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Week-end ad Atene: mini guida di sopravvivenza

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Presto saranno due gli anni passati dal mio arrivo ad Atene. Non potrò mai scordare quel tardo pomeriggio di Luglio in cui sono arrivata in un Paese che di europeo mi sapeva ben poco. Dal finestrino del taxi, che mi stava accompagnando al mio albergo, potevo scorgere un paesaggio alquanto arido, con abitazioni per la maggior parte simili e molte altre disabitate, le palme ed i numerosissimi motorini che sfrecciavano nell’impattante traffico che dal lungo mare si infilava fino al centro città per poi proseguire verso i quartieri a Nord. Posate in fretta le valigie nella mia stanza, mi sono catapultata in questa nuova dimensione tutta da esplorare. Prima tappa: la rumorosissima ed orientaleggiante piazzetta di Monastiraki per mangiare il mio primo souvaki per poi proseguire la serata in un nascosto locale della scena underground ed artistica ateniese: Six Dogs, nell’adiance quartiere di Psiri.

 

Il locale Ipitou vicino a Piazza Syntagma
Il locale “Ipitou”, nei pressi di Piazza Syntagma – © Karin Nardo

 

Moltissimi giorni ed avventure sono passate da quella sera ed in qualche modo anche questa città è diventata un po’ mia dal momento che ho imparato ad apprezzarne le abitudini e sorvolare sulle sue mancanze. Se a ciò vi unisco le varie ricerche ed esplorazioni in occasione di visite di genitori, amici e conoscenti potrei tranquillamente qualificarmi come una discreta redattrice di una basica guida turistica. La bella stagione porta infatti numerosi visitatori in città: chi solo per qualche giorno, prima di imbarcarsi verso una delle meravigliose isole, e chi per un soggiorno intero nella capitale grazie alle rotte economiche verso il moderno e recente aeroporto Eleftherios Venizelos. Qualunque sia la durata del passaggio, vorrei dedicare ai futuri “passanti” questo mio piccolo manuale di sopravvivenza ateniese.

 

Tramonto a Thissios
Tramonto a Thissios – © Karin Nardo

 

Cominciamo da un aspetto che mi ha colpito positivamente: i mezzi pubblici. Essendo partita decisamente prevenuta ne confronti del servizio di trasporto ateniese, mi sono poi stupita del fatto che Atene batta le principali città italiane in termini di collegamento e puntualità. Per iniziare: dall’aeroporto si raggiunge in quarantacinque minuti la piazza centrale tramite un’unica linea di metro, la blu (10 euro il biglietto, acquistabile dai distributori automatici predisposti all’entrata di ogni stazione), oppure tramite il bus X-95 (6 euro presso lo stand apposito accanto alla fermata) che parte ad intervalli brevi e regolari direttamente dall’uscita degli arrivi. Il bus potrebbe impiegarci più tempo, anche un’ora, dipendentemente dal traffico, tuttavia se la stazione interessata è proprio Syntagma (il suo capolinea), esso rappresenterebbe l’opzione più comoda dal momento che vi eviterebbe di dover affrontare con i vostri bagagli l’enorme afflusso di lavoratori e studenti che regolarmente si incrocia proprio tra le linee blu e rossa nella piazza centrale. Una volta in centro è possibile raggiungere ogni punto della città tramite le varie linee di bus, tram, trolley e metro, da qualche mese tutte dotate di tabelloni che precisano l’arrivo del mezzo. Peraltro, di recente è possibile scaricare pure una app gratuita, OASA Telematics, per lo smartphone che fornisce indicazioni sulle traiettorie e localizzazione istantanea del bus/trolley interessato.

 

Autobus 40 in orario di punta
Autobus 40, in orario di punta – © Karin Nardo

 

