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25 anni senza il muro: Berlino festeggia la libertà

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La caduta del muro di Berlino ha rappresentato lo spartiacque tra due epoche e due culture. Un muro che ha diviso una città già piegata dalla guerra e dall’invasione, delle truppe sovietiche da un lato e dagli “alleati” dall’altro. Il muro di Berlino è un simbolo che oggi, in occasione della ricorrenza della sua caduta, viene riallestito sotto forma di linea luminosa, composta da palloncini.

mauerfallLa città rivive un pezzo drammatico della propria storia e lo fa attraverso l’arte: filmati proiettati sulle pareti dei palazzi del potere, installazioni artistiche che ripercorrono il tragitto del muro e tante mostre e rivisitazioni storiche di quel periodo. Le testimonianze, poi, di chi quell’epoca l’ha davvero vissuta e che oggi guarda a quel 9 Novembre del 1989 con dolore e con gioia. È difficile per un non berlinese interpretare queste emozioni e anche viverle. Come italiano a Berlino, vivo il tutto con molto distacco seppur rispettoso, ma non è possibile provare le stesse emozioni di chi quell’esperienza l’ha davvero conosciuta. Molte delle persone che conosco in questa città, sono nate quando l’Est era diviso dall’Ovest. Altri sono nati poco dopo la caduta di questa cortina di rabbia e cemento e per loro si tratta comunque un evento travolgente. Posso provare a pensare che è la stessa miscela di emozioni che vivo io quando c’è la ricorrenza della strage di Sant’Anna: la mia terra è stata ferita in un tempo in cui io non esistevo, eppure ogni anno vivo quella ricorrenza con forte partecipazione. Sento il peso di quel ricordo anche se non è mio. Un ricordo che appartiene alla memoria collettiva di una comunità e che si è tramandata di anno in anno.

Lo stesso è per i berlinesi quando si parla della caduta di quel muro, che li ha tenuti divisi per decenni. Ed oggi, in occasione di un evento politico molto importante, il congresso del Partito Socialdemocratico del Land di Berlino, l’ormai ex-sindaco Klaus Wowereit, ha parlato del muro e della sua caduta: l’evento per eccellenza della recente storia tedesca, una rivoluzione pacifica che è stata agita da centinaia di migliaia di persone a Berlino: una vittoria per la democrazia e la libertà.
La sera del 9 Novembre 1989 la comunicazione della decisione della DDR di aprire il muro fu data in pochi confusi secondi, durante un lunghissimo intervento. Una storia di oppressione chiusa in pochi secondi, come se la notizia non fosse stata importante. Eppure, non appena fu compreso il messaggio, migliaia di persone si riversarono in strada per abbattere loro stessi quelle pareti e vedere gli altri e diventare, con tante difficoltà, negli anni successivi un tutt’uno.

Thousands of young East Berliners crowd atop the B
La caduta del muro di Berlino: era il 9 Novembre del 1989

E cosa resta oggi di quella lotta e di quelle memorie? La suggestione che provoca rivedere un muro fatto di palloncini luminosi non deve nascondere l’orrore che quella barriera ha rappresentato. I berlinesi e i tedeschi, così come tutti i popoli d’Europa, non devono dimenticare che dietro a muri costruiti per dividere uomini e donne dai propri simili, c’è un’idea pericolosa di società. La rabbia, l’odio e la violenza di una politica della divisione e della distruzione, quella delle dittature. Eppure, un po’ ovunque in Europa soffia il vento del nazionalismo. Partiti di estrema destra, xenofobi e antisemiti, islamofobici e omofobici, conservatori e razzisti, ottengono consensi in Italia (Lega Nord), in Germania (AfD e NPD), in Austria (FPÖ), in Francia (FN), in Gran Bretagna (UKIP), in Svezia (DS), in Olanda (PvPD) e in Grecia (Alba Dorata).

La storia dovrebbe sempre insegnarci qualche cosa, ma la sensazione è che in certi momenti sia più facile dimenticare e ricadere in esperienze già vissute. È un dovere di tutti noi, quello di non lasciare che queste memorie vadano perse. Oggi festeggiamo la caduta di un muro, che è stato però il simbolo dell’oppressione di un popolo. A distanza di 25 anni, noi celebriamo per non dimenticare e per ricordarci che dobbiamo lottare per la libertà conquistata, altrove vengono costruite nuove muraglie e nuovi confini.

Che questo giubileo berlinese possa diventare un monito e una festa per tutti i cittadini che amano la libertà.

 

 

 

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About Federico Quadrelli

COLLABORATORE | Classe 1986, di origini toscane. E' laureato in Sociologia e Ricerca Sociale. Ha collaborato con Unicef Milano come membro del gruppo organizzativo per i corsi universitari fino al 2011. Dal 2010 è socio di ECPAT Onlus, organizzazione per la tutela dei diritti dei minori e per la lotta alla pedopornografia. Ha creato e gestisce una Pagina Facebook dedicata alla Sociologia con oltre 20mila iscritti da tutto il mondo e un blog associato alla pagina. Dal 2012 vive a Berlino. I suoi interessi sono rivolti alla tutela dei diritti umani, alla cooperazione internazionale e allo studio delle dinamiche politiche. Dal Novembre 2013 è Presidente del Circolo PD di Berlino.

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