Doctor giving a child an intramuscular injection in arm, shallow DOF

Vaccini: l’importanza della prevenzione

Pubblicato il Pubblicato in Eureka, Recenti, Scienza e Salute

vaccini-obbligatori-per-i-bambini-fino-a-6-anni_1338699La salute è sempre un argomento delicato, ma quando si tratta di quella dei più piccoli anche una semplice discussione a riguardo può diventare un campo minato. Come se non bastasse, si inseriscono spesso nel dibattito elementi che nulla hanno a che fare con il tema del benessere ma che invece sconfinano nel campo della politica, per degenerare in quello del complottismo. Il caso dei vaccini che da tempo – soprattutto sui social network – infiamma il nostro Paese ne è la prova più lampante: fiumi d’inchiostro sono stati versati da entrambe le parti, pronte a fornire esaurienti argomentazioni a favore o contro l’utilizzo di questa forma di prevenzione. Sebbene possa sembrare che questo tema sia salito alla ribalta della cronaca solo recentemente, in realtà è già da molti anni che serpeggia tra una certa parte dell’opinione pubblica – non solo italiana – una sorta di diffidenza nei confronti dei vaccini: ma da dove nasce questo sentimento?

Innanzitutto occorre tornare indietro di quasi vent’anni quando, nel Febbraio del 1998, il medico inglese Andrew Wakefield, insieme ad altri dodici colleghi, pubblicò sulla rivista medica The Lancet uno studio nel quale metteva in correlazione il vaccino Measles, Mumps and Rubella (MMR, effettuato per proteggere da morbillo, parotite e rosolia) con l’insorgere di casi di autismo e di gravi malattie intestinali simili al morbo di Crohn, sostenendo di aver scoperto una nuova patologia definita enterocolite autistica. La notizia arrivò al grande pubblico attraverso i media – nel Regno Unito i giornali diedero molto risalto allo studio – e, com’è possibile immaginare, tra i neo-genitori si diffuse immediatamente il panico: molti, infatti, scelsero di non vaccinare i propri figli contro queste malattie, portando a un aumento dei casi di morbillo e alla diminuzione dell’immunità di gregge, che si realizza quando il 95% della popolazione è vaccinato contro una determinata malattia; secondo uno studio del The Telegraph ci sono voluti quattordici anni prima che si tornasse agli stessi livelli di vaccinazione contro il morbillo precedenti all’articolo di Wakefield e, ancora oggi, la percentuale rimane al di sotto della soglia auspicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche il mondo scientifico si interessò enormemente allo studio e diversi ricercatori cercarono di riprodurlo, ma senza successo, motivo per il quale la ricerca venne sottoposta a diverse controprove che ne attestarono la falsità: dei dodici bambini esaminati da Wakefield e colleghi solo uno – e non undici, come sostenuto dagli autori dell’articolo – mostrava sintomi di una malattia intestinale. Intanto però il panico si era diffuso dalla Gran Bretagna al mondo intero, nonostante la contro-inchiesta del giornalista britannico Brian Deer che, già nel 2004, portò alla luce inquietanti prove sulla falsità dello studio pubblicato sul The Lancet. Secondo il reporter del The Sunday Times, infatti, Wakefield avrebbe agito per interesse, dietro il pagamento di un’ingente somma versatagli da un avvocato, Richard Barr, con lo scopo di screditare il vaccino trivalente collegandolo con l’autismo. In seguito a questa scoperta, praticamente tutti i coautori del paper ritirarono le loro affermazioni, mentre Wakefield fu radiato dall’Ordine dei Medici nel 2010.

Andrew Jeremy Wakefield (1957) è un ex medico e chirurgo britannico, conosciuto principalmente per una pubblicazione scientifica fraudolenta del 1998 in cui sosteneva la correlazione, oggi smentita, tra il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite e rosolia, MMR in lingua inglese) e la comparsa di autismo e malattie intestinali
Andrew Jeremy Wakefield (1957) è un ex medico e chirurgo britannico, conosciuto principalmente per una pubblicazione scientifica fraudolenta del 1998 in cui sosteneva la correlazione, oggi smentita, tra il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia; MMR in lingua inglese) e la comparsa di autismo e malattie intestinali

Due anni dopo questi eventi, in Italia, il Tribunale di Rimini condannò il Ministero della Salute (rifacendosi alle legge 210/92) a risarcire i genitori di un bambino autistico la cui malattia, secondo il giudice, sarebbe stata causata proprio dal vaccino trivalente: questa sentenza, duramente criticata dall’Associazione Italiana dei Pediatri, contribuì notevolmente a dare un nuovo slancio alle teorie di Wakefield. È necessario chiarire un punto: l’autismo è un disturbo dello sviluppo causato da fattori genetici ed ambientali che attualmente i ricercatori non sono ancora riusciti a determinare e questo aumenta comprensibilmente le paure e le frustrazioni dei genitori con figli affetti da questa sindrome. Ma non è solo l’autismo l’unico spauracchio agitato dagli anti-vaccinisti poiché i timori riguardanti i vaccini risalgono all’Ottocento e si sono perpetrati, con alterne fortune, fino ad oggi: via via nel tempo sono stati accusati di provocare la malattia stessa da cui dovrebbero proteggere, di contenere sostanze nocive, di rendere più debole il sistema immunitario. Inoltre, anche gli effetti positivi dei vaccini vengono negati dal movimento Anti Vax, secondo cui il miglioramento delle condizioni di vita di cui godiamo oggi – rispetto al passato – sarebbe da attribuire solamente alle superiori condizioni igienico-sanitarie.

Già da tempo la situazione in Italia veniva tenuta d’occhio dagli organismi internazionali deputati al controllo della salute pubblica, ma il dibattito riguardante l’obbligatorietà dei vaccini ha avuto nell’ultimo anno tre momenti salienti. Il primo nel Novembre del 2016, quando la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha varato – per prima nel nostro Paese – una legge che esclude i bambini non vaccinati da scuole e asili: il TAR, dopo numerosi ricorsi da parte dei genitori, ha temporaneamente rinviato la decisione, definendo la questione come «estremamente delicata». In seguito, all’inizio di Maggio del corrente anno, un articolo del The New York Times intitolato Populism, Politics and Measles ha messo in relazione l’aumento di casi di morbillo con le affermazioni antivacciniste di Beppe Grillo: pur riconoscendo che lo scetticismo verso questa forma di prevenzione è da datare a ben prima del successo pentastellato, il giornale newyorkese ha evidenziato i danni che una politica populista può causare alla salute pubblica. Infine, sempre nel mese di Maggio, il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge con il quale ha portato da quattro a dodici i vaccini obbligatori, inasprendo le sanzioni per chi non ottempera all’obbligo; inoltre, i genitori che non rispetteranno la nuova legge potranno essere segnalati dall’ASL al Tribunale per i Minorenni che potrebbe arrivare addirittura a sospendere temporaneamente la potestà genitoriale e a sottoporre il minore alle vaccinazioni. Le proteste contro questa legge non sono tardate ad arrivare e le accuse mosse riguardano principalmente temi come la libertà individuale e l’asservimento dello Stato agli interessi delle case farmaceutiche; in molti inoltre hanno sottolineato il fatto che in ben quindici Paesi europei – tra i quali Austria, Danimarca, Germania, Irlanda Svezia – non esista alcun obbligo vaccinale. C’è anche chi grida al complotto, citando il fatto che nel 2016 la GlaxoSmithKline (GSK), una multinazionale leader nella produzione di questo tipo di farmaci, abbia deciso d’investire un miliardo di euro nel nostro Paese.

Com’è già stato sottolineato precedentemente nell’articolo, la decisione di vaccinare o meno il proprio figlio non può essere ridotta a una mera scelta personale, dato che con la mancata immunità di gregge i bambini che non possono vaccinarsi per particolari motivi di salute rischiano severe conseguenze; infatti, a differenza di quanto comunemente si crede, malattie come il morbillo, la parotite e la rosolia possono avere complicanze anche gravi (quali polmonite, infiammazioni del fegato, encefalite) o addirittura essere fatali. Inoltre, questa nuova legge, seppur indubbiamente drastica e per sotto certi aspetti controversa, è secondo gli esperti la soluzione più rapida possibile per portare a un livello soddisfacente la copertura sanitaria ed evitare il ritorno nel nostro Paese di gravi malattie, che proprio grazie ai vaccini sono state praticamente sconfitte. Si consiglia comunque ai neo-genitori più preoccupati al riguardo di consultarsi sempre con il proprio pediatra di fiducia che saprà informarli e consigliarli.

Infine, sarebbe opportuno che sia il Governo che le case farmaceutiche si mettessero – con trasparenza e umiltà – a disposizione dei cittadini, possibilmente con l’ausilio di esperti indipendenti, per chiarire una volta per tutte i loro dubbi.

 

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About Maria Parenti

REDATTRICE | Classe 1988, emiliana. Laureata in Lettere, è appassionata da sempre alle tematiche ambientali e si sta ancora chiedendo cosa vuol fare da grande. Nel frattempo, tra un lavoro e l'altro, si è iscritta ad una specialistica in Economia e si è temporaneamente trasferita a Bruxelles. La contraddistinguono l'amore per la musica metal e per il cibo vegano.

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