Naturalmente, ci sono anche alcune accortezze da adottare. Innanzitutto, e parlo per esperienza personale, se state attendendo un bus e siete gli unici alla fermata, assicuratevi di fare un cenno all’autista di fermarsi altrimenti, a meno che siate fortunati che qualcuno abbia prenotato la fermata dall’interno, non si fermerà. Lo stesso vale se l’avete appena perso, alcuni autisti non si fanno problemi a fermare il bus, anche nel bel mezzo dell’incrocio, per far salire i ritardatari fate una corsa, salite e bordo e non dimenticate di ringraziare con un sonoro <<Efcharistó>>. Per contro, una tale flessibilità è richiesta anche al turista che si imbatte nella quotidianità ateniese. Per esempio, alcune linee in alcuni orari di punta (all’apertura e chiusura degli uffici soprattutto) sono colme fino all’orlo quindi non sarà difficile vedere persone che sgomitano per infilarsi nell’ultima decina di centimetri rimasti sull’ultimo scalino all’entrata del mezzo impedendo quasi alle porte automatiche di richiudersi. Inoltre, se decideste di intraprendere un’escursione estiva verso le spiagge di Glyfada, VoulaVouliagmeni e Varkiza dotatevi di una gran pazienza e nervi saldi. Infatti, sia che prendiate dal centro il tram 5, il bus A2 oppure la metro con la linea rossa (ultima fermata Elleniko) per poi avventurarvi sui mitici bus E22, 122 o 171, preparatevi ad imbattervi in una massa caotica di studenti rumorosissimi e sudati uniti a scocciati abitanti greci che non si faranno nessun problema e soffiarvi il posto a sedere, sempre che ve ne rimanga uno, da sotto il naso. Ad ogni modo, il biglietto costa 1,40 euro e vale settanta minuti per qualsiasi mezzo. Si acquista presso i numerosi chioschi, i cosiddetti periptero, oppure presso i distributori di stazioni tram metro, dove si possono anche sottoscrivere abbonamenti settimanali e mensili (30 euro e vi basta solo una fototessera).

 

Piazza Syntagma
Piazza Syntagma – © Karin Nardo

 

L’argomento trasporti mi fa inevitabilmente salire alla mente un’altra raccomandazione riguardo al traffico cittadino. Vi imbatterete sicuramente in molte pattuglie della polizia, sebbene intente a sorseggiare caffè freddi e chiacchierare, sono in genere abbastanza reattive (il numero da contattare è 100 anche da cellulari stranieri e senza credito), tuttavia sarebbe auspicabile prevenire ogni inconveniente. Atene non brilla certamente per rispetto delle regole stradali e vi salterà subito all’occhio la generare inosservanza della legge: parcheggio selvaggio, attraversamenti con semaforo rosso, incuranti guidatori che parlano al cellulare, automobili che bloccano il passaggio non solo di bus e trolley ma che ostruiscono anche le rotaie del tram. Consiglierei, dunque, sempre un attraversamento stradale veloce e attento solo dopo essersi accertati che tutti – ma proprio tutti – specialmente i conducenti di motorini, maggiormente intenti a reggere il proprio frappe piuttosto che curarsi dei pedoni, si siano fermati allo stop.

 

Raduno in protesta al governo si mescola con la quotidianità ateniese
Raduno in protesta al Governo si mescola con la quotidianità ateniese – © Karin Nardo

 

Potrebbe capitare, soprattutto in periodo estivo, che i conducenti di alcuni mezzi siano in sciopero oppure che una parte del centro sia chiusa per qualche manifestazione. In tal caso, non sarebbe neppure tanto difficile raggiungere i punti centrali principali a piedi evitando tuttavia i punti nevralgici delle dimostrazioni, Syntagma così come Omonia ed Exarchia e dintorni, questi ultime due da evitare soprattutto di notte. Non fatevi infatti trarre in inganno dall’atmosfera di festa attorniata da musica e stand di cibo grigliato. Sebbene ultimamente vi sia generalmente un’aria rilassata, non manca infatti il rischio che la situazione si infiammi a causa dell’infiltrazione di radicali trasformando la protesta in una guerriglia urbana tale da smuovere perfino i pigri cani che popolano la piazza centrale dormendo alle entrate dei locali che sparano aria condizionata verso l’esterno. Per passeggiare sono dunque preferibili le zone prettamente adiacenti all’Acropoli, Thissio, Monastiraki e, specialmente, il tradizionale quartiere di Plaka con i suoi caratteristici baretti e negozi di souvenir. Si tratta di una zona ideale anche in cui cercare un albergo, zona centrale e sostanzialmente sicura. Oltretutto, alle ragazze consiglierei di lasciare le scarpe col tacco a casa dal momento che i marciapiedi sono irregolari, spesso impercorribili a causa delle dimensioni eccessivamente ridotte o per via della mancata manutenzione. Peraltro, le strade che non spiccano per accurata pulizia nemmeno d’Inverno, in Estate diventano spesso anche la promenade di scarafaggi di dimensioni non indifferenti alla ricerca di uno spuntino notturno.

