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WrestleMania 32 weekend: il gran galà del wrestling

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<<Everything’s bigger in Texas / trad: Tutto è più grande in Texas>>.

A T E T
Vista d’insieme dell’AT&T Stadium durante una partita dei Dallas Cowboys: “Everything’s bigger in Texas”

E’ un detto statunitense, fondato sulle dimensioni sconfinate di quello stato a forma di stella, fondamentale nella corsa alle Elezioni Presidenziali USA, la patria della squadra più tifata d’America (i Dallas Cowboys), della NASA e del tristissimo capitolo della storia dell’umanità che coincide con l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy. Il Texas è tutto ciò, ma anche molto di più: in questo lungo weekend (da questa sera, Venerdì 1° Aprile, a Lunedì 4) sarà l’ombelico del mondo sportivo statunitense. Assieme alle Final Four NCAA – che si svolgeranno a Houston – farà tappa in questo immenso Stato il variopinto e adrenalinico carrozzone targato WWE (World Wrestling Enternainment) che metterà in scena ad Arlington, nella periferia di Dallas, l’evento più importante della propria annata: WrestleMania 32. E’ ironico come due eventi di tale portata si svolgano nello stesso Stato, ed è ancora più divertente pensarci perché probabilmente sono stati eventi della portata delle Final Four a far balenare nella mente geniale di Vincent Kennedy McMahon, proprietario, Presidente e mente alle spalle della federazione di Stamford (Connecticut) l’idea di creare un evento che avesse nel mondo dello sports-entertainment la stessa importanza che si attribuisce nel calcio alla Fifa World Cup, nel baseball alle World Series, nel basket alle NBA Finals e nel football americano al Super Bowl.

Così il 31 Marzo 1985, nella leggendaria cornice del Madison Square Garden di New York e davanti a 19.121 spettatori si svolse la prima edizione di WrestleMania, un evento carico di star power a cui presero parte grandi stelle della cultura pop statunitense: al main event (incontro più importante della serata) presero parte l’attore Mr. T e il grandissimo Muhammad Ali, rispettivamente nelle vesti di lottatore ed arbitro speciale dell’incontro. I due si affiancarono alle superstar dell’allora WWF, capitanate dai compianti Andrè The Giant e “Rowdy” Roddy Piper, oltre che ovviamente da quell’Hulk Hogan, eterno simbolo della federazione che aveva raggiunto l’apice della notorietà a seguito della sua apparizione in Rocky III, pellicola del 1982. Quella mitica notte del 31 Marzo di trentun’anni fa ha ridefinito totalmente la concezione di sport-spettacolo, ridisegnando l’universo del pro-wrestling e ponendovi al centro il sole denominato WrestleMania. Nasce così The Grandaddy of Them All, il pay-per-view con più storia nella disciplina, la Terra Promessa di chiunque salga sul ring.

Con questa trovata geniale, la WWE è riuscita nel duplice intento di imporsi come compagnia dominante nel settore e di attrarre a sé le stelle dello show-biz statunitense. WrestleMania non è solo e soltanto la notte più importante per i wrestler che vi partecipano, quella in cui cambiano le carriere, i principi vengono incoronati e i lunghi percorsi trovano compimento; WrestleMania diventa un evento cool agli occhi delle star americane, che di anno in anno affollano un evento che nel frattempo allarga i propri confini, facendo crescere il numero degli spettatori in arena e dei dollari incassati. Per questa trentaduesima edizione, lo stadio scelto per l’evento – l’AT&T Stadium di Arlington – dispone di una capienza media di circa 80 mila spettatori, che dovrebbe sforare fino i 100 mila per l’evento: si prospetta la WrestleMania con il maggior numero di spettatori della storia.

Un evento di tali dimensioni possiede, per propria stessa definizione, un’enorme forza magnetica nei confronti degli appassionati e la WWE ne ha approfittato per creare un quadrilatero di eventi attorno al Grandaddy o Them All che sta facendo vibrare le sinapsi degli appassionati della disciplina, oltre che le casse della federazione: NXT TakeOver: Dallas, la Hall of Fame 2016, WrestleMania XXII e il Monday Night Raw (evento settimanale ammiraglio della federazione) successivo a WrestleMania.

 

 

Andiamo con ordine. Partiamo dal primo evento (quello di stasera), parliamo di quella NXT TakeOver: Dallas che rischia addirittura di rubare la scena alla stessa WrestleMania. Questo evento rientra nella serie dei TakeOver, special events dedicati ad NXT, lo show giovane della federazione di Stamford. Da circa tre ann,i NXT sta letteralmente ridisegnando il concetto di eccellenza nel pro-wrestling, fondando molta della propria attrattiva agli occhi dei fan sulla giovane età e la voglia di sfondare dei propri protagonisti, che provengono tanto dal Performance Center della WWE (il modernissimo centro d’allenamento della federazione ad Orlando, Florida) quanto dal mondo delle federazioni indipendenti, a volte con dei palmarès che vantano già titoli mondiali accreditati vinti altrove. NXT TakeOver Dallas pare il momento in cui il terzo cambiamento generazionale di NXT giungerà al proprio compimento, con i longevi e amatissimi campioni Finn Bàlor e Bayley, pronti ad essere promossi nel main roster, pronti a passare il testimone alle ex superstar indie internazionali Samoa Joe ed Asuka. I debutti di altri due pezzi da novanta come Shinsuke Nakamura e Austin Aries – due dei migliori combattenti internazionali degli ultimi tre lustri – rappresentano un colpo da maestro della federazione che impreziosisce uno degli eventi più importanti targati NXT, marcando ulteriormente la tendenza della WWE di voler accogliere i migliori talenti al mondo.

Sulla notte di Sabato 2 Febbraio svetta, invece, imperioso il nome di Sting, unico vero fuoriclasse di una Hall of Fame che accoglie tanti onesti mestieranti della federazione, un trio che ha fatto la storia e una celebrità come Snoop Dogg. A fianco al rapper, ennesima celebrità insignita dell’onorificenza, ricevono l’anello della Hall of Fame, massimo traguardo per un lottatore non più in attività: Stan Hansen, The Godfather, JacquelineBig Boss Man, i Fabulous Freebirds (capaci di cambiare le regole del wrestling, segnando l’introduzione della Freebird Rule di cui si serve l’odierno New Day) e, come anticipato, Sting. Quest’ultimo è l’unico assoluto fenomeno del lotto, pluricampione del mondo, wrestler più rappresentativo della storia della WCW, compagnia storica rivale della WWE. Su questo leggendario lottatore col volto dipinto pende la spada di Damocle del ritiro non ancora accertato. Interessante sarà seguire la cerimonia per comprendere le intenzioni future di questo campione senza tempo, già alla seconda introduzione in una Hall of Fame dopo quella ricevuta (da primo introdotto di sempre) in TNA nel 2012. Da segnalare poi il Warrior Award, premio assegnato a chi lotta contro una malattia <<esponendo forza incrollabile e perseveranza, e vivendo la vita con il coraggio e la compassione che incarna lo spirito indomito di Ultimate Warrior>>, quest’anno assegnato a Joan Lunden, giornalista statunitense capace di sconfiggere il cancro al seno. La prima edizione,lo scorso anno, è stata dedicata dedicata al piccolo e indimenticato Connor “The Crusher” Michalek.

 

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Sting ( nome d’arte di Steven James Borden, 57), headliner di questa edizione della Hall of Fame e leggenda di WCW, TNA e WWE

Quando il weekend sarà giunto alla propria conclusione, i fan saranno carichi di adrenalina, i nuovi campioni di NXT incoronati, gli onori della Hall of Fame conclusi, la nebbia si diraderà e tutti avranno ben chiaro il motivo per cui la WWE ha fatto tappa in Texas: WrestleMania XXXII. L’evento, che per dimensioni è unanimemente riconosciuto come il più importante della storia della federazione, deve subire però un leggero ridimensionamento della card, date le assenze di numerosissimi wrestler che avrebbero occupato diversi posti nell’evento più importante dell’anno. Se la sospensione di Titus O’Neil ci priva di un possibile partecipante all’annuale Andrè The Giant Memorial Battle Royal (quest’anno a venti uomini) e gli infortuni di Neville e Cesaro si fanno sentire in ottica titoli minori, le assenze che hanno maggiori ripercussioni sullo star power della card sono quelle di Bray Wyatt, che generalmente riceve ruoli di prestigio a WrestleMania, del pluricampione Randy Orton e dei migliori due wrestler della scorsa annata, Seth Rollins e John Cena (uno che potrebbe chiudere la carriera con l’etichetta di più grande superstar di sempre nonché recordman di titoli del mondo vinti). La WWE non si è fatta, però, scoraggiare e ha messo in piedi una road to WrestleMania fondata tanto sull’hype creato da The Rock nelle vesti di presentatore speciale dell’evento quanto su una triade di match che, almeno secondo i loro piani avrebbero dovuto accattivare i fan: Roman Reigns VS Triple H per il WWE World Heavyweight Championship, Dean Ambrose VS Brock Lesnar in un match senza esclusione di colpi in stile Street Fight e la Hell in a Cell Match tra The Undertaker e Shane McMahon, che mette in palio il controllo della federazione e la carriera a WrestleMania del Phenom.

Il match su cui i fan si son mostrati più scettici è senza dubbio il match per il titolo mondiale. Si prevede un tifo totalmente anticlimatico: la sfida tra quello che (nelle idee della federazione) sarà il nuovo volto della WWE e un campione che detiene anche i poteri da amministratore delegato della federazione, il classico scontro tra voglia di emergere e potere su cui però i fan hanno storto il naso a causa del mancato apprezzamento verso il giovane wrestler samoano. Del secondo match, invece, è stata molto criticata la costruzione, un dettaglio a confronto della carneficina che vedrà contrapposti il giovane Dean Ambrose – a cui manca solo una vittoria di prestigio per la definitiva consacrazione – e l’ex campione universitario NCAA e campione dei pesi massimi UFC Brock Lesnar, l’atleta perfetto, la bestia che sul ring ha toccato picchi di eccellenza e completezza forse mai raggiunti e che detiene il record di essere stato l’unico a battere a WrestleMania The Undertaker, due anni fa.

Già, una sola sconfitta in 23 edizioni, è questo l’impressionante quanto impareggiabile record che ha fatto registrare The Undertaker, quest’anno impegnato in una Hell in a Cell Match (tipologia di incontro in cui ha combattuto più di chiunque altro) in cui metterà in discussione le proprie partecipazioni future a WrestleMania contro un non-wrestler come il rientrante e tifatissimo Shane McMahon – figlio di quel V.K. McMahon citato ad inizio articolo – che si gioca il controllo di Raw a discapito proprio del padre. Il resto della card presenta, poi, tre match che potrebbero far saltare gli appassionati sulla sedia: il quarto capitolo della saga tra due dei lottatori più rivoluzionari della storia della disciplina, Chris Jericho e AJ Styles, il Ladder match a sette uomini con in palio l’Intercontinental Championship, in cui il campione Kevin Owens dovrà innanzitutto guardarsi dall’assalto del suo amico-nemico storico Sami Zayn e poi anche da The Miz, Dolph Ziggler, Stardust, Zack RyderSin Cara e ancora il possibile gioiellino rappresentato dal match a tre donne per il titolo femminile, Charlotte, Becky Lynch e Sasha Banks, con quest’ultima (probabilmente la miglior lottatrice pound for pound a roster per la federazione, al netto degli infortunati) in leggero vantaggio per la conquista del suo primo titolo da quando ha debuttato in federazione. Il resto della card servirà a scaldare il pubblico, con la già citata Battle Royal, il 3 VS 4 che non dovrebbe valere per i Tag Team Championships tra New Day e League of Nations, il Tag Team match tra Dudley Boyz e Usos, il match a 10 Divas tra Team Total Divas e Team B.A.D and Blonde. I fan son sempre pronti tanto a contestare quanto ad impazzire per i clamorosi ribaltamenti di fronte a cui The Grandaddy of Them All ci ha abituati.

 


Occhio, dunque, al possibile ritorno a sorpresa di Cesaro durante la Andrè The Giant Memorial Battle Royal, ad una probabile incursione di uno dei grandi nomi infortunati, al ritorno di una grande leggenda (voci di corridoio parlano di Bill Goldberg), che WrestleMania sia una notte magica in cui tutto è possibile è cosa nota.

Parafrasando i commentatori italiani Luca Franchini e Michele Posa – che assisteranno e commenteranno dal vivo WrestleMania e il Monday Night Raw successivo (storicamente una delle serate più deliranti dell’annata WWE), permettendoci di cogliere sfumature degli eventi che dallo schermo non traspariscono – il wrestling è pronto ad indossare il proprio abito da sera, a scrivere l’inizio di nuove leggende e porre fine a grandi storie. L’attesa è ormai terminata, il weekend di WrestleMania è alle porte!

 

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Selfie di Luca Franchini e Michele Posa a bordo-ring in occasione di WrestleMania 31. I due sono le voci storiche del wrestling italiano

 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime.

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