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Caro Marco ti scrivo

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti

Caro Marco,

 

M.-Colarossi-10-46-59scrivo a te che sei intervenuto a PiazzaPulita per porre una serie di domande al Sindaco Nardella – guadagnandoti il tifo di tanti sostenitori di Grillo – per dirti una cosa fondamentale: porta pazienza.
C’è un tempo per tutto. Prima di parlare di Politica bisogna scoprirla, studiarla, spiarla. Hai dalla tua il vantaggio di una tecnologia che ti permette di leggere qualunque cosa, in qualunque momento, ovunque tu sia. Alla tua età io non avevo nemmeno il computer. Non limitarti ad un solo tipo di informazione, non centellinare i miliardi di possibilità che hai a tua disposizione. E soprattutto, Marco, innamorati della Politica. Lasciatelo dire da una che c’è passata: sarà la più grande delusione della tua vita. Sarà l’amore mai corrisposto, quello inseguito con passione, quello che ti terrà sveglio fino a notte, che ti farà piangere. Ognuno di noi ha bisogno di ideali propositivi in cui credere, soprattutto nel periodo in cui viviamo. Non abbracciare la distruzione, Marco. Non lasciarti condizionare, influenzare, non permettere al desiderio di notorietà di toglierti la bellezza e la purezza dei tuoi 14 anni.

C’è un tempo per tutto, l’ho già scritto. E ci sono tanti modi per incanalare le proprie capacità, per essere d’aiuto, per dare un contributo. La democrazia non è un regalo sotto l’albero di Natale né un persistente e scontato istinto umano. L’uomo, come diceva Hobbes, è solitario per natura. Il suo cuore è là dove sta il suo benessere. E’ solo con molta fatica che le persone hanno deciso di aggregarsi, di rinunciare al proprio diritto di tutto su tutti in virtù di un benestare generale. La democrazia costa fatica, sudore, impegno. Immagina di dover costruire un palazzo di molti piani: tu devi essere l’architetto, il geometra, il muratore, il camionista che scarica i mattoni, l’ingegnere civile, il fornaio dove ogni mattina i lavoratori vanno a comprare la focaccia, il proprietario e pure il giardiniere che pianta gli alberi nel parcheggio. Non basta una vita per finire , fidati. Nessuno c’è mai riuscito, ecco perché le persone lavorano insieme, costruiscono  giorno dopo giorno il loro cammino, la loro storia, il loro futuro. Alcuni credono di essere migliori, di avere la precedenza, di poter fare da soli. Sai che succede a quel punto? Il palazzo crolla miseramente, per terra restano solo i calcinacci, i progetti sepolti sotto tonnellate di cemento.

Ci vuole l’impegno di tutti, Marco. E l’impegno, per essere efficace, deve essere fondato su solide conoscenze e le conoscenze si acquisiscono sull’esperienza. E’ un cerchio senza fine, a volte vien voglia di uscirne fuori ma semplicemente non è possibile. Ecco perché l’altra sera, mentre ti ascoltavo, mi sono venuti i brividi di paura. Ecco perché ti scrivo questa lettera con il cuore in mano, come se fossi tua sorella, come se stessi parlando a mio fratello.

 

 

Vivi la tua età senza forzarla, senza spingere troppo in avanti l’acceleratore. Indietro poi non si torna ed il rischio di diventare degli adulti ignoranti e fanatici è molto tangibile. Nel tuo blog, di cui non riporto il link perché credo tu sia troppo giovane, scrivi che ti ispiri molto al Movimento 5 Stelle, descrivendolo come una ventata d’aria nuova. I tuoi articoli sono un’ammirevole sviolinata di tutto quello che Grillo ha fatto/detto/pensato. Magari sarò cinica, ma il dubbio che tu sia in qualche modo condizionato ed usato per la tua giovane età è molto forte. Ne ho avuto sentore l’altra sera a PiazzaPulita, dove per amore di share il conduttore  ti ha letteralmente gettato in pasto ai leoni. Tu con il tuo foglietto, Nardella comodamente seduto in poltrona, Formigli che ti incitava come se tu fossi un attaccante della Roma in possesso palla all’ultimo minuto e gli applausi del pubblico mi hanno fatto pensare ad un grande macello comune, un’orgia mediatica in cui basta dire le cose, basta urlare, basta portare delle novità per essere felici.
Non cadere in questa trappola, non farlo. Non lasciare a queste piovre la possibilità di manovra. Esci dal guscio, finisci la scuola, studia la storia, la filosofia, le lettere, le scienze. Iscriviti alle associazioni, fai volontariato. La Politica si tocca  da vicino, parlando con le persone  e non celandosi dietro uno schermo. Poi il tempo ti farà decidere cosa fare della tua vita, magari a 18 anni deciderai di mollare tutto ed andare a vendere ghiaccio nel Sahara, scriverai un libro oppure ti mischierai nel marasma generale di festini e alcool.  Non prefissarti dei traguardi, non leggere i foglietti, non diventare una delle tante facce che spesso vediamo per la strada. Sii unico e irrazionale, ma della tua irrazionalità fanne tesoro, perché da quella partirà il cambiamento vero, la crescita miracolosa che da adolescenti ci porta ad essere adulti. Non fanatici, non ignoranti.

Stai cercando dei leader? Li troverai nei libri di storia, nelle lettere che i deportati scrivevano di nascosto alle famiglie, nei racconti delle donne afghane che si sono ribellate ai mariti padroni di loro stesse. Persone comuni, come me, come te, che con umiltà ci hanno regalato il loro esempio. Innamorati, Marco. E non solo della Politica. Innamorati di una persona, di un libro, di un’idea, di un film, di un quadro di Picasso. Lascia perdere la finta ironia con cui hai canzonato Nardella, lascia a chi lo fa di mestiere quel compito ingrato.

Fatti da parte, te lo dice una giovane. Studia, esci la sera in motorino. La Politica può aspettare un paio d’anni, la televisione anche per sempre.

Ma la tua vita no. Quella non aspetta.

 

amici

 

 

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About Francesca Cimò

COLLABORATRICE | Classe 1991, toscana. Studentessa di Filosofia, le interessa tutto ciò che riguarda la cultura, la politica, la società. Ogni tanto si sente una 24enne spensierata ma poi le passa. Suoi sono diversi pezzi di attualità.

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