità di determinate aziende di immettere sul mercato vestiti dal modello sempre diverso in tempi brevissimi e a costi contenuti. Quali sono le critiche che vengono mosse alla “moda veloce”? Scopriamole insieme.

About Maria Parenti

REDATTRICE | Classe 1988, emiliana. Laureata in Lettere, è appassionata da sempre alle tematiche ambientali e si sta ancora chiedendo cosa vuol fare da grande. Nel frattempo, tra un lavoro e l'altro, si è iscritta ad una specialistica in Economia e si è temporaneamente trasferita a Bruxelles. La contraddistinguono l'amore per la musica metal e per il cibo vegano.

A sign directing traffic to a public electric vehicle charging station in Beijing, China, on Wednesday, March 9, 2016. While air pollution in the nation's capital has improved slightly, residents still frequently don face masks to filter the smog, including during a string of days recently air quality was listed as hazardous. Photographer: Qilai Shen/Bloomberg via Getty Images

Auto elettriche: perché la battaglia verrà spuntata dalla Cina

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I vantaggi dei veicoli elettrici sono incontestabili: inquinano meno, presentano costi operazionali di gran lunga inferiori a quelli necessari alla produzione di auto con motore a combustione interna e negli ultimi anni si è persino assistito a un sensibile calo delle spese di sviluppo, che un tempo costituivano il maggiore ostacolo alla loro più ampia commercializzazione. Date le prospettive di crescita e la promessa di un guadagno assicurato, non sorprende che il mercato delle auto elettriche abbia già attirato il gigante dell’economia globale, la Cina.

Les avantages des véhicules électriques semblent incontestables : ils polluent moins et présentent des coûts opérationnels bien inférieurs à ceux de la production des voitures avec moteur à combustion interne : ces dernières années on a même assisté à une chute sensible des frais de recherche et développement, qui constituait autrefois principal obstacle à leur plus ample commercialisation. Vues les perspectives de croissance et de profit, il n’est pas étonnant que le marché des voitures électriques ait déjà attiré le géant de l’économie mondiale, la Chine.

About Federica Di Sario

REDATTRICE | Classe 1993, è iscritta alla magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Macerata. Da sempre interessata al mondo della narrazione, si è da poco accorta di nutrire una passione feroce per la politica internazionale ed è qui, su "La Voce del Gattopardo", che prova a fonderle insieme. Risiede attualmente a Parigi, dopo aver vissuto qualche mese a Mosca.

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Berta Cáceres: a costo della vita

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Quando si parla di ambiente e delle questioni ad esso collegate, la gente si annoia facilmente. L’ambiente, e la sua difesa soprattutto, rimane argomento di nicchia, se ne discute fra gli accademici, fra gli attivisti e molto poco seriamente in politica. Se volessi elencare e/o discutere delle ragioni per cui l’ambiente mi sta a cuore, mi scontrerei con altrettanti motivi per cui il mio teorico sentimentale interesse viene quotidianamente contraddetto dalle mie azioni. Se io, però, qui volessi narrare di chi non si è contraddetto e ci ha rimesso la vita, parlerei – e non avrei alcun dubbio – di Berta Cáceres.

About Barbara L. L. Maimone

COLLABORATRICE | Classe 1990, siciliana. È laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania, con una tesi dal titolo: "Diritto e ambiente. Un'influenza reciproca?". Trasferitasi a Londra, è testarda, chiacchierona e amante dei carboidrati. Co-gestisce un blog contro gli stereotipi di genere. I diritti umani, le tematiche ambientali e la geopolitica sono fra i suoi maggiori interessi. Da cittadina del mondo, porta un po' d'Italia ovunque vada.

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Lo sfruttamento petrolifero e i diritti degli indigeni nel Nord del Perù

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Tematiche quali il cambiamento climatico, lo sfruttamento eccessivo delle risorse e la deforestazione delle foreste tropicali sono ben note al grande pubblico: per questo motivo la transizione da un uso intensivo dei combustibili fossili a un impiego più saggio delle risorse rinnovabili potrebbe sembrare un “traguardo ormai vicino”. La realtà però appare un po’ diversa, in quanto la maggior parte della popolazione da un lato sembra ignorare ancora quali siano le conseguenze di uno stile di vita consumistico sull’ambiente o sulle popolazioni più povere e dall’altro sottovaluta la propria “influenza positiva” sulle multinazionali.

About Maria Parenti

REDATTRICE | Classe 1988, emiliana. Laureata in Lettere, è appassionata da sempre alle tematiche ambientali e si sta ancora chiedendo cosa vuol fare da grande. Nel frattempo, tra un lavoro e l'altro, si è iscritta ad una specialistica in Economia e si è temporaneamente trasferita a Bruxelles. La contraddistinguono l'amore per la musica metal e per il cibo vegano.

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Ritorno alla terra

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Gli ultimi quindici anni della vita agricola europea sono stati caratterizzati da un forte processo di “ricontadinizzazione”, ovvero un metodo economico e sociale che ricrea un modo di fare agricoltura di piccola scala e con un basso capitale economico, permettendo alle piccole aziende agricole di sopravvivere e produrre beni alimentari per la famiglia e per un piccolo mercato. Chi sono, quindi, i nuovi contadini? Vediamolo insieme.

About Giulia Nurchi

COLLABORATRICE | Classe 1990, studia Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Cagliari. Sradicata dalla sua amata Sardegna, rincorre il sogno di Robin Hood per i sentieri della foresta di Sherwood. Amante della sociologia e della politica, è impiegata in una costante ricerca di quell'essere dinamico chiamato "società".