Equality-1728x800_c

Cari embrioni, scegliete la parità!

Pubblicato il Pubblicato in Human Rights, Politica ed Economia, Recenti
Uno dei tanti slogan del Family Day a Roma.
Uno dei tanti slogan del “Family Day”, tenutosi a Roma il 20 Giugno 2015

Ci ho pensato a lungo su come impostare quest’articolo e alla fine ho deciso che non sarà il mio solito pezzo con la sua scaletta standard. Sarà una lettera aperta a tutti gli embrioni nelle pance delle mamme italiane, perché credo fermamente che temi come la parità di genere, le discriminazioni di genere e le sue modalità comunicative siano da affrontare con i propri figli fin da quando sono nella pancia, fin dalle loro formazioni in essere umani che spero diventino esseri pensanti.

Cari embrioni, tra le tante voci che si rivolgono a voi per un saluto, una confidenza o una dedica di affetto eterno, oggi dovrete ascoltare il mio monologo che spero vi serva per prendere consapevolezza della realtà che tra nove mesi inizierete a scoprire. Non voglio traumatizzarvi, perché ci penseranno già la maggior parte dei vostri familiari con storie come <<non andare in quella stanza, perché là c’è il lupo>> o come <<se non sei ubbidiente, Babbo Natale non ti porta nessun regalo quest’anno!>>. Vi voglio semplicemente spiegare la mia visione della realtà italiana nei tempi della parità di genere. Iniziamo col dire che in Italia la parità di genere è come Babbo Natale: credete nella sua esistenza, ma poi crescete e vi accorgete che non c’è. Io non so chi di voi diventerà uomo, donna, gay, lesbica o bisessuale. Ahimè, il dono della veggenza non mi fu distribuito quando venni al mondo! Però anche i normali cinque sensi ti aiutano a capire determinati discorsi, immagini, atteggiamenti. Circa dieci giorni fa c’è stato a Roma il Family Day.

Migliaia di cattolici, movimenti per la vita e politici alla Giovanardi sono accorsi con il loro zelo davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano per difendere la famiglia tradizionale dall’orrore della teoria dei gender che, secondo loro, potrebbe rendere i loro figlioli malati e posseduti dal demonio. Cari futuri esseri umani, aprite bene occhi ed orecchie, attivate il criceto che comanda il vostro cervello: la teoria gender così come la intendono quel gruppo di bigotti ignoranti non esiste. È semplicemente uno strumento che utilizzano per abbindolare le masse che non vogliono informarsi o hanno i paraocchi troppo spessi per vedere che, in realtà, si vuole insegnare ai bambini che l’amore è troppo grande per essere categorizzato e che ognuno può e deve fare le scelte che rispecchino e rispettino la propria identità.

Cari embrioni, durante quel Family Day ho visto cartelli così offensivi che mi chiedevo se fossimo ad un raduno di persone che dicono di applicare il Vangelo o ad un raduno di Lega Nord e CasaPound messi insieme. Non si trattava solo di insulti espliciti: anche certe immagini mi hanno ferita come persona e come donna. In questa lettera mi soffermerò proprio sull’essere donna in Italia e quello che vi dirò ve lo farà capire. Vedere che per loro la donna è solo una specie di panificio umano che al posto delle pagnotte sforna bimbi mi ha fatto capire come molti italiani siano bravi a puntare il dito contro religioni come l’Islam – bacchettandole come estremiste perché, a parer loro, denigrano la donna – ma poi sono i primi ad incasellarci in ruoli preimpostati di <<mogli e madri devote>>. E non ci dobbiamo ribellare al volere dei nostri uomini, perché poi è ovvio che veniamo uccise. Questo è il messaggio che dal palco romano è stato lanciato dal fondatore del movimento religioso dei neocatecumenali, Kiko.

