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Venti anni dopo Bosman: ecco il caso Heinz Müller

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Heinz Müller (1978) è un calciatore tedesco, portiere attualmente svincolato

Heinz Müller. Per molti è soltanto un nome e niente di più, venuto alla ribalta nei giorni scorsi. Di Müller nella storia di Germania ce ne sono parecchi e solitamente è un cognome legata ad un’altra parola: campione, da Gerd fino a Thomas. Ecco, Heinz non è un campione come i due più illustri connazionali. La squadra più importante dove ha militato è l’1. Fußball- und Sportverein Mainz 05, in Bundesliga, nel quale ha giocato per cinque stagioni. Ma adesso, a 36 anni, si è voluto prendere la ribalta dopo aver vinto una sentenza di primo grado “storica” nel mondo milionario del calcio, che fa tremare i club d’Europa e non soltanto. E’ presto per parlare di una rivoluzione in stile “Bosman”, però l’inizio potrebbe fare pensare ad un possibile cambiamento epocale di quel tipo.

Nel 1995, un belga di nome Jean-Marc Bosman cambiò totalmente le politiche di trasferimento dei giocatori di tutto il mondo. Prima di quell’anno, i giocatori a cui era scaduto il contratto non potevano firmare liberamente per altre società, come accade oggi. Dovevano essere autorizzati dall’ultima società in cui avevano giocato. Il caso è noto: Bosman, a fine contratto e desideroso di trasferirsi all’Union Littoral de Dunkerque, venne stoppato dalla sua ultima squadra, il Royal Standard de Liège, dopo che questa non trovò l’accordo con la società francese. Sentendosi in trappola, il giocatore portò il caso davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea che diede ragione al belga in tutte e tre le battaglie intraprese (contro la Federazione Calcistica del Belgio, il Liège e la UEFA) motivando la sentenza con la restrizione alla libera circolazione dei lavoratori. Da quel momento, i calciatori a fine contratto furono liberi d’accasarsi ovunque ed in più vennero eliminati i limiti numerici di stranieri nei club, a meno che non si fosse extra-comunitari.

Adesso, esattamente 20 anni dopo, Heinz Müller ha portato in tribunale la sua società, con la quale aveva il contratto in scadenza nel Giugno del 2014. Ma perché? Una volta scaduto il contratto, il portiere avrebbe voluto rinnovarlo pretendendo dal club renano un contratto a tempo indeterminato. Vale a dire, quindi, pagare lo stipendio fino all’età pensionabile al giocatore di Francoforte. Una causa persa in partenza per molti, se non per tutti. Ed invece il 25 Marzo 2015 il giudice del lavoro Ruth Lippa ha emesso una sentenza di primo grado del procedimento, dando ragione all’estremo difensore tedesco in quanto <<gli sportivi vanno considerati come tutti gli altri lavorati ed hanno quindi diritto, dopo due anni di lavoro, ad un contratto a tempo indeterminato>>.

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Jean-Marc Bosman (1964) è un ex calciatore belga, di ruolo centrocampista

Le reazioni non si sono fatte attendere da ogni parte d’Europa, soprattutto dalla parte attualmente perdente, il Mainz: <<Questa sentenza è unica nel suo genere. Tutti i processi del passato hanno portato a verdetti opposti. Faremo ricorso: se ci dovessero dare torto il calcio subirebbe una svolta epocale, paragonabile a quella voluta da Bosman. Le società dovrebbero pagare lo stipendio a decine e decine di giocatori fino alla pensione>>, dichiara il Presidente della società renana Harald Strutz, a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni dell’avvocato del Mainz: <<Effettivamente questa sentenza metterebbe in ginocchio molti club, ma il calcio non è paragonabile agli altri lavori. Il giudice non ne ha tenuto conto>>. Una sentenza che avvantaggerebbe ulteriormente i grandi club con grandi capacità economiche rispetto ai club medio-bassi che verrebbero messi letteralmente in ginocchio da stipendi pagati più o meno 20 anni oltre la soglia di attività agonistica di un calciatore. Detto questo, nemmeno i big team sarebbero così felici di accollarsi contratti milionari come quelli, ad esempio, di Cristiano Ronaldo o Messi per altri due decenni.

Ovviamente, se questa rivoluzione venisse portata a compimento ne uscirebbero vincitori (così come nel 1995) i calciatori che così vedrebbero garantiti i loro stipendi fino alla pensione. Una situazione che suonerebbe assurda, portandoci a chiedere: <<Come è possibile?>>, <<Ma questa farsa verrà fermata sicuramente>>. Può essere, ma attenzione a non sottovalutare troppo la questione. Del resto, anche con il caso Bosman accadde lo stesso. <<Giocatori svincolati a zero? Figuriamoci>>. Ed invece la storia prese proprio questo verso.

Ad oggi il caso-Müller è ancora molto lontano dal definirsi rivoluzionario. Anche perché la questione, per adesso, ha carattere soltanto locale e non europeo. Dovrebbe passare dai tre gradi di giudizio e poi pure dalla Corte di Giudizio dell’Unione Europea per diventare storica.

Ma per il momento il nostro portiere tedesco, per una volta, ha segnato un gran goal invece che subirlo.

 

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About Giacomo Corsetti

COLLABORATORE | Classe 1990, toscano e residente a Pietrasanta, in Provincia di Lucca. Studente di Lettere – Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Blogger di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa. Nutre una grande passione per lo sport, il cinema, il teatro e l'informazione libera. E' amante di tutto ciò che concerne la cultura.

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