Venezia-71

#Venezia71: i film, i protagonisti, le emozioni

Pubblicato il Pubblicato in Musica e Arti Visive, Recenti, Settima Arte

Il 6 Settembre si è conclusa la 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica. Come ogni anno, per undici giorni il Lido di Venezia si è popolato di star e cineasti di prestigio, di autori indipendenti, di giovani promesse e vecchie glorie, di giornalisti e fotografi, ma – soprattutto – di tanti appassionati. Per quest’ultima categoria, alla quale appartengo, la Mostra del Cinema è una sorta di parco divertimenti, dove trascorrere le giornate fra una proiezione e l’altra, conoscere persone con i tuoi stessi interessi e – se sei fortunato – incontrare il tuo attore o regista preferito, scambiarci due parole, chiedergli un autografo o un selfie.

72f6c04331
The Look of Silence

Quest’anno, il direttore artistico Alberto Barbera (al timone della Mostra dal 2012) ha optato per una selezione più autoriale che hollywoodiana, scegliendo per i film in concorso grandi nomi del cinema d’essai (come Fatih Akin, Roy Andersson, il documentarista Joshua Oppenheimer, Ramin Bahrani), con una particolare attenzione per i film francesi – ben quattro le opere d’oltralpe – e titoli italiani di grande spessore. Più spazio alle commedie nei film fuori concorso – fra i quali spicca la vera novità di quest’anno: la miniserie HBO Olive Kitteridge, a dimostrazione di quanto certe produzioni televisive siano ormai allo stesso livello di quelle cinematografiche. Tanta sperimentazione, com’è giusto che sia, nella sezione Orizzonti, e anche nelle sezioni parallele, le Giornate degli Autori e la Settimana della Critica.

La Mostra si è aperta con Birdman o (Le imprevedibili virtù dell’ignoranza), l’ultima fatica di Alejandro Gonzàlez Iñarritu: un film straordinario che riesce a catturare lo spirito degli anni ‘10 con estrema lucidità e un umorismo dissacrante, ma che evidentemente non ha colpito una giuria più cinefila che mai, capitanata dal compositore Alexandre Desplat (gli altri membri erano Tim Roth, Joan Chen, Carlo Verdone, Sandy Powell, Philip Gröning, Jumpa Lahiri, Elia Suleiman e Jessica Hausner), probabilmente prevenuta nei confronti del film più americano della selezione.

A_Pigeon_Sat_On_A_Branch_Reflecting_On_Existence_2
A pigeon sat on branch reflecting on existence

Giuria che invece ha deciso di premiare la commedia nera dello svedese Roy Andersson, A pigeon sat on a branch reflecting on existence (En duva satt på en gren och funderade på tillvaron), capitolo conclusivo della sua visionaria trilogia sull’essere umano. Leone d’Argento per la miglior regia ad un altro veterano, Andrej Končalovskij, che ha diretto il meraviglioso The Postman’s White Nights (Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna). Coppa Volpi per i due protagonisti di Hungry Hearts di Saverio Costanzo, Alba Rohrwacher e Adam Driver, uno degli attori più promettenti della sua generazione. Il Gran Premio della Giuria, invece, è andato a The Look of Silence di Joshua Oppenheimer, seguito dello sconvolgente The Act of Killing. Torna (immeritatamente) a bocca asciutta Mario Martone, regista del bel biopic su Leopardi, Il giovane favoloso, con uno straordinario Elio Germano.

Aspettative deluse, invece, per quello che sulla carta era indicato fra i favoriti: The Cut di Fatih Akin, dramma epico che scade sul melenso e che, come ha prontamente detto una mia amica uscendo dalla sala, “si perde assieme al protagonista”. Anche il film sulla crisi immobiliare di Ramin Bahrani, 99 Homes, non riesce ad andare oltre la denuncia, risultando d’impatto dal punto di vista sociale ma non da quello artistico.

cymbeline
Cymbeline

Nelle altre sezioni, spicca il ritorno di Peter Bogdanovich: la sua deliziosa commedia dal sapore nostalgico She’s Funny That Way, presentata fuori concorso, ha divertito il pubblico e convinto la critica. Da menzionare anche il discreto film corale Words With Gods, composto da nove episodi diretti da altrettanti registi (fra cui Mira Nair, Emir Kusturica, Guillermo Arriaga e Alex de la Iglesia), che indagano sulla spiritualità nel mondo. Il più grande coinvolgimento di pubblico, invece, si è avuto con Io sto con la sposa, diretto da Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, e realizzato tramite un progetto di crowdfunding. Buon debutto anche per Diego Bianchi (in arte Zoro) e il suo Arance e Martello: la proiezione è stata un susseguirsi di risate e applausi. Fischi, invece, per il grottesco Cymbeline di Michael Almereida, una trasposizione moderna e prepotentemente trash dell’omonima tragedia shakespeariana, ma anche per il turco Sivas, che ha dato luogo a proteste a scena aperta, continuate anche durante la cerimonia, in sala stampa, quando gli è stato assegnato il Premio Speciale della Giuria.

Italy Venice Film Festival 2014
Al Pacino

Per quanto riguarda le star, la passerella quest’anno è stata davvero ben assortita: si è cominciato con la coppia d’oro, Andrew Garfield ed Emma Stone, letteralmente assediati dai fan che hanno messo a dura prova bodyguard e i loro stessi nervi, rendendoli schivi e poco disponibili. Anche Michael Keaton ed Edward Norton hanno deciso di evitare gli ammiratori “appostati” in punti strategici accuratamente studiati, mentre l’attore più atteso, Al Pacino, si è concesso volenterosamente a foto e autografi. Ma la lista delle personalità che hanno calcato il red carpet allestito all’esterno del Palazzo del Cinema è davvero lunghissima: Charlotte Gainsbourg, Viggo Mortensen, Uma Thurman, Owen Wilson, Ethan Hawke, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino, Willem Defoe, Michael Shannon, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Milla Jovovich, Anton Yelchin, Alexandra Daddario, solo per fare alcuni nomi.

In conclusione, non potevo chiedere di meglio dalla mia prima Mostra del Cinema. Un’edizione ricca e soddisfacente, e anche un’esperienza formativa indimenticabile, che tutti gli appassionati della Settima Arte dovrebbero provare almeno una volta nella vita.

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

n.4 -> clicca qui

About Marta La Ferla

COLLABORATRICE | Classe 1993, siciliana, viaggiatrice ossessivo-compulsiva. Studia Lingue e Comunicazione presso l’Università degli Studi di Catania. Appassionata di musica, letteratura, cinema, serie tv e, suo malgrado, anche di politica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *