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Biofilia e spazi verdi urbani a Bruxelles

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Little Italy, Recenti

biofiliaL’ipotesi della biofilia è un concetto complesso espresso nel 1984 dal biologo americano Edward Osborne Wilson, secondo il quale esisterebbe nell’essere umano la tendenza innata a «concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali»: biofilia significa letteralmente amore per la vita e proprio per l’ampiezza delle interpretazioni che si possono dare a questa definizione ne sono scaturite diverse teorie. Connessa a questa ipotesi troviamo infatti il concetto di intelligenza naturalistica, l’ottava in ordine di scoperta (ma non d’importanza) teorizzata dallo psicologo statunitense Howard Gardner: questo genere di capacità cognitiva sarebbe tipica di chi mostra una particolare sensibilità verso la natura, l’ambiente e gli esseri viventi in generale. Sebbene la teoria della biofilia non sia ancora stata provata, secondo alcuni studiosi quest’ultima potrebbe fornire una spiegazione per la generale tendenza degli esseri umani ad occuparsi di animali domestici, l’amore per gli spazi aperti e i paesaggi: l’empatia verso tutte le forme di vita e la fascinazione per l’ambiente naturale sembrerebbero da soli provare la veridicità di questa ipotesi. Ad essere influenzata dalle teorie di Wilson vi è anche l’ecopsicologia – sviluppatasi negli Anni Novanta in California – secondo cui la fonte del disagio esistenziale moderno è proprio il degrado ambientale nonché l’innaturale ed eccessivo distacco dai luoghi di vita dei nostri antenati; l’ecopsicologia è inoltre supportata da ulteriori e recenti studi che sembrerebbero testimoniare l’importanza anche di una semplice passeggiata nei boschi per contrastare – o almeno attenuare – ansia e depressione, malattie sempre più diffuse in ampie fasce della popolazione. Purtroppo, causa una vita lavorativa sempre più impegnativa, ben poche volte è possibile abbandonare la città per raggiungere e immergersi nella natura selvaggia; ma per fortuna alcuni politici, consci dei numerosi benefici che il verde pubblico fornisce, hanno saputo coniugare esigenze urbanistiche e di bilancio con la realizzazione (o semplicemente il mantenimento) di aree verdi, che hanno anche l’ulteriore (e ancor più utile) pregio di diminuire l’inquinamento che grava su tutte le grandi metropoli.

Mappa della Promenade Verte
Una mappa che indica l’estensione della “Promenade Verte” nel centro urbano di Bruxelles

Di questi vantaggi sono ben consapevoli gli amministratori dei diciannove comuni che compongono l’area di Bruxelles Capitale, una delle città più green d’Europa, con ben ottomila ettari tra parchi, giardini e boschi, con una vera e propria cintura verde che abbraccia la città da Nord a Sud, dal Parc de Laeken alla Forêt de Soignes, per lungo tempo terreno di caccia per le famiglie nobili ed oggi fruibile per tutti i cittadini che possono ammirarne le querce e i faggi bicentenari. Alla natura libera dell’area Sud-Ovest di Bruxelles si contrappone quella più addomesticata e geometricamente regolata del centro cittadino: il Warandepark (o Parc de Bruxelles) e il Parc Léopold, di fronte al Palazzo Reale il primo e dietro al Parlamento Europeo il secondo, sono le mete preferite degli abitanti del cuore della capitale, che vi si recano per passeggiarvi anche in Inverno. I belgi infatti – come da costume nordeuropeo – amano trascorrere molto tempo all’aria aperta, nonostante il clima che noi mediterranei, generalizzando, etichettiamo come «inglese»; i parchi diventano, quindi, dei luoghi comunitari e aggregativi in cui trascorrere il tempo in compagnia della famiglia o degli amici sfruttando quella benefica vicinanza con la natura della quale si parlava a inizio articolo. Concerti gratuiti, mercatini, fiere dello street-food vengono organizzate proprio negli spazi verdi urbani per recuperare quel senso di comunità che generalmente, in una città con più di un milione di abitanti, tende a mancare.

Anche l’attività fisica viene esercitata principalmente all’aperto: perché chiudersi in una palestra quando ci si può allenare e al tempo stesso ammirare il verde brillante d’Estate o i magici colori dell’Autunno nel meraviglioso Parc de Woluwe? Non è raro infatti vedere intere famiglie, figli piccoli con biciclette ancora con le rotelle al seguito o fare jogging al parco la Domenica pomeriggio con buona pace dei centri commerciali, quasi tutti chiusi per il turno di riposo, dando ai più piccoli così un duplice, prezioso, insegnamento: l’amore per lo sport e per l’aria aperta. La lungimiranza avuta dalle istituzioni belghe nel preservare e incrementare i grandi spazi verdi nella parte Sud del comune, cioè il Bois de la Cambre e la (già citata) Forêt de Soignes, negli ultimi anni è stata premiata dal ritorno di una nutrita fauna selvatica: anfibi, pipistrelli, cerbiatti e persino cinghiali popolano queste aree, definite «il polmone di Bruxelles». Da troppo tempo le attività antropiche sottraggono spazio agli altri abitanti di questo pianeta ed è assolutamente necessario riuscire a coniugare le esigenze di una società moderna con i diritti degli altri essere viventi: i parchi urbani possono essere una soluzione vincente anche in questo senso, come dimostrano gli esempi sopracitati.

Pur apprezzando le comodità di un ambiente urbanizzato, noi cittadini non dovremmo mai dimenticare che un ecosistema sano rappresenta un vantaggio sociale ed economico che spesso viene accantonato a favore di un’ottica del profitto a breve termine che per ora, almeno in questo campo, sembrerebbe non aver messo piede nella capitale belga.

 

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Forêt de Soignes, Bruxelles

 


 

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About Maria Parenti

REDATTRICE | Classe 1988, emiliana. Laureata in Lettere, è appassionata da sempre alle tematiche ambientali e si sta ancora chiedendo cosa vuol fare da grande. Nel frattempo, tra un lavoro e l'altro, si è iscritta ad una specialistica in Economia e si è temporaneamente trasferita a Bruxelles. La contraddistinguono l'amore per la musica metal e per il cibo vegano.

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