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Il «secol superbo e sciocco» affrontato ne “La ginestra”: l’attualità leopardiana

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«E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce». Anche chi non abbia mai avuto modo o l’opportunità di visitare e vedere dal vivo questi luoghi e in particolare quelli che circondano lo «sterminator Vesevo», può sentirsi terribilmente attratto e irrimediabilmente travolto dalla bellezza di questi paesaggi, allo stesso tempo affascinanti e misteriosi, taciturni e profumati. Era il 1836 e Giacomo Leopardi si trovava a Torre del Greco.

About Marina Muggianu

COLLABORATRICE | Nata in Sardegna nel 1992, diciannove anni più tardi prende il mare e approda in Toscana. Da quel momento vive a Pisa, dove attualmente approfondisce la sua passione per la letteratura italiana. Adora le escursioni, i libri e la cancelleria.

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Recensione alla silloge poetica “L’attimo che ho colto” di Franca Donà

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Il file rouge che salda le quindici liriche de “L’attimo che ho colto” sembra essere il bilancio quotidiano della vita, in bilico tra ricordi e aspettative, desideri appagati e rinunce, propositi e incertezze, là dove la memoria ramifica nel presente e l’ombra diventa alter ego della luce. Il dolore e la gioia sgorgano dalla stessa sorgente e seguono e poi raggiungono il medesimo corso d’acqua, in un ciclo vitale che madre natura ha predisposto e che l’anima consapevole della poetessa ha fatto suo.

About Carla Maria Casula

REDATTRICE | Figlia della Sardegna, classe 1975. Giornalista pubblicista, si occupa di linguistica sarda con particolare attenzione nei confronti dei fenomeni lessicali, fonetici e morfologici. Scrittrice a tempo pieno, ha all'attivo tre sillogi poetiche in lingua italiana e numerosi riconoscimenti in concorsi di poesia regionali e nazionali. Studentessa di Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Cagliari, tra cerimonie di premiazione e presentazioni di libri spera di concludere quanto prima il suo percorso universitario. Sogno nel cassetto: un allevamento sterminato di gatti neri.

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“De vulgari eloquentia” di Dante Alighieri: gli albori della nostra lingua

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Dante Alighieri viene spesso identificato come il padre della lingua italiana. Sarebbe più opportuno affermare che egli sia stato l’unico autore ad essere riuscito a darle piena coscienza delle potenzialità stilistiche e artistiche di cui poteva disporre, in un periodo in cui essa era ancora in piena formazione e in via di sviluppo. I risultati di questo suo intento sono riscontrabili chiaramente sia all’interno della “Divina Commedia” sia, in maniera più tecnica ed evidente, nel “De vulgari eloquentia”.

About Marina Muggianu

COLLABORATRICE | Nata in Sardegna nel 1992, diciannove anni più tardi prende il mare e approda in Toscana. Da quel momento vive a Pisa, dove attualmente approfondisce la sua passione per la letteratura italiana. Adora le escursioni, i libri e la cancelleria.

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Ercole e Atlante giocano a palla con il mondo: un dialogo di Giacomo Leopardi

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Giacomo Leopardi è stato uno dei più grandi poeti italiani dell’Ottocento, amato o odiato, capito o incompreso da innumerevoli generazioni di scolari che lo hanno studiato nella loro carriera. Una parte della sua produzione in prosa è costituita dalle “Operette morali”, ventiquattro dialoghi scritti sul modello di Luciano di Samosata. E in questo articolo si approfondirà il secondo testo contenuto al suo interno, intitolato “Dialogo d’Ercole e di Atlante”.

About Diletta Solinas

REDATTRICE | Classe 1992, sarda. Adora la lettura, l'arte, i film, i viaggi, i programmi di Piero e Alberto Angela e guarda ancora con meraviglia il mare e la natura. Laureata in Lettere sulla via dell'antico, ora prosegue gli studi in Italianistica e per questo si sente un po' un ibrido.

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Recensione alla silloge poetica “Lasciami danzare” di Gabriella Valera Gruber

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“Lasciami danzare” è la voce della poetessa che sussurra e rivendica il proprio diritto alla libertà di essere se stessa fino in fondo ed esprime il desiderio di aprire la cassaforte delle emozioni. Danzare, quindi, acquisisce il significato di modulare i movimenti del corpo con il ritmo della vita e dell’anima. E si fa suggello di una misteriosa unione tra l’immanente e il trascendente.

About Carla Maria Casula

REDATTRICE | Figlia della Sardegna, classe 1975. Giornalista pubblicista, si occupa di linguistica sarda con particolare attenzione nei confronti dei fenomeni lessicali, fonetici e morfologici. Scrittrice a tempo pieno, ha all'attivo tre sillogi poetiche in lingua italiana e numerosi riconoscimenti in concorsi di poesia regionali e nazionali. Studentessa di Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Cagliari, tra cerimonie di premiazione e presentazioni di libri spera di concludere quanto prima il suo percorso universitario. Sogno nel cassetto: un allevamento sterminato di gatti neri.