 

La Collina di Filopapou vista dal Museo dell'Acropoli
La Collina di Filopapou, vista dal Museo dell’Acropoli – © Karin Nardo

 

Prese le adeguate precauzioni, unite ai soliti accorgimenti di ogni viaggio, Atene ha molto da offrire ai propri visitatori. Oltre ai musei e siti archeologici (quest’ultimi accessibili gratuitamente tutte le prime domeniche nel periodo Novembre-Marzo), la città propone esposizioni artistiche, opere teatrali e musicali cinema all’aria aperta (famoso quello di Thissio). Oltretutto da Atene sarebbe possibile riservarsi, presso una delle numerose agenzie turistiche, un biglietto per un qualsiasi tipo di imbarcazione e raggiungere le vicine isole di Egina, Agistri (splendida per un giorno immersi nella natura) oppure Idra (priva di macchine) e Poros.

 

Freddo espresso e spremuta d'arancia a Plaka
Espresso freddo e spremuta d’arancia a Plaka – © Karin Nardo

 

Innumerevoli sono poi le caffetterie, i ristoranti, le taverne ed i bar, tutti straordinariamente decorati, che accolgono ogni ospite offrendo acqua fresca ancor prima di prendere qualsiasi ordinazioni. Troverete numerosissimi angoli dove mangiare il famoso souvlaki (il prezzo dovrebbe aggirarsi onestamente tra 1,50 e 2 euro), ma io consiglierei di evitare i locali sovra-prezzati di Syntagma e Monastiraki e cercare piuttosto qualche bel localino nella zona di Koukaki o Petralona da cui potrete fare una passeggiata intorno alla collina di Filopapou che vi farà dimenticare per un po’ di trovarvi in una metropoli. Per la notte esistono innumerevoli fantastici locali, soprattutto nella zona di Syntagma e Kolonaki, dove dovrete però essere preparati ai prezzi esorbitanti dei drink (ecco qualche locale in voga: 360, A for Athens, Six Dogs, Taf, Baba au Rum, Drunk Sinatra, Clumsies, Speakeasy e Noel). Per ballare esiste un quartiere apposito, quella di Gazi (fermata della metro Keramikos), tuttavia preparatevi ad un full immersion di musica che a me suona pesantemente di origini balcano-greche. Altrimenti, con il tram sarebbe possibile raggiungere i locali sulla spiaggia in direzione Glyfada (Bolivar, Nalu e Balux, per esempio) dove pure si trovano molti locali alla moda (il costoso Holy Spirit).

 

Uno scorcio del tradizionale quartiere di Plaka
Uno scorcio del tradizionale quartiere di Plaka – © Karin Nardo

 

Potrei scrivere molto altro ancora di Atene, ci vorrebbe un articolo intero solamente per i mercati di frutta e verdura così come quelli di carne e pesce, ma lascio all’opinione di ognuno giudicare la propria passata e futura esperienza ad Atene resa per lo più caratteristica dai suoi abitanti rumorosi e dal peculiare modo di vivere la città. Dalla mia potrei sottolineare come gli ateniesi siano esosi e pure impiccioni, ma decisamente non indifferenti ai propri ospiti, pronti a raccontare ad ognuno con orgoglio la storia delle loro mitologiche origini.

In buona sostanza ecco il mio consiglio: mettete in valigia una buona dose di flessibilità mentale e godrete di un’esperienza unica. Buon viaggio!

 

 


 

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About Karin Nardo

COLLABORATRICE | Classe 1987, con doppia cittadinanza italiana e slovacca. Ha lavorato per diverso tempo come analista in un'impresa multinazionale ad Atene dopo essersi laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università degli Studi di Trieste ed aver conseguito un master in Advanced International Relations presso la Diplomatic Academy a Vienna, dove ha anche svolto dei tirocini presso diverse organizzazioni internazionali. Precedentemente Corrispondente dalla Grecia, da quando si è trasferita a Roma e successivamente a Budapest scrive su temi di geopolitica.

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