La pubblicità progresso a sostegno della parità di genere in Italia.
La Pubblicità Progresso a sostegno della parità di genere in Italia

Care nuove forme di vita, prendete le distanze da movimenti religiosi, ma anche politici e sociali che giustificano atti ingiustificabili come i femminicidi o che ritengano che la parità di genere sia contro natura. Future bambine e donne: se vi piace giocare con i camion o le macchine dei vostri fratelli e la vostra zia acida ve li strappa di mano dicendo che non sono giochi da signorine o se a scuola vi dicono che per una ragazza fare ingegneria è troppo faticoso, voi rispondete a queste persone, capaci solo di volare basso, parlando di Samantha Cristoforetti. Parlate di lei, del fatto che è diventata ingegnere e la prima astronauta italiana ad andare nello spazio e per circa sei mesi è riuscita ad ammirare il mondo da un punto di vista privilegiato. Ripetete a queste persone le parole pronunciate da questa sognatrice trentina: non importa se si è donna o uomo. A lavoro bisogna essere giudicati per quanto si è competenti. Quindi, ribellatevi se a lavoro il vostro boss dovesse tirar fuori la scusa che siete madri, mogli, figlie ogni volta che lui decidesse di scegliere il vostro collega e non voi per un viaggio di lavoro o per concludere quell’affare che voi avete seguito fin dal principio e di cui conoscete persino i cavilli: se dovete rinunciare, sarà solo per vostra scelta, non perché vi è stato imposto con la patetica scusa dell’ <<hai una famiglia a cui badare>>.

Chiedete alle imprese italiane che l’essere incinta non costituisca una minaccia al proprio posto di lavoro o un motivo per non offrirvene uno, pur avendo tutte le carte in regola per mantenere o ottenere quel posto. Quando una pubblicità di pannolini afferma che sin dalla nascita maschi e femmine sono diversi non solo dal punto di vista biologico, ma specialmente dal punto di vista dei ruoli sociali che la vita riserverà loro, voglio sentire il vostro sdegno. Non può non ferirvi il sentire che le bambine saranno delle future donnine imbellettate e che faranno sempre il tifo per i loro uomini che al campetto hanno improvvisato un torneo di calcio. Boicottate quella marca di pannolini, non per sessismo, ma per difendere la libertà di scelta sia vostra che degli uomini. Quale tribunale ha stabilito che tutti gli uomini devono giocare a calcio o essere degli sportivi per essere dei veri uomini? E quale corte suprema ha bandito le femmine dal calcio? Nessuna. Insegnate a chi cataloga donne e uomini in ruoli predefiniti che un calcio ad un pallone che rotola lo sapete tirare pure voi. Futuri bambini e uomini, questo messaggio vale anche per voi: se vi dicono che siete delle femminucce perché avete deciso di anteporre la vostra paternità alla vostra carriera o perché leggete i romanzi rosa, ribattete con orgoglio che nessuna legge italiana impone all’uomo di essere un macho o un padre padrone. Futuri LGBT: scusate se non mi soffermo su di voi quanto vorrei, ma ci vorrebbe un articolo solo sulle ripetute discriminazioni di cui in Italia siete soggetti. Vi dico solo: continuate a lottare. Se ce l’hanno fatta gli USA e l’Irlanda a legalizzare le unioni gay, non è detto che in Italia avvenga lo stesso (Vaticano permettendo).

Arrivata a questo punto, permettetemi un’ultima riflessione su cosa per me possa essere la parità di genere: è la libertà di scelta in qualsiasi relazione sociale, in qualsiasi lavoro ci troviamo. È vedere finalmente che lo Stato Italiano rispetti e protegga tutte le identità sessuali e punisca chi cerca di limitarle, stereotiparle, dileggiarle con pubblicità, manifestazioni, discorsi pubblici. È educare ogni generazione che essere chi vogliamo diventare deve imporle di scendere in campo ogni volta che questo ci viene negato perché Tizio dice che è contro natura che un bambino giochi con le bambole e una bambina giochi a calcio o che inciti i genitori ad allontanare un figlio che ha fatto coming out perché è contro la Bibbia.

Cari embrioni, imparate fin da subito che la vita è troppo breve per essere dispari: meglio la parità, meglio diritti uguali per tutti. Insegnate che la discriminazione di genere, quella sì, è contro natura.

 

equality-hands

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Giulia Masciavè

REDATTRICE | Classe 1994, pugliese, laureata in Studi Internazionali a Trento. Ha vissuto qualche mese in Germania, con cui è stato amore a prima vista, un po' come con i Pink Floyd e i Coldplay. Risiede attualmente in Svezia per seguire un master in Media & Communication Studies Non ama: sessisti, razzisti, omofobi, formaggio sulla pasta e cime di rapa. Difende la libertà di espressione, ma è consapevole che essa talvolta generi idee del cavolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *