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Villa Piccolo: arte contro burocrazia

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Un acquerello di Casimiro Piccolo raffigurante Villa Piccolo
Un acquerello di Casimiro Piccolo, raffigurante l’omonima Villa Piccolo – Capo d’Orlando (Provincia di Messina)

Proprio in questi giorni è balzata alla cronaca la triste vicenda riguardante Villa Piccolo, gestita dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Giuseppe Tomasi di Lampedusa era solito effettuare lunghi soggiorni presso quest’abitazione, specie durante il periodo di composizione del celebre romanzo Il Gattopardo (1958). L’autore inserì molti particolari legati a Villa Piccolo all’interno del romanzo, tra cui l’isola di Salina (il protagonista de Il Gattopardo è Fabrizio Corbera, Principe di Salina). Nonostante il valore culturale di questa casa museo sia indiscutibile, Villa Piccolo ha annunciato la chiusura.

È doveroso, a questo punto, descrivere brevemente la triste vicenda. Come apprendiamo dal quotidiano La Repubblica, la fondazione aspetta 180.000 euro dalla Regione Sicilia. Questi soldi risultano bloccati dopo che è emersa una differenza di 50 centesimi all’interno dei conteggi della Fondazione e quelli dell’assessorato! La cifra che la Fondazione dovrebbe percepire sarebbe riconducibile alla mostra degli acquerelli di Casimiro Piccolo, tenutasi a Taormina fra Aprile e Novembre. La Regione deve versare alla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella una quota dei biglietti venduti.

Il CdA della Fondazione ha rilasciato un comunicato molto duro nei confronti dell’assessorato, riportatoci ancora una volta da La Repubblica, che dice: <<La demenziale inettitudine della più famigerata burocrazia regionale, unita all’incapacità e al disinteresse di una classe politica a porre argine a tanta nefasta invadenza hanno compiuto il misfatto>>. Apprendendo sempre più informazioni riguardo questa vicenda, si scopre che addirittura sono i conteggi dell’assessorato a stimare quei 50 centesimi in più! E possiamo dirlo tranquillamente, questo è il Festival dell’assurdo. La Regione sostiene che a Febbraio erano già pronti a versare la cifra, tuttavia per una trafila burocratica infinita il trasferimento si è arenato. Dunque, per la Regione la causa del mancato versamento non è inerente ai 50 centesimi, bensì alla necessità di creare un nuovo capitolo di bilancio, chiedere alla Fondazione il certificato antimafia ed infine il documento di regolarità contributiva.

 

 

Ebbene, a questo punto è inutile dilungarsi troppo poiché non ne verremmo a capo. Possiamo limitarci a constatare che per un vincolo burocratico, la Regione Sicilia rischia di perdere un museo di inestimabile valore. Tale vicenda ha assunto fin da subito molte valenze ideologiche, simboleggiando l’eterno scontro fra cultura ed economia, fra poesia e ragioneria. Il calore dell’arte è contrapposto ai freddi calcoli di impiegati preposti ai conteggi.

L’assurdità di questa storia è disarmante, poiché mostra chiaramente quanto ancora sia lontana la volontà di questo Paese di puntare una volta per tutte sulla propria ricchezza personale: l’arte. Sempre in questi giorni è emerso che i luoghi turistici legati alla serie TV Il commissario Montalbano abbiano subito un’impennata di visite. Basterebbe così poco per valutare e far conoscere le nostre ricchezze, i nostri musei. Invece ci areniamo su queste banalità, su questi cavilli burocratici, senza scordarci una buona dose di incompetenza e portando al fallimento l’attività culturale di questa Fondazione.

Il nostro blog si è ispirato al celebre romanzo del Tomasi per trarre il proprio nome. Per questo ho ritenuto doveroso presentare molto rapidamente la vicenda. C’è da sperare che la casa-museo possa tornare alla sua regolare attività al più presto, offrendo il proprio contributo culturale alla nostra Italia.

 

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Da sinistra verso destra: Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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