Adamo contro Eva: cosa si nasconde dietro un grembiule domestico?

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Cosa accade se il grembiule, a casa, lo porta Adamo?
Ripercorrendo a ritroso le ricerche svolte nell’ultimo ventennio in merito a tale questione, la risposta è sempre la stessa: nella coppia cala il desiderio sessuale.
L’Adamo metropolitano non ci sta ad indossare il grembiule ed aiutare Eva in quelle faccende che atavicamente sembrano appartenere alla sua esclusiva giurisdizione in quanto “femmina”.
Che sia una questione ancestrale? Del resto antropologicamente Eva è sempre stata considerata come una Penelope stanziale: cura della grotta e della prole, in attesa che il compagno cavernicolo tornasse dalla caccia, esausto e con il bottino.
Ricercando tra i vari blog in “rosa”, possiamo trovare diversi consigli su come “invogliare, spingere e convincere” un uomo ad aiutarci nelle faccende domestiche. Inutile sottolineare come trovi più avvilente della figura dell’Homo-Homer (cioè il classico uomo stravaccato sul divano a guardare la Tv), l’idea di un uomo che venga altresì rappresentato in quelle pagine come un cervello limitato ed i relativi modi puerili consigliati per fargli capire che il momento di portare fuori i rifiuti sia ora inteso come “adesso” e non un “poi” insicuro come il futuro ipotetico. Un uomo alla stregua di un bambino da educare o un cane cui insegnare a rispondere agli ordini appagandolo con un premio – in questo caso il premio in questione è una concessione sessuale.
Trovo avvilente il fatto che ancora oggi si provi a far passare, tramite ricerche effettuate da rinomati istituti universitari, il messaggio che l’uomo si senta svilito nella sua mascolinità se aiuta la donna nella gestione della casa e che addirittura siano le stesse donne a vederli meno uomini se si occupano delle faccende domestiche.
I campioni di ricerca che ho preso in esame – donne che lavorano, madri casalinghe – si sono molto discostate dal risultato della ricerca, anzi, è l’idea dell’Homer stravaccato sul divano che fa abbassare il desiderio. Stesso dicasi ad onor del vero per gli uomini. “Non mi sento meno carico di testosterone solo perché oggi ho fatto la lavatrice e passato l’aspirapolvere”:questo mi sono sentita rispondere da mariti e colleghi alla domanda “Ti senti meno uomo se aiuti la tua compagna in casa, nei momenti in cui puoi?”.
E allora mi chiedo: perché pilotare ancora oggi l’informazione su questa direzione quando la realtà sembrerebbe discostarsi così tanto dal risultato statistico e soprattutto con quanto ancora oggi accade alle donne, quanto potremmo combattere e debellare definitivamente grazie ai mezzi d’informazione e comunicazioni globali attuali? Qui qualcuno mente. O il mio campione di ricerca o i risultati della ricerca stessa.
In quale Talmud o Torah – che non sia stato a sua volta scritto e/o trascritto da mano umana maschile – sta scritto che il bagno lo debba lavare la donna? Perché per l’uomo è così svilente lavare quel sacro trono in cui egli stesso poggia il suo incomodo a meno che non abbia una turca a casa (turca intesa come water e non come colf ndr)?
Svilente è il relegare ancora certe attività in base al sesso e ridurre tutto al sesso. Gli uomini battono i pugni sul petto per rivendicare questo diritto all’abbrutimento sul divano dopo il lavoro. E mentre battono i pugni sul petto molte donne subiscono violenza psicologica tra le mura domestiche partendo magari proprio dallo spunto subdolo delle faccende di casa che non vengono svolte a dovere o in un certo modo. Sebbene il numero di femminicidi sembri rimanere stabile in percentuale negli ultimi anni, in realtà è cresciuto a dismisura perché sono diminuiti gli omicidi che interessano gli uomini.
È avvilente sentire ancora avvocati affermare: gli omicidi di donne sono inferiori rispetto a quello degli uomini. Quanti uomini vengono uccisi o vessati tra le mura domestiche anche solo per aver piegato male una tovaglia? Quanti uomini vengono stuprati ogni giorno tra le mura domestiche o viaggiando in un bus? Eppure lo stupro di un uomo crea più sdegno e orrore e colpisce maggiormente l’opinione pubblica rispetto a quello di una donna.
Quanti uomini subiscono la vendetta di venir colpiti da un getto d’acido sul volto, deformando un volto in una maschera di terrore e orrore, a vita, quando ciò non ti porta via la vita stessa?
Uomini che pretendono ancora di essere serviti a tavola o che sia la donna, se non la figlia, ad alzarsi mentre si mangia, perché vuole l’acqua o la frutta. E nel mondo le donne subiscono ancora l’umiliazione dell’infibulazione.
Fino a quando passerà il messaggio che la donna è tra le vittime preferite dal demonio perché è più curiosa e debole, che speranza avremo di vedere riconosciuti i nostri diritti come “esseri umani” e non di vedere nel nostro corpo femminile il vaso di Pandora con tutti mali dell’umanità concentrati nel mezzo delle nostre gambe? Il nostro corpo femminile che è culla e incubatrice per Natura della vita, il nostro corpo che è incastro perfetto con quello dell’uomo, inteso come maschio.
Fino a quando faremo delle faccende domestiche una questione di pene e vagina, quante ragazze dovranno essere rapite nei loro villaggi perché la loro unica colpa è quella di volere un’istruzione e non rimanere relegate alla schiavitù dell’ignoranza? Rapite e minacciate per punizione di essere vendute come schiave del sesso: ecco come il nostro stesso corpo, la nostra natura femminina, torna ad essere una minaccia per noi stesse, ad uso, consumo e abuso sessuale del maschio. Ignoranza voluta dai signori uomini. Perché l’uomo, in fondo, dice di essere affascinato dalla donna colta, ammirarla, ma in realtà prova per lei una paura così forte da non ammetterla consciamente a sé stesso.

Fino a quando esisteranno donne che educheranno i loro figli maschi che ad una certa età dovranno pur trovare una donna che lavi loro le mutande, io dovrò sentir dire dalla bocca di alcuni colleghi che “le donne sono solo dei contenitori per le loro secrezioni”. Perché la colpa, il più delle volte, la generiamo e perpetriamo noi donne stesse, chi più chi meno inconsciamente.

Incredibile quanto possa nascondersi dietro ai legacci di un grembiule domestico, vero?

 

Cranach,_adamo_ed_eva,_uffizi

About Ornella Lodin

COLLABORATRICE | Classe 1979, siciliana. Dopo la laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Catania, inizia macinare parole come un panzer prestando la sua penna in ogni campo dell’editoria e ora si affaccia anche al teatro cabarettistico. Nella sua borsa c’è sempre il passaporto pronto, iPod, penna e moleskine. Attualmente caporedattore, autore e speaker per la web radio MusMea è anche autrice di corsi di scrittura creativa per adulti e bambini che a Settembre porterà in un Penitenziario. La sua anima è la sua Patria.

2 pensieri su “Adamo contro Eva: cosa si nasconde dietro un grembiule domestico?

    1. si potrebbe vivere nel modo in cui si crede nella misura in cui io e le donne come me, non avranno più paura di rincasare la sera guardandosi alle spalle, quando il mio cv avrà pari peso a quello di un uomo, quando non verrò discriminata per essere nata donna. Poi sarei appagata del: vivi e lascia vivere

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