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Foire du Livre 2016: all’ascolto della cultura

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FOIRE DU LIVRE 2016: ALL’ASCOLTO DELLA CULTURA

12728873_1094674590545249_3459986284402375870_nLa Foire du Livre di Bruxelles ha aperto le sue porte anche quest’anno, per la prima volta gratuitamente, giungendo alla sua 46esima edizione. Mondo aperto sulla cultura in tutte le sue forme, tra il 18 e il 22 Febbraio la fiera espositiva ospita autori, case editrici e visitatori tra esposizioni, incontri, dibattiti e spettacoli. Appuntamento storico con il libro del mondo francofono, in questa edizione l’evento pone al suo pubblico una domanda: <<Cosa si intende, oggi, per libro?>>.

Più che un insieme fisico di pagine da sfogliare sembra diventare una storia da raccontare, fonte di conoscenza, scoperta e apprendimento cui offrire poi un supporto. Da un lato il libro tradizionale resta ben presente, non disdegnando neppure una predilezione per l’antico e l’estetica, come testimonia la presenza di qualche casa editrice che ancora rilega e lavora a mano. Dall’altro, si ha sempre più un’apertura in direzione di altri supporti. Si sta parlando dei libri audio, presenti grazie a numerosi stand di edizioni consacrate a questo formato, e della transizione verso formati digitali.

Proprio in questo quadro va ad inserirsi il dibattito tenutosi nel pomeriggio di Giovedì 18 dal titolo Regards croisés France-Belgique sur le livre audio à l’heure du numérique (Visioni incrociate Francia-Belgio sul libro audio al tempo del digitale ndr), organizzato dal PILEn (Parténariat Interprofessionnel du Livre et de l’Édition numérique). L’incontro si è proposto di trattare tematiche riguardanti questa tipologia di libro, grazie alla partecipazione di professionisti del campo. Associato da sempre ai non vedenti, oggi il libro audio è invece collegato soprattutto ad altri tipi di fruizione.

Cécile Palunski, Presidente de La Plume de Paon – un’Associazione di promozione di libri audio – in veste di moderatrice, ha aperto il dibattito con una problematica: il deficit di notorietà di questo prodotto. I primi dati statistici a riguardo sono stati raccolti nel 2014 grazie alla nascita di una Commissione per i libri audio. In Francia la fatturazione di questo prodotto ricopre solo l’1,1% del mercato dell’edizione, e la percentuale di francesi che hanno già ascoltato un libro audio è tra il 9 e il 15% (dati riguardanti il Belgio non sono ancora disponibili). Tuttavia, per avere un’idea dell’ampiezza di questo mercato in espansione, è bene sapere che vi sono circa 60 editori di libri audio in comunità francofona (Francia, Belgio, Québec).

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© Manuela Serra

Esplorando la natura di questo fenomeno, l’incontro procede quindi sui differenti usi di questo prodotto. La tipologia che incontra forse più difficoltà è quella dell’audioguida nei musei, come spiega Jean-Jacques Quinet per Studio 5/5 di Bruxelles, uno studio di post-produzione sonora. Sarebbero quindi tre le piste che si stanno considerando per rendere questo tipo di servizio più attrattivo. La prima pista sarebbe quella tecnologica, con il rilevamento automatico della posizione dell’ascoltatore tramite GPS per guidarlo sonoramente in base alla sua posizione. La seconda consisterebbe nell’evitare l’isolamento che il pubblico percepisce come impeditivo, con la progettazione di cuffie che lascino il canale uditivo semiaperto, in modo da non impedire l’accesso ai suoni circostanti. La terza sarebbe una possibile riscrittura del testo informativo: questo non dovrà essere soltanto tale ma andare incontro all’interesse del pubblico, raccontando una storia.

L’utilizzo che invece sembra stia conoscendo una sempre maggiore fortuna è quello dei libri audio direttamente scaricabili sui propri dispositivi mobili. Chloé Jeannin per Audiolib, filale della casa editrice Hachette, spiega infatti che con i loro circa 150 titoli di letteratura per adulti, il pubblico target, in continua evoluzione, è quello giovane e attivo, che con un paio di cuffie va a correre o utilizza i mezzi pubblici, ricorrendo a file audio. Interviene quindi Olivier Carpentier che, grazie alla sua competenza nel settore digitale, ha crea Book d’Oreille, aggiudicandosi anche il Premio Pilen per un progetto dal titolo Les murs ont des voix. Piattaforma per dispositivi mobili, Book d’Oreille è una libreria sonora online che permette di scaricare i libri in formato file audio. Utilizzo più tradizionale è invece quello della letteratura per l’infanzia, sulla quali interviene Rudy Martel per le edizioni Benjamins Media. Circa il 90% del fatturato della casa editrice è costituito dalla formula libro + cd.

A questo punto, allora, viene da domandarsi quali siano i pro e contro del passaggio al digitale. Inoltre, sarebbe questo possibile in ogni campo del settore libraio? Effettivamente, come sottolinea anche Jean Lieffrig per la casa editrice belga Autrement dit, è difficile immaginare un apprendimento migliore nel bambino in assenza di un supporto fisico. D’altro canto, però, si conviene sul fatto che il passaggio al digitale del libro audio potrebbe risultare benefico per la fascia di età successiva: quella adolescenziale. Difatti, gli adolescenti potrebbero apprezzare i grandi classici, tradizionalmente di più difficile accesso, grazie a questa modalità più pratica e leggera. Un altro aspetto positivo della dematerializzazione del libro audio, aggiunge O. Carpentier, riguarda la vendita all’estero. L’acquisto è infatti immediato poiché tramite download. La diffusione della cultura, e della francofonia in generale in tal caso, risulta di conseguenza enormemente semplificata.

Tra i partecipanti al dibattito ha preso parola anche Cachou Kirsch, un’attrice di teatro e lettrice di testi audio, con un intervento che ha fatto riflettere sull’importanza del veicolo utilizzato: la voce. Per quanto riguarda la letteratura, sarebbe inimmaginabile l’utilizzo di una voce sintetica, troppo impersonale. Nulla può sostituire le sfumature della voce umana. Tuttavia – precisa – non è l’intensità della recitazione che primeggia in importanza, piuttosto il rispetto dell’immaginario e della libertà dell’ascoltatore al quale, davanti l’ascolto di una storia, viene lasciata la sua interpretazione.

L’incontro si chiude con un appunto di J. Lieffrig che non nasconde una vena polemica riguardante un possibile freno alla crescita e diffusione del libro audio, ovvero il costo spesso impeditivo di questo bene. Sottolinea quindi che in Belgio la TVA (l’italiana IVA), sui libri in formato elettronico, che siano dunque ebook o file audio, è del 21%, risultando quindi estremamente elevata se si pensa a quella vigente sui libri cartacei (6%).

Quando si parla di libri audio è bene sottolineare, per concludere, che non si tratta di sostituti ai vecchi e amati libri tradizionali ma soltanto di un altro modo per avvicinarsi alla cultura. Forse non da tenere sulle ginocchia la sera davanti al camino, ma lì quando si ha bisogno di riposare gli occhi, quando si sta ripitturando casa, quando si vuole condividere una storia durante dei lunghi tragitti in macchina, o semplicemente per fuggire le pareti della palestra quando diventano troppo incolori.

 

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FOIRE DU LIVRE 2016: À L’ÉCOUTE DE LA CULTURE

12728873_1094674590545249_3459986284402375870_nLa Foire du Livre de Bruxelles arrive à sa 46ème édition et ouvre gratuitement ses portes pour la première fois. Univers ouvert sur toute forme de culture, la foire accueille du 18 au 22 Février auteurs, éditeurs et visiteurs avec ses expos, rencontres, débats et spectacles. Historiquement considéré comme point de repère du livre francophone, l’évènement pose cette année une question à son public: <<Qu’est-ce qu’un livre aujourd’hui?>>.

Il ne s’agirait plus d’un simple objet avec ses pages à feuilleter mais plutôt d’une histoire à raconter, source de connaissance, découverte et apprentissage auxquelles l’on fournit ensuite un support. D’un côté le livre traditionnel est loin d’être abandonné, d’ailleurs la présence d’éditeurs qui font encore des œuvres d’art avec leur reliure à la main en est témoin. De l’autre côté, on constate une ouverture croissante vers l’utilisation d’autres supports, c’est-à-dire les livres audio aussi bien que les formats numériques.

C’est exactement dans ce cadre que la rencontre Regards croisés France-Belgique sur le livre audio à l’heure du numérique a eu lieu, dans l’après-midi de Jeudi 18. Organisé par le PILEn (Partenariat Interprofessionnel du Livre et de l’Édition numérique), le débat a été orienté vers les problématiques concernant ce sujet, grâce à la participation de professionnels du secteur. Longtemps associé aux malvoyants, le livre audio vit maintenant une grande évolution dans son usage.

Cécile Palunski, Présidente de La Plume de Paon, Association ayant comme but la promotion du livre audio, a ouvert le débat avec le problème du déficit de notoriété de ce produit. En 2014 une Commission livres audio a été créée pour recueillir les données déclaratives de la part des éditeurs. Les statistiques disent qu’en France (chiffres sur la Belgique pas encore disponibles) les livres audio représentent 1,1% du chiffre d’affaire de l’édition. De plus, seulement un pourcentage de 9 à 15% de Français en a déjà écouté. Cependant, pour avoir une idée de l’ampleur du marché, il faut noter que dans le monde francophone (France, Belgique, Québec) on compte 60 éditeurs de livres audio.

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© Manuela Serra

La rencontre continue sur les différents types d’usage de ce produit. Le champ d’application qui semble avoir le plus de mal est celui de l’audio-guidage dans les musées. Jean-Jacques Quinet qui travaille pour Studio 5/5, studio de production post-sonore basé à Bruxelles, nous parle des pistes qu’ils étudient en ce moment pour intéresser le public. La première serait de type technologique, c’est-à-dire en utilisant le positionnement automatique via GPS, pour un audio qui suive la localisation de la personne utilisant le service. La deuxième concerne le fait d’empêcher l’isolement des gens. C’est pourquoi ils sont en train de concevoir des casques audio, décalés de quelques centimètres de l’oreille, permettant la communication verbale et le passage des sons qui entourent l’écouteur. La troisième impliquerait, pour terminer, un travail d’écriture scénarisée des informations, pour aller vers l’écouteur en lui racontant une histoire.

L’usage qui, au contraire, marche de plus en plus est celui des fichiers audio directement téléchargeables sur les appareils mobiles. Chloé Jeannin pour Audiolib, filiale du groupe Hachette, explique que le public cible de leur catalogue d’environ 150 titres pour adultes est jeune et actif et utilise les écouteurs de son mobile quand il fait du sport ou dans les transports. Le suivant à prendre la parole est donc inévitablement le créateur de Book d’Oreille Olivier Carpentier qui, grâce à son expertise dans le numérique, a aussi gagné le prix PILEn avec le projet Les murs ont des voix. Book d’Oreille, plateforme idée pour les appareils mobiles, est une librairie sonore en ligne, qui permet de télécharger des livres audio sous format numérique. C’est la section jeunesse et d’enfance, la section historique des livres audio, qui rencontre le plus de difficultés à innover. Comme explique Rudy Martel pour les éditions Benjamins Media, environ 90% du chiffre d’affaire de ses éditions est constitué de la formule livre + cd.

Il surgit ainsi la problématique des pour et contre de la transition vers le numérique. Et d’ailleurs, est-elle possible dans tous les domaines du secteur libraire? En effet, comme souligne aussi Jean Lieffrig pour la maison d’édition belge Autrement dit, il est dur d’imaginer un meilleur apprentissage chez les enfants en éliminant tout support physique. D’autre part, le livre audio qui se tourne vers le numérique pourrait être un succès pour la littérature classique chez les ados. Cette “lecture” plus légère et rapide pourrait leur donner accès à des textes qui restent difficiles d’approche à l’écrit. Un autre aspect positif de la dématérialisation du livre audio concernerait – ajoute O. Carpentier – la vente à l’étranger. Le téléchargement immédiat faciliterait ainsi de loin la diffusion de la culture et, dans ce cas, de la francophonie dans le monde.

L’intervention de Cachou Kirsch, comédienne et lectrice, est orientée sur un autre aspect du livre audio. Elle invite à réfléchir à l’importance du véhicule utilisé: la voix. Dans les textes de littérature, il serait inimaginable d’utiliser une voix synthétique, jugée trop impersonnelle. Par contre – elle précise – ce n’est pas le grand jeu qu’il faut faire: l’interprétation humaine doit surtout respecter l’auditeur en lui laissant ouverte la porte de l’imaginaire.

Le débat se conclut sur une remarque de J. Lieffrig, qui ne cache pas sa nature polémique, concernant les prix des livres audio souvent synonyme de limite. Il met en évidence le fait qu’en Belgique la TVA sur les livres en format numérique, ebook aussi bien qu’audio, est extrêmement élevée par rapport à celle appliquée aux livres papier. En effet elle atteint 21% pour les premiers contre 6% pour les seconds.

En conclusion, quand on parle de livres audio il faut surtout retenir qu’ils ne se proposent pas en tant que substituts des bons vieux livres papier. Ils doivent plutôt être considérés comme un autre canal d’accès à la culture. On ne les tiendra peut-être pas sur les genoux devant le feu d’une cheminée, mais ils seront là quand on aura les yeux fatigués, quand il faudra faire la peinture de la nouvelle maison, quand on voudra partager une histoire pendant un long trajet en voiture ou tout simplement quand les murs de la salle de sport deviennent trop incolores.

 

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About Manuela Serra

COLLABORATRICE | Classe 1992, laureata in Mediazione Linguistica presso l'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara, culminata dall'anno passato in Erasmus in Francia. Attualmente vive a Bruxelles non per le istituzioni europee ma per trovare tempo e modo di costruire un futuro e di trovare l'indipendenza. Viaggiando, scrivendo, disegnando. Osservatrice di un mondo che potrebbe e dovrebbe essere sempre migliore